[OT] Signore e signori: la guerra.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Mai letto così tante cagate da estdipendente come in queste ultime pagine
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
ho una macchina europeaestdipendente ha scritto: ↑26/09/2026, 11:22tu intanto comincia a comprare una Dacia made in Romania e non una carabattola cinese e gia’ sei sulla strada giusta
chissà quanto c'è di europeo
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
a parte la plastica, l’acciaio, i connectors, la batteria, le vernici e il vetro tutto. bravo cicciuzzo!cicciuzzo ha scritto: ↑26/09/2026, 12:42ho una macchina europeaestdipendente ha scritto: ↑26/09/2026, 11:22tu intanto comincia a comprare una Dacia made in Romania e non una carabattola cinese e gia’ sei sulla strada giusta
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
secondo me Xi non ha manco capito cosa gli ha detto
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
e così: https://www.theguardian.com/commentisfr ... ohn-pilgerDrogato_ di_porno ha scritto: ↑16/09/2026, 0:41nel 2014 giravano articoli così:
https://www.nbcnews.com/storyline/ukrai ... rs-n198961
https://www.lastampa.it/blogs/2014/11/3 ... 1621/?s=09
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Che qualcuno lo spieghi a capitanvideo, est e geishaDrogato_ di_porno ha scritto: ↑26/09/2026, 14:07e così: https://www.theguardian.com/commentisfr ... ohn-pilgerDrogato_ di_porno ha scritto: ↑16/09/2026, 0:41nel 2014 giravano articoli così:
https://www.nbcnews.com/storyline/ukrai ... rs-n198961
https://www.lastampa.it/blogs/2014/11/3 ... 1621/?s=09
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
curiosi anche i servizi del Tg2 del 2016
Ultima modifica di Drogato_ di_porno il 26/09/2026, 15:44, modificato 1 volta in totale.
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Io proprio non capisco chi sia in guerra con chi.estdipendente ha scritto: ↑26/09/2026, 9:11o signore pieta’. e’ ovvio che una guerra terrestre tra europa e cina e’ altamente improbabile se non impossibile. il fatto che vediamo la feccia russa iniziare una guerra territoriale su larga scala anacronistica a due passi da noi non significa che diventi il modus operandi di tutte le potenze sia quelle aggressive come la Cina e gli USA che quelle inette e pacifiche come la EU.
pero’ una bella tensione sopra Taiwan, interruzione di forniture con conseguenti impatti sulla qualita’ della vita, come dici giustamente tu, puo’ benissimo succedere. cyberwar e’ di fatto gua’ una realta’ e andra’ peggiorando. mettici dentro disturbo su rotte navali, incidenti isolati e la frittata e’ fatta. non c’e’ bisogno di avere un orda di puzzoni in divisa che mangiano riso alla cantonese nel giardino di casa come accade ai poveri ucraini con i russi per dire di essere in guerra. e sarebbe colpa tua (e di quelli come te ovviamente).
Il "disturbo" e le intromissioni di stati in altri stati e' sempre esistito, che sia fatto via cyber o via finanziamenti a politici e istituzioni che hanno il compito di creare turbolenza.
E' la stessa cosa con metodi diversi. La "guerra" e' una altra cosa.
Per i puzzoni cinesi che non vuoi trovarti in giardino, ti ricordo che siamo noi occidentali che siamo andati a casa loro in passato a fare disastri (ci siamo andati perfino quando i cinesi non volevano che il nostro oppio li tramutasse in zombi), vedi appunto le due guerre dell'oppio.
Riguardo taiwan, non la riconosce nemmeno l'onu. Taiwan e' una isoletta dove i perdenti della rivoluzione cinese sono andati a rifugiarsi, non e' uno stato a se, non e' mai stato uno stato a se. Taiwan e' territorio cinese quanto il donbass e' territorio ucraino.
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L’unico comunista o marxista buono, è quello in una tomba senza nome
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Linegoco: "...e se anche fosse (il fallimento della produzione pornografica) chi se ne importa? Nessuno sano di mente si mette a pagare qualcuno solo perché altrimenti fallisce...è ridicolo, ci si dovrebbe impoverire per arricchire altri?"
