cin cin a base di urina come Pannellone?dostum ha scritto: ↑22/10/2026, 4:30Calenda annuncia lo sciopero della fame per l'Ucraina: "Vediamo quanti si uniranno"
"Da oggi a mezzanotte, aderisco allo sciopero della fame promosso da Pina Picierno per richiamare l'attenzione internazionale su Oleshky, città ucraina dove migliaia di persone sono intrappolate in un territorio occupato dall'esercito russo", scrive il leader di Azione. Oltre 400 adesioni alla mobilitazione lanciata dalla vicepresidente del Parlamento Ue
Aderisco immediatamente!
[OT] Signore e signori: la guerra.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
oggi il menu propone "il dissidente cinese", Russian Star Wars (dai badili ai satelliti, così di botto?), islamoputinismonichilismo e i maranza automi putinversteher
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
non so quanto avrà successo l'appello di Volodya se fa girare i furgoncini dell'Anonima Sequestri
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
proprio adesso che tra poco esce gta 6, kim è sempre stato un grande appassionato di videogiochi come ha sempre mostrato nelle sue poche apparizioni non formali, e sarebbe stato un bel novembre per lui, ha atteso a lungo, probabilmente avrà acquistato anche la collectors edition e chissà ora come starà vivendo questo brutto periodaccioDrogato_ di_porno ha scritto: ↑22/10/2026, 9:23oggi il menu propone "il dissidente cinese", Russian Star Wars (dai badili ai satelliti, così di botto?),[Scopri]Spoiler
xxxx
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
la storia di kim è una bufala
https://www.lastampa.it/esteri/2026/10/ ... -15771711/
cmq nella sciagurata eventualità cè lei che è bravissima
PYONGYANG — Gli altoparlanti puntati verso il Sud torneranno «in stand-by entro pochi giorni» lungo tutto il confine, e con loro «nuovi mezzi di risposta» messi in allerta. Lo ha annunciato giovedì Kim Yo-jong, sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un e dirigente del Partito dei lavoratori, in una dichiarazione diffusa dall’agenzia di Stato Kcna e rilanciata da Reuters. Se i colpi di avvertimento sudcoreani dovessero danneggiare territorio o uomini del Nord, ha aggiunto, i suoi soldati «elimineranno senza pietà» le forze del Sud.
È il terzo messaggio in quattro giorni. Il 19 ottobre Kim aveva parlato di «misure preventive e repressive» contro i «guerrafondai» di Seul, accusati di sparare da agosto con fucili automatici e mitragliatrici di grosso calibro verso la linea di demarcazione. Mercoledì sera, dopo un’ispezione alle fortificazioni del confine con Pak Jong-chon, vicepresidente della Commissione militare centrale, aveva fissato la riaccensione degli altoparlanti entro fine ottobre. Oggi avverte il Sud della «situazione più orribile e angosciante» se continuerà quella che Pyongyang chiama interferenza negli affari interni.![Immagine]()
Seul risponde su due tavoli. Il ministero dell’Unificazione e l’esercito chiedono a Pyongyang di tornare al dialogo; i militari sostengono che le parole di Kim provano l’efficacia dei controlli sulla zona smilitarizzata decisi con il Comando Onu. Il ministero della Difesa promette «misure proporzionate» se il Nord agirà, ma precisa che nessuna decisione è stata presa, e il portavoce dello stato maggiore congiunto dice di non aver rilevato movimenti per installare nuove armi al confine. I colpi di avvertimento, ripete, sono «misure legittime e difensive».
Lo stesso giovedì il ministero degli Esteri ha annunciato una lettera al Consiglio di sicurezza dell’Onu: le mine nordcoreane violano l’armistizio, Pyongyang deve chiedere scusa e tornare a parlare per evitare l’escalation. È il punto da cui tutto è ripartito.
Le mine di settembre
Il 21 settembre due esplosioni nel settore occidentale della zona smilitarizzata hanno ferito tre ufficiali sudcoreani impegnati in un’operazione di bonifica, due in modo grave, evacuati in elicottero all’ospedale militare vicino a Seul. Il 5 ottobre la Difesa ha chiuso l’indagine condotta con il Comando Onu: le mine, antiuomo in plastica, erano state piantate dal Nord a sud della linea di demarcazione; una è stata recuperata intatta e il capo operazioni dello stato maggiore l’ha mostrata ai giornalisti nel quartier generale di Yongsan. Il Comando Onu ha certificato la violazione dell’armistizio. Pyongyang nega: un incidente «fabbricato», «autoinflitto».
