Mattarella è un disco rotto. ormai nelle uscite pubbliche parla solo di questo
1)Terrore per l'astensionismo che delegittima il sistema. Chiedersi come mai la gente si astiene no eh? Multiamo gli astenuti, come chiedeva De Bortoli.
Mattarella “La democrazia è più forte dei suoi nemici”
“Partecipazione sembra parola desueta in un tempo caratterizzato da una crescente astensione elettorale. Alle ultime elezioni regionali ha votato meno del 45 per cento degli aventi diritto. Nelle precedenti tornate la percentuale era già in discesa e dobbiamo purtroppo constatare che questa tendenza prosegue. Non ci si può stancare di ripeterlo: una democrazia di astenuti, di assenti, di rassegnati è una democrazia più fragile e a subirne danno sono i cittadini”.
2)Qui il solito refrain sulla democrazia sotto attacco dei "sistemi autoritari". Magari chiedersi quanti crimini abbiano subito i sistemi autoritari quando sono stati attaccati dalla democraZZZia. Notare anche l'espressione "contro la Storia", al solito c'è un'identificazione fra "Storia" e "Divina Provvidenza".
Il modello democratico “oggi appare sfidato da Stati sempre più segnati da involuzioni autoritarie che, contro la storia, si propongono come modelli alternativi. Una sfida per i sistemi democratici appare oggi derivare anche dal tentativo di ignorare e cancellare il confine tra libertà e arbitrio. La pretesa di rimuovere i limiti ai comportamenti individuali, unita alle potenzialità offerte dalle tecnologie, rischia di travolgere ordinamenti democratici e stato di diritto”, aggiunge.
Immancabile la mitizzazione del presidente americano di turno (almeno non ha citato il solito Churchill), sperando che la "pace permanente" non sia quella del cimitero.
ps.: "pace giusta e duratura" è il nuovo "due popoli due stati", formule retoriche e vacue
E’ necessaria una “pace vera e giusta ovunque che ponga fine all’incertezza e al disorientamento indotti dalla u internazionale. Abbiamo il dovere di coltivare e consolidare ogni piccolo spiraglio che si apra rispetto ai conflitti in corso, in Ucraina come in Medio oriente. Con l’obiettivo di costruire quella ‘pace permanente’, come la definì il presidente Franklin D. Roosevelt che affermava: ‘Più che una fine della guerra vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre’.
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)