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"Usare questo o quello studio come bandiera per sostenere una tesi piuttosto che l'altra è sbagliato."
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Oscar: Quello che i miei studi non mi hanno ancora detto con certezza e’ se sono gli italiani a generare PD (senza articolo davanti come sinonimo di sostanza di scarto) o se e’ il PD a generare gli italiani.
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giorgiograndi
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Vaglielo a spiegare che l'aggressore originale erano i nazionalisti ucraini che volevano fare pulizia etnica dei russi ad ovest.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
mah io non so chi avesse ragione.
però ho buona memoria e ricordo bene i titoli dei giornali politici conduttori e dei TG prima del 2022
mi limito a rilevare l'incongruenza
però ho buona memoria e ricordo bene i titoli dei giornali politici conduttori e dei TG prima del 2022
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Prima che ci fosse l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia era normale avere in altra opinione della Russia.
Sono commenti anti 2022.
Sono commenti anti 2022.
Barabino libero!
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
intanto in ucraina mentre la gente muore al fronte nelle città si insediano gli sprepuziati
anche lì sostituzione etnica come in italia e tutto l'occidente
anche lì sostituzione etnica come in italia e tutto l'occidente
"E' impossibile", disse il cervello.
"Provaci!", sussurrò il cuore.
"Vai via, brutto!", urlò la ragazza.
☪️ancer of humanity
"Provaci!", sussurrò il cuore.
"Vai via, brutto!", urlò la ragazza.
☪️ancer of humanity
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Chiusa porcheria inquinante
Fermare un’acciaieria significa spegnere più di un altoforno. Con lo stop di ArcelorMittal a Kryvyi Rih, l’Ucraina perde un pilastro della resistenza: produzione, salari, esportazioni, entrate fiscali. Il gruppo non può riavviare in sicurezza il sito dopo quattro attacchi missilistici russi in cinque settimane, l’ultimo il 21 settembre: cinque dipendenti uccisi e 17 feriti. La chiusura coinvolge anche le miniere e comporterà una svalutazione contabile di circa un miliardo di dollari.
«È con profondo rammarico che abbiamo concluso di non essere più in grado di gestire in sicurezza ArcelorMittal Kryvyi Rih», ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo in Ucraina Mauro Longobardo. Si punta a preservare le infrastrutture per poter ripartire quando tornerà la pace. Sono in gioco 12.500 dipendenti e 3.500 addetti delle imprese appaltatrici. E anche se non tutti perderanno il lavoro — l’azienda sta valutando il personale necessario per mettere in sicurezza il sito e mantenerne le funzioni essenziali — il danno è chiaro.
Dietro la decisione c’è un confronto ai massimi livelli con Kiev. Il Financial Times ha visionato una lettera nella quale ArcelorMittal ricorda di avere chiesto al governo protezione almeno sei volte dall’inizio della guerra. Il Corriere può confermare che la questione è stata discussa con Volodymyr Zelensky dai vertici del colosso. Contatti che misurano il peso politico del dossier: difendere l’impianto significa proteggere la base economica del Paese, mentre la contraerea deve rispondere a necessità concorrenti, dalle città alle centrali elettriche.
La crisi precede i missili. Nel 2021 Kryvyi Rih produceva 4,9 milioni di tonnellate di acciaio; nel 2025 si era fermata a 1,7 milioni. Per tenere aperto, il sito ha consumato 500 milioni di dollari di riserve e altri 700 milioni immessi dalla capogruppo. Ai blackout si aggiunge la chiusura dei porti del Mar Nero: esportare acciaio e importare materie prime diventa più difficile e costoso. Le alternative ferroviarie e gli scali polacchi e romeni non compensano il vantaggio delle rotte marittime: trasportare alcune merci, come il carbone, costa il 50-60% in più.
