[OT] Signore e signori: la guerra.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Tre palestinesi, di cui due donne, sono stati uccisi in seguito a un attacco missilistico iraniano vicino a Hebron, in Cisgiordania: lo ha riferito la Mezzaluna Rossa.
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Già mi rimpiangono
https://www.afintl.com/en/202506106902
Nella guerra strisciante dei droni, delle menzogne di qualche bombardamento e di scambi quotidiani di artiglieria sui due lati del confine, questa volta è scappata la strage. La fanno le bombe del Pakistan sulla capitale dei vecchi amici col turbante diventati nemici per la pelle.
Verso le 9 di lunedi sera i caccia dell’aviazione del Paese dei puri hanno colpito con un attacco multiplo la capitale, lungo la strada che porta a Jalalabad dove sorge adesso, sulle ceneri di Camp Phoenix, una struttura Usa-Nato utilizzata per addestrare polizia ed esercito afgani, una specie di ospedale prigione dove i Talebani “curano” i tossicomani. Duemila disgraziati ripescati sotto i ponti della città e curati a suon di reclusione e qualche aspirina. Le bombe fan saltare la struttura: è l’operativo più pesante scatenato da Islamabad e a pagare sono i “tossici”.
LA NOTIZIA ARRIVA TARDI nelle redazioni e del resto la guerra Af/Pak, iniziata alla viglia dell’attacco israelo americano all’Iran, è oscurata dal fumo di Teheran e Beirut. Ma rapidamente i Talebani stilano un bilancio: 400 morti, 250 feriti. Cifre tonde e non verificate. Un massacro che Islamabad respinge al mittente mentre cominciano scambi di accuse e, soprattutto, la promessa di una vendetta che non tarderà.
Il primo a farsi sentire dopo il raid è il portavoce dell’Emirato islamico d’Afghanistan, Zabihullah Mujahid, che condanna l’ennesima violazione della sovranità afgana. Poi si fa sentire Abdul Matin Qane, portavoce del ministero dell’Interno, che avverte che la risposta al massacro sarà «durissima», come un «pugno tra i denti», traduce un’agenzia locale. Infine è la volta del ministro degli Esteri Amir Khan Muttaqi che reitera la condanna e fa numeri più precisi: 408 morti e oltre 250 feriti, la maggior parte dei quali – chiarisce – pazienti di un centro di riabilitazione per tossicodipendenti. Muttaqui dice anche che Kabul risponderà ma in modo proporzionato se gli attacchi persisteranno, perché – dice – l’Afghanistan non cerca il conflitto ma difenderà il proprio territorio. Abbassa dunque i toni anche perché è chiaro che, in questa guerra strisciante, l’equilibrio della forza militare è a tutto vantaggio del Pakistan che può esibire, anche solo come deterrenza non dichiarata, un arsenale nucleare.
Che dalle schermaglie quotidiane si stessero alzando i toni lo si capisce già sabato quando il Pakistan attacca con i suoi caccia Khost, Paktika, Kunar e Nangarhar. Domenica anche Kabul fa alzare i suoi aerei e colpisce Wana, capitale del Waziristan, una delle aree tribali del Pakistan. Si sta rapidamente passando dalle battaglie di frontiera a colpi di mitraglia o cannone alle bombe. E così lunedi il Pakistan mette a segno una strage che forse avrebbe voluto evitare e che ancora non è chiaro se sia stata un errore di valutazione o altro. I Talebani spiegano che gli obiettivi militari sono lontani dal centro di servizio Omid (Speranza!), residenza di soli civili.
Islamabad respinge le affermazioni di Kabul dichiarando che l’obiettivo era Camp Phoenix, situato – a detta di Islamabad – a diversi chilometri di distanza dall’ospedale. Ma il centro Omid fa proprio parte di Camp Phoenix, un’area molto vasta di caserme, magazzini, zone di addestramento ed edifici multipli che sono stati abbandonati dalle truppe di occupazione e poi riadattati dai Talebani.
