Dai, peggio di un Giulietto ChiesaGargarozzo ha scritto:L'11 settembre 2001 se non ci fossero state bombe dentro a quei grattacieli, quegli aerei gli avrebbero asportato solo il prepuzio

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Dai, peggio di un Giulietto ChiesaGargarozzo ha scritto:L'11 settembre 2001 se non ci fossero state bombe dentro a quei grattacieli, quegli aerei gli avrebbero asportato solo il prepuzio
Non è detto Umby, potrebbe succedere l'opposto. Proprio perchè il cinesino con la connessione di fortuna viene a conoscenza del Paradiso Terrestre Occidentale (figa, macchinoni ecc.