Il ministro dell’Unificazione Chung Dong-young, su Facebook, ha scritto che «invece di dispute politiche sterili, dobbiamo riflettere sul perché continuino tragedie simili e cercare soluzioni di fondo», riferisce il Korea Herald.
La zona smilitarizzata — 248 chilometri per 4, circa due milioni di mine — è dall’aprile 2024 un cantiere. Il Nord vi costruisce quello che chiama un confine permanente: nuove mine, filo spinato, barriere anticarro. Durante quei lavori l’esercito del Sud ha contato cinquanta sconfinamenti della linea quest’anno, ognuno seguito da avvisi e colpi di avvertimento. Gli altoparlanti sono su quel fronte da deenni: musica pop, notiziari e propaganda da una parte, rumori e invettive dall’altra.
Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung, in carica dal giugno 2025, li aveva spenti e aveva smontato gli impianti fissi come gesto di fiducia; il Nord aveva sospeso i propri. La mossa di Kim Yo-jong riporta quel fronte al punto di partenza e trasforma i colpi di avvertimento del Sud, finora routine, nel pretesto dichiarato di un’escalation.

https://www.lastampa.it/esteri/2026/10/ ... -15771711/
cmq nella sciagurata eventualità cè lei che è bravissima
PYONGYANG — Gli altoparlanti puntati verso il Sud torneranno «in stand-by entro pochi giorni» lungo tutto il confine, e con loro «nuovi mezzi di risposta» messi in allerta. Lo ha annunciato giovedì Kim Yo-jong, sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un e dirigente del Partito dei lavoratori, in una dichiarazione diffusa dall’agenzia di Stato Kcna e rilanciata da Reuters. Se i colpi di avvertimento sudcoreani dovessero danneggiare territorio o uomini del Nord, ha aggiunto, i suoi soldati «elimineranno senza pietà» le forze del Sud.
È il terzo messaggio in quattro giorni. Il 19 ottobre Kim aveva parlato di «misure preventive e repressive» contro i «guerrafondai» di Seul, accusati di sparare da agosto con fucili automatici e mitragliatrici di grosso calibro verso la linea di demarcazione. Mercoledì sera, dopo un’ispezione alle fortificazioni del confine con Pak Jong-chon, vicepresidente della Commissione militare centrale, aveva fissato la riaccensione degli altoparlanti entro fine ottobre. Oggi avverte il Sud della «situazione più orribile e angosciante» se continuerà quella che Pyongyang chiama interferenza negli affari interni.
Seul risponde su due tavoli. Il ministero dell’Unificazione e l’esercito chiedono a Pyongyang di tornare al dialogo; i militari sostengono che le parole di Kim provano l’efficacia dei controlli sulla zona smilitarizzata decisi con il Comando Onu. Il ministero della Difesa promette «misure proporzionate» se il Nord agirà, ma precisa che nessuna decisione è stata presa, e il portavoce dello stato maggiore congiunto dice di non aver rilevato movimenti per installare nuove armi al confine. I colpi di avvertimento, ripete, sono «misure legittime e difensive».
Lo stesso giovedì il ministero degli Esteri ha annunciato una lettera al Consiglio di sicurezza dell’Onu: le mine nordcoreane violano l’armistizio, Pyongyang deve chiedere scusa e tornare a parlare per evitare l’escalation. È il punto da cui tutto è ripartito.
Le mine di settembre
Il 21 settembre due esplosioni nel settore occidentale della zona smilitarizzata hanno ferito tre ufficiali sudcoreani impegnati in un’operazione di bonifica, due in modo grave, evacuati in elicottero all’ospedale militare vicino a Seul. Il 5 ottobre la Difesa ha chiuso l’indagine condotta con il Comando Onu: le mine, antiuomo in plastica, erano state piantate dal Nord a sud della linea di demarcazione; una è stata recuperata intatta e il capo operazioni dello stato maggiore l’ha mostrata ai giornalisti nel quartier generale di Yongsan. Il Comando Onu ha certificato la violazione dell’armistizio. Pyongyang nega: un incidente «fabbricato», «autoinflitto».