IN MEZZO A QUESTA GUERRA di missili, accuse e menzogne gli spiragli di una de-escalation non si vedono. Proprio alla vigilia della strage del lunedi il plenipotenziario cinese degli Esteri Wang Yi aveva espresso a Muttaqui con una telefonata la disponibilità di Pechino a contribuire alla risoluzione delle tensioni tra i due Paesi, confermando gli spostamenti continui dell’inviato speciale per l’Afghanistan Yue Xiaoyong tra le due capitali.
La posizione più coriacea sembra quella di Islamabad che accusa gli afgani di ospitare i “cugini” pashtun del Tehrek-e-Taleban Pakistan, un ombrello di gruppi radicali in guerra col governo centrale. Per Islamabad il Ttp (o meglio Fitna al-Khawarij come chiama ora la rete) fa il gioco di Delhi così come gli indipendentisti del Belucistan. Per trasposizione ora Kabul viene vista come una quinta colonna dell’India. Il pericolo che il Paese dei puri teme di più.
https://www.afintl.com/en/202506106902
Nella guerra strisciante dei droni, delle menzogne di qualche bombardamento e di scambi quotidiani di artiglieria sui due lati del confine, questa volta è scappata la strage. La fanno le bombe del Pakistan sulla capitale dei vecchi amici col turbante diventati nemici per la pelle.
Verso le 9 di lunedi sera i caccia dell’aviazione del Paese dei puri hanno colpito con un attacco multiplo la capitale, lungo la strada che porta a Jalalabad dove sorge adesso, sulle ceneri di Camp Phoenix, una struttura Usa-Nato utilizzata per addestrare polizia ed esercito afgani, una specie di ospedale prigione dove i Talebani “curano” i tossicomani. Duemila disgraziati ripescati sotto i ponti della città e curati a suon di reclusione e qualche aspirina. Le bombe fan saltare la struttura: è l’operativo più pesante scatenato da Islamabad e a pagare sono i “tossici”.
LA NOTIZIA ARRIVA TARDI nelle redazioni e del resto la guerra Af/Pak, iniziata alla viglia dell’attacco israelo americano all’Iran, è oscurata dal fumo di Teheran e Beirut. Ma rapidamente i Talebani stilano un bilancio: 400 morti, 250 feriti. Cifre tonde e non verificate. Un massacro che Islamabad respinge al mittente mentre cominciano scambi di accuse e, soprattutto, la promessa di una vendetta che non tarderà.
Il primo a farsi sentire dopo il raid è il portavoce dell’Emirato islamico d’Afghanistan, Zabihullah Mujahid, che condanna l’ennesima violazione della sovranità afgana. Poi si fa sentire Abdul Matin Qane, portavoce del ministero dell’Interno, che avverte che la risposta al massacro sarà «durissima», come un «pugno tra i denti», traduce un’agenzia locale. Infine è la volta del ministro degli Esteri Amir Khan Muttaqi che reitera la condanna e fa numeri più precisi: 408 morti e oltre 250 feriti, la maggior parte dei quali – chiarisce – pazienti di un centro di riabilitazione per tossicodipendenti. Muttaqui dice anche che Kabul risponderà ma in modo proporzionato se gli attacchi persisteranno, perché – dice – l’Afghanistan non cerca il conflitto ma difenderà il proprio territorio. Abbassa dunque i toni anche perché è chiaro che, in questa guerra strisciante, l’equilibrio della forza militare è a tutto vantaggio del Pakistan che può esibire, anche solo come deterrenza non dichiarata, un arsenale nucleare.
Che dalle schermaglie quotidiane si stessero alzando i toni lo si capisce già sabato quando il Pakistan attacca con i suoi caccia Khost, Paktika, Kunar e Nangarhar. Domenica anche Kabul fa alzare i suoi aerei e colpisce Wana, capitale del Waziristan, una delle aree tribali del Pakistan. Si sta rapidamente passando dalle battaglie di frontiera a colpi di mitraglia o cannone alle bombe. E così lunedi il Pakistan mette a segno una strage che forse avrebbe voluto evitare e che ancora non è chiaro se sia stata un errore di valutazione o altro. I Talebani spiegano che gli obiettivi militari sono lontani dal centro di servizio Omid (Speranza!), residenza di soli civili.