Il quadro si allarga a Metinvest e Interpipe, gli altri protagonisti della siderurgia ucraina. Gli attacchi di settembre hanno messo fuori uso anche Zaporizhstal e Kamet Steel, del gruppo Metinvest. I raid recenti sono probabilmente costati ai produttori quasi 100 milioni di dollari, ha dichiarato al Kyiv Independent Oleksandr Kalenkov, presidente dell’associazione siderurgica Ukrmetallurgprom. Tradotto: per il settore questo è l’anno peggiore dal 2022, quando le forze russe distrussero e occuparono Azovstal e Illich a Mariupol, cancellando il 40% della produzione nazionale. All’epoca Azovstal diventò l’ultimo bastione della resistenza nella città assediata, con militari e civili rifugiati nei sotterranei. La sua caduta fu una sconfitta militare e un’amputazione industriale. Oggi lo stop di ArcelorMittal rischia di diventare un’altra ferita che non si rimarginerà facilmente.
Fermare un’acciaieria significa spegnere più di un altoforno. Con lo stop di ArcelorMittal a Kryvyi Rih, l’Ucraina perde un pilastro della resistenza: produzione, salari, esportazioni, entrate fiscali. Il gruppo non può riavviare in sicurezza il sito dopo quattro attacchi missilistici russi in cinque settimane, l’ultimo il 21 settembre: cinque dipendenti uccisi e 17 feriti. La chiusura coinvolge anche le miniere e comporterà una svalutazione contabile di circa un miliardo di dollari.
«È con profondo rammarico che abbiamo concluso di non essere più in grado di gestire in sicurezza ArcelorMittal Kryvyi Rih», ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo in Ucraina Mauro Longobardo. Si punta a preservare le infrastrutture per poter ripartire quando tornerà la pace. Sono in gioco 12.500 dipendenti e 3.500 addetti delle imprese appaltatrici. E anche se non tutti perderanno il lavoro — l’azienda sta valutando il personale necessario per mettere in sicurezza il sito e mantenerne le funzioni essenziali — il danno è chiaro.
Dietro la decisione c’è un confronto ai massimi livelli con Kiev. Il Financial Times ha visionato una lettera nella quale ArcelorMittal ricorda di avere chiesto al governo protezione almeno sei volte dall’inizio della guerra. Il Corriere può confermare che la questione è stata discussa con Volodymyr Zelensky dai vertici del colosso. Contatti che misurano il peso politico del dossier: difendere l’impianto significa proteggere la base economica del Paese, mentre la contraerea deve rispondere a necessità concorrenti, dalle città alle centrali elettriche.
La crisi precede i missili. Nel 2021 Kryvyi Rih produceva 4,9 milioni di tonnellate di acciaio; nel 2025 si era fermata a 1,7 milioni. Per tenere aperto, il sito ha consumato 500 milioni di dollari di riserve e altri 700 milioni immessi dalla capogruppo. Ai blackout si aggiunge la chiusura dei porti del Mar Nero: esportare acciaio e importare materie prime diventa più difficile e costoso. Le alternative ferroviarie e gli scali polacchi e romeni non compensano il vantaggio delle rotte marittime: trasportare alcune merci, come il carbone, costa il 50-60% in più.
Il quadro si allarga a Metinvest e Interpipe, gli altri protagonisti della siderurgia ucraina. Gli attacchi di settembre hanno messo fuori uso anche Zaporizhstal e Kamet Steel, del gruppo Metinvest. I raid recenti sono probabilmente costati ai produttori quasi 100 milioni di dollari, ha dichiarato al Kyiv Independent Oleksandr Kalenkov, presidente dell’associazione siderurgica Ukrmetallurgprom. Tradotto: per il settore questo è l’anno peggiore dal 2022, quando le forze russe distrussero e occuparono Azovstal e Illich a Mariupol, cancellando il 40% della produzione nazionale. All’epoca Azovstal diventò l’ultimo bastione della resistenza nella città assediata, con militari e civili rifugiati nei sotterranei. La sua caduta fu una sconfitta militare e un’amputazione industriale. Oggi lo stop di ArcelorMittal rischia di diventare un’altra ferita che non si rimarginerà facilmente.
MEGLIO LICANTROPI CHE FILANTROPI
Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA
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