Il ministro dell’Unificazione Chung Dong-young, su Facebook, ha scritto che «invece di dispute politiche sterili, dobbiamo riflettere sul perché continuino tragedie simili e cercare soluzioni di fondo», riferisce il Korea Herald.
La zona smilitarizzata — 248 chilometri per 4, circa due milioni di mine — è dall’aprile 2024 un cantiere. Il Nord vi costruisce quello che chiama un confine permanente: nuove mine, filo spinato, barriere anticarro. Durante quei lavori l’esercito del Sud ha contato cinquanta sconfinamenti della linea quest’anno, ognuno seguito da avvisi e colpi di avvertimento. Gli altoparlanti sono su quel fronte da deenni: musica pop, notiziari e propaganda da una parte, rumori e invettive dall’altra.
Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung, in carica dal giugno 2025, li aveva spenti e aveva smontato gli impianti fissi come gesto di fiducia; il Nord aveva sospeso i propri. La mossa di Kim Yo-jong riporta quel fronte al punto di partenza e trasforma i colpi di avvertimento del Sud, finora routine, nel pretesto dichiarato di un’escalation.

MEGLIO LICANTROPI CHE FILANTROPI
Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
il Matteo che venne dal freddo
Roma, 22 ott. (askanews) – Come certe telenovele che andavano in onda sulle reti commerciali negli anni Ottanta, quando “anche i ricchi” piangevano ma, in generale, piangevano tutti, ricchi, poveri e ceto medio, molto meno di oggi – con mezzo Paese bloccato, i supermercati che cominciano a svuotarsi al Sud e le pompe di benzina a secco – va in scena l’ennesima querelle tra i due ex alleati del Terzo Polo, Carlo Calenda e Matteo Renzi.
E’ una nuova puntata dell’antica, lunghissima, tenzone all’origine del naufragio del Terzo Polo e fattrice di una litigiosità tra i due, che affonda le radici non solo in diverse scelte politiche, ma anche in una “diversità” rispetto all’altro, che ciascuno dei due rivendica orgogliosamente, e che si declina, di volta in volta, in attacco polemico, battuta sarcastica, accusa, indifferenza ironica, allusione a pillole e composti farmaceutici e, ogni tanto, anche offesa. Con la capacità, comunque, di stare sempre sul tema del giorno e oggi, dopo i sospetti di “guerra ibrida” rilanciati dal ministro Crosetto e smentiti dal collega Piantedosi, dopo la richiesta di informativa avanzata dalle opposizioni e dopo quattro anni di guerra in Ucraina, il tema del giorno non poteva che essere la Russia.
Dunque, il caso deflagra dopo le parole di Calenda al “Corriere della Sera” a proposito delle presunte interferenze russe sui paesi europei e sulle loro dinamiche politiche. Giugno 2016, oltre dieci anni fa, referendum sulla Brexit. “Con Matteo Renzi eravamo insieme al governo, telefonammo a Putin per chiedergli se c’erano loro dietro la campagna dei Comitati in Gran Bretagna. Lui ci rispose: ricordatevi che la stampa è libera…”. Il tempo di leggere la rassegna stampa e Renzi fa rispondere l’ufficio stampa di Italia Viva, che smentisce tutto, quelle di Calenda sono “frasi lunari” ma non solo solo “fake news” – insomma mai chiamato insieme Putin per chiedere conto del referendum inglese – ma “costituiscono piuttosto l’ennesimo segnale di una mitomania progressiva del segretario di Azione”. E, si sa, esattamente come un’altra categoria di persone, “i mitomani non possono essere smentiti: devono essere solo aiutati”.