Islamabad respinge le affermazioni di Kabul dichiarando che l’obiettivo era Camp Phoenix, situato – a detta di Islamabad – a diversi chilometri di distanza dall’ospedale. Ma il centro Omid fa proprio parte di Camp Phoenix, un’area molto vasta di caserme, magazzini, zone di addestramento ed edifici multipli che sono stati abbandonati dalle truppe di occupazione e poi riadattati dai Talebani.
IN MEZZO A QUESTA GUERRA di missili, accuse e menzogne gli spiragli di una de-escalation non si vedono. Proprio alla vigilia della strage del lunedi il plenipotenziario cinese degli Esteri Wang Yi aveva espresso a Muttaqui con una telefonata la disponibilità di Pechino a contribuire alla risoluzione delle tensioni tra i due Paesi, confermando gli spostamenti continui dell’inviato speciale per l’Afghanistan Yue Xiaoyong tra le due capitali.
La posizione più coriacea sembra quella di Islamabad che accusa gli afgani di ospitare i “cugini” pashtun del Tehrek-e-Taleban Pakistan, un ombrello di gruppi radicali in guerra col governo centrale. Per Islamabad il Ttp (o meglio Fitna al-Khawarij come chiama ora la rete) fa il gioco di Delhi così come gli indipendentisti del Belucistan. Per trasposizione ora Kabul viene vista come una quinta colonna dell’India. Il pericolo che il Paese dei puri teme di più.
MEGLIO LICANTROPI CHE FILANTROPI
Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
ci sarebbe anche il problemino dei fertilizzanti, ehm, diciamo
“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
amarcord #345
“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
il Telegraph ha scelto un'immagine curiosa
“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
disfattismo #14
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.





“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
il danno che sta facendo questa folle pensata israelo/americana all'economia mondiale è enorme e non sarà facile neanche fare marcia indietro. anzi, non si potrà fare marcia indietro. e ovviamente la ricaduta maggiore sarà per le fasce più deboli. vedere il diesel a 2.2 euro al litro è gravissimo.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Ah ecco, mi pareva strano che ci fosse questa parvenza di disappunto, è per il carburante!cicciuzzo ha scritto: ↑19/03/2026, 10:38il danno che sta facendo questa folle pensata israelo/americana all'economia mondiale è enorme e non sarà facile neanche fare marcia indietro. anzi, non si potrà fare marcia indietro. e ovviamente la ricaduta maggiore sarà per le fasce più deboli. vedere il diesel a 2.2 euro al litro è gravissimo.
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
come ti giri questa roba è sbagliata. non porta la democrazia e danneggia il portafoglio. la guerra giusta nel mondo di oggi non esiste (e forse non è mai esistita, ma oggi ne ho la certezza). è stato sbagliato creare euromaidan per la spirale che ha creato, qui vale molto di più perchè parliamo di civiltà completamente diverse. nei panni di Bibi ha una sua logica, nei panni di Trump zero assoluto.hermafroditos ha scritto: ↑19/03/2026, 10:44Ah ecco, mi pareva strano che ci fosse questa parvenza di disappunto, è per il carburante!cicciuzzo ha scritto: ↑19/03/2026, 10:38il danno che sta facendo questa folle pensata israelo/americana all'economia mondiale è enorme e non sarà facile neanche fare marcia indietro. anzi, non si potrà fare marcia indietro. e ovviamente la ricaduta maggiore sarà per le fasce più deboli. vedere il diesel a 2.2 euro al litro è gravissimo.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Non mi eri sembrato così preoccupato con Gazacicciuzzo ha scritto: ↑19/03/2026, 10:55come ti giri questa roba è sbagliata. non porta la democrazia e danneggia il portafoglio. la guerra giusta nel mondo di oggi non esiste (e forse non è mai esistita, ma oggi ne ho la certezza). è stato sbagliato creare euromaidan per la spirale che ha creato, qui vale molto di più perchè parliamo di civiltà completamente diverse. nei panni di Bibi ha una sua logica, nei panni di Trump zero assoluto.hermafroditos ha scritto: ↑19/03/2026, 10:44Ah ecco, mi pareva strano che ci fosse questa parvenza di disappunto, è per il carburante!cicciuzzo ha scritto: ↑19/03/2026, 10:38il danno che sta facendo questa folle pensata israelo/americana all'economia mondiale è enorme e non sarà facile neanche fare marcia indietro. anzi, non si potrà fare marcia indietro. e ovviamente la ricaduta maggiore sarà per le fasce più deboli. vedere il diesel a 2.2 euro al litro è gravissimo.
