E la RAI fa servizio pubblico per 500 milionigiorgiograndi ha scritto: ↑17/03/2026, 9:37R.R. ha 160 dipendenti e riceveva 8.3 milioni di euro di fondi + oltre 4 come finanziamenti per l'editoria. Tieni a mente questo totale: 12 milioniGeishaBalls ha scritto: ↑17/03/2026, 6:47Non hai mai ascoltato la Radio e non ti interessa, ok. Non stare a dare voce anche tu alle propagande governative. La volta prima a de finanziarla era stato Conte, e la Radio, come i radicali, ha una solida tradizione anti comunista. Quindi non PD, non sinistra estrema, no 5 Stelle, no il governo, da quale parte è?giorgiograndi ha scritto: ↑15/03/2026, 23:03Bonelli è un estremista.
Se qualche professore scemo non ti avesse convinto che il comunismo aveva ideali buoni, a gente come Bonelli non lo voterebbe nessuno.
Comunque, proprio Bonelli, ha sostanzialmente vietato ad altre persone di esprimere la propria opinione alla camera (in una audizione), quando alla camera (o al senato) hanno potuto parlare ex terroristi e estremisti islamici.
Se radio radicale offre un servizio pubblico, deve essere soggetta alle normative vigenti in merito dí servizio pubblico. Invece no, non c’è par condicio (e nemmeno pluralismo tra di conduce i vari programmi).
Radio radicale, nei programmi di approfondimento politico che trasmette (perché non trasmette SOLO i lavori parlamentari), è apertamente schierata SOLO da una parte. il che, se offrono un servizio pubblico, è disdicevole.
Se “è apertamente schierata SOLO da una parte” non è con il governo o con le opposizioni. Del resto i Radicali sono a sinistra ma anche a destra
Per cui abbiamo una radio di partito che riceve finanziamenti pubblici per trasmettere contenuti di interesse pubblico, ma poi riceve altri 4 milioni perche' radio di partito.
Inoltre,
radio radicale ha una vera e propria redazione composta perfino da corrispondenti, per la maggior parte sono esponendi del partito.
Se tu poi guardi le cariche dei redattori, solo una minima parte dei redattori si occupa della trasmissione di eventi istituzionali, gli altri sono "analisti" (parola grossa) che vanno dalle questioni del medio oriente a tutti il mondo occidentale.
Prendi poi il palinsesto di radio radicale, un giorno qualunque, facciamo oggi. Tra le 0 di mattina e mezzanotte, solo 8.5 ore sono dedicare eventi istituzionali, il resto e' approfondimento politco, notiziari, rassegne stampe e rubriche. Quindi 2/3 del palinsesto NON sono trasmissione di contenuti di interesse pubblico, cio' vuol dire che solo 1/3 dei contenuti trasmessi sono di interesse pubblico e, presta attenzione, quei contenti istituzionali non costano praticamente nulla a RR se non i cameraman e la parte tech.
Torniamo ai 12 milioni che riceve RR. Visto che solo 1/3 del palinsesto e' di interesse pubblico, di quel budget 1/3 sono i soldi che RR utilizza per trasmettere un servizio pubblico, il resto se li mangia per far funzionare il resto del palinsesto. Visto che dei 2/3 che si mangia, 4 sono finanziamenti per l'editoria, gli altri 4 sono finanziamenti pubblici (non editoria) che vengono usati da RR per l'editoria.
Se non vedi il conflitto di interessi, e la fallacita' di qualunque ragionamento in merito al "servizio pubblico" offerto da R.R., allora allargo le mani e mi arrendo. Significa che proprio non ci arrivi a comprende il fatto che quei soldi pubblici NON finanziano la tramissione di eventi istituzionali, ma una parte del palinsesto (dove non c'e' pluralismo di informazione, e' se il servizio e' pubblico, visto che vengono utilizzati soldi pubblici per tenere in piedi R.R., allora ci deve essere e deve sottostare a tutte quelle regolamentazioni a cui sottosta' la RAI)
Ci sarebbe il conflitto di interessi se nel resto del palinsesto fosse per fare propaganda a senso unico, ed invece fa cultura politica, trasmettendo le sagre degli arrosticini con Salvini che parla ed i congressi di partito. Non del Partito Radicale che nemmeno si presenta alle elezioni.
Secondo te Radio Radicale sostiene le ragioni del NO al Referendum per non dar ragione al governo oppure segue la tradizione garantista dei radicali? È la pragmatica osservazione della realtà, non la teoria. C’è un tema dirimente in queste settimane e basta osservare i contenuti ed i commenti dei giornalisti
Vedendo gli interventi di Oscar - fanno propaganda a senso unico - dovremmo desumere che è una radio governativa. O il sostegno del referendum non è un argomento politico, o l’accusa di Oscar è mal basata.