Arriva, ovviamente, la replica di Calenda che conferma “parola per parola quanto detto sulla telefonata con Putin, Renzi e l’allora ministro dell’Industria russo”, fatto peraltro “raccontato in mille interviste” e “scritto in un mio libro” e, a scanso di equivoci, di telefonate del genere “resta traccia” nella segreteria di Chigi. Insomma, basta verificare. Poi l’affondo: “Probabilmente Renzi, che ricordo fino all’invasione su larga scala dell’Ucraina faceva parte del Cda di una società russa, non vuole far dispiacere a vecchi e nuovi clienti ricordando questi trascorsi”.
Manco a dirlo segue nuova nota dell’ufficio stampa di Italia Viva che, mentre, oramai, indica Calenda come “il mitomane” e ribadisce che non era presente al fatto: “La telefonata in cui Renzi chiamò Putin per chiedergli conto delle interferenze russe e di Russia Today fu effettuata dal solo Renzi, che si trovava in quel momento nella sua casa di Pontassieve”. Basta (o forse no).

Roma, 22 ott. (askanews) – Come certe telenovele che andavano in onda sulle reti commerciali negli anni Ottanta, quando “anche i ricchi” piangevano ma, in generale, piangevano tutti, ricchi, poveri e ceto medio, molto meno di oggi – con mezzo Paese bloccato, i supermercati che cominciano a svuotarsi al Sud e le pompe di benzina a secco – va in scena l’ennesima querelle tra i due ex alleati del Terzo Polo, Carlo Calenda e Matteo Renzi.
E’ una nuova puntata dell’antica, lunghissima, tenzone all’origine del naufragio del Terzo Polo e fattrice di una litigiosità tra i due, che affonda le radici non solo in diverse scelte politiche, ma anche in una “diversità” rispetto all’altro, che ciascuno dei due rivendica orgogliosamente, e che si declina, di volta in volta, in attacco polemico, battuta sarcastica, accusa, indifferenza ironica, allusione a pillole e composti farmaceutici e, ogni tanto, anche offesa. Con la capacità, comunque, di stare sempre sul tema del giorno e oggi, dopo i sospetti di “guerra ibrida” rilanciati dal ministro Crosetto e smentiti dal collega Piantedosi, dopo la richiesta di informativa avanzata dalle opposizioni e dopo quattro anni di guerra in Ucraina, il tema del giorno non poteva che essere la Russia.
Dunque, il caso deflagra dopo le parole di Calenda al “Corriere della Sera” a proposito delle presunte interferenze russe sui paesi europei e sulle loro dinamiche politiche. Giugno 2016, oltre dieci anni fa, referendum sulla Brexit. “Con Matteo Renzi eravamo insieme al governo, telefonammo a Putin per chiedergli se c’erano loro dietro la campagna dei Comitati in Gran Bretagna. Lui ci rispose: ricordatevi che la stampa è libera…”. Il tempo di leggere la rassegna stampa e Renzi fa rispondere l’ufficio stampa di Italia Viva, che smentisce tutto, quelle di Calenda sono “frasi lunari” ma non solo solo “fake news” – insomma mai chiamato insieme Putin per chiedere conto del referendum inglese – ma “costituiscono piuttosto l’ennesimo segnale di una mitomania progressiva del segretario di Azione”. E, si sa, esattamente come un’altra categoria di persone, “i mitomani non possono essere smentiti: devono essere solo aiutati”.
Arriva, ovviamente, la replica di Calenda che conferma “parola per parola quanto detto sulla telefonata con Putin, Renzi e l’allora ministro dell’Industria russo”, fatto peraltro “raccontato in mille interviste” e “scritto in un mio libro” e, a scanso di equivoci, di telefonate del genere “resta traccia” nella segreteria di Chigi. Insomma, basta verificare. Poi l’affondo: “Probabilmente Renzi, che ricordo fino all’invasione su larga scala dell’Ucraina faceva parte del Cda di una società russa, non vuole far dispiacere a vecchi e nuovi clienti ricordando questi trascorsi”.
Manco a dirlo segue nuova nota dell’ufficio stampa di Italia Viva che, mentre, oramai, indica Calenda come “il mitomane” e ribadisce che non era presente al fatto: “La telefonata in cui Renzi chiamò Putin per chiedergli conto delle interferenze russe e di Russia Today fu effettuata dal solo Renzi, che si trovava in quel momento nella sua casa di Pontassieve”. Basta (o forse no).

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