Eccone un altro. Dopo nove mesi dall’arresto non c’era ancora una accusa, non dico la condanna, proprio la contestazione del reato per cui era in carcere. Roba da regime fascista. Se avevano prove tali da portarla in carcere avrebbero dovuto anche contestarle qualcosa. Altrimenti la stavano detenendo perché era una zecca comunista e le prove non c’eranogiorgiograndi ha scritto: ↑25/07/2026, 13:05Ma geisha non è vero. Il “fermo indiziato” ti mette in gattabuia ad aspettare che inizi l’indagine per delitto grave e pericolo di fuga. Se 15 anni di possibile pena non rendono il reato “grave” e se il fatto che l’indiziato sia uno straniero senza fissa dimora non sono sufficienti, allora tanto vale che lasciamo fuori pure quelli arrestati in fragranza di reato.
Veramente l’idea che la magistratura ungherese sia schiava di Orban è da romanza fantascientifico (e anche da svalvolati)
Semmai è per le pressioni di Orban che l’hanno poi messa ai domiciliari, non il contrario (per cortesia verso il governo italiano)
Vesti tua figlia da superfiga e falle fare un giro a Budapest di notte, se qualcuno le rompe un cazzo è un turista. Falle fare la stessa cosa in piazza duomo a Milano e vedi la differenza
Poi domani vieni a dirci che è bello avere leggi della minchia che lasciano fuori i delinquenti dopo 6 mesi invece che sei anni.
In Ungheria se fai delle cazzate le paghi, non finisce sempre tutto a tarallucci e vino: se sei colpevole sconti pene severe e basta.
Il che non vuol dire che fosse innocente ma che non trovavano il modo di dimostrare la colpevolezza e la tenevano in carcere lo stesso. Ed essere in compagnia di criminali non è una prova