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Gaza è partita da un massacro e da una volontà di annientamento (nei fatti impossibile) di un popolo, quello di Israele. Ad Hamas e ai gazawi che esprimono il loro sostegno ai tagliagole (parte preponderante della popolazione) do una precisa responsabilità. poi potremo discutere 1000 anni sulla opportunità e sulla misura della ritorsione, ma quando ti organizzi per fare ciò che hai fatto il 7 ottobre per me c'è poco da dire (peraltro curioso che Hamas sostenuta dal Qatar abbia chiesto ai fratelli iraniani di cessare le ostilità verso i paesi del golfo). L'Iran fino a prova contraria non ha mai tirato un missile di sua iniziativa verso Israele o verso gli USA se non per rispondere agli attacchi.hermafroditos ha scritto: ↑19/03/2026, 11:05Non mi eri sembrato così preoccupato con Gazacicciuzzo ha scritto: ↑19/03/2026, 10:55come ti giri questa roba è sbagliata. non porta la democrazia e danneggia il portafoglio. la guerra giusta nel mondo di oggi non esiste (e forse non è mai esistita, ma oggi ne ho la certezza). è stato sbagliato creare euromaidan per la spirale che ha creato, qui vale molto di più perchè parliamo di civiltà completamente diverse. nei panni di Bibi ha una sua logica, nei panni di Trump zero assoluto.hermafroditos ha scritto: ↑19/03/2026, 10:44Ah ecco, mi pareva strano che ci fosse questa parvenza di disappunto, è per il carburante!cicciuzzo ha scritto: ↑19/03/2026, 10:38il danno che sta facendo questa folle pensata israelo/americana all'economia mondiale è enorme e non sarà facile neanche fare marcia indietro. anzi, non si potrà fare marcia indietro. e ovviamente la ricaduta maggiore sarà per le fasce più deboli. vedere il diesel a 2.2 euro al litro è gravissimo.
Poi ad essere cinici Gaza non ha minimamente minacciato l'economia mondiale.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
ci sarebbe quell'altro problemino dell'elio, ehm, diciamo
l'elio è usato per raffreddare le apparecchiature utilizzate nella produzione di semiconduttori
l'elio è usato per raffreddare le apparecchiature utilizzate nella produzione di semiconduttori
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
e perchè non 2 trillion? uno zero in più o in meno, non cambia nulla
'Il Pentagono punta a chiedere 200 miliardi al Congresso per la guerra in Iran'
Wp, la proposta alla Casa Bianca, molti funzionari non la ritengono realistica
Il Pentagono ha chiesto alla Casa Bianca di approvare una richiesta al Congresso di oltre 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra in Iran. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali l'ammontare supera i costi sostenuti finora dall'amministrazione nell'operazione contro l'Iran. Non è chiaro se la Casa Bianca alla fine chiederà al Congresso tale cifra. Secondo alcuni funzionari dell'amministrazione, la somma richiesta dal Pentagono non è realistica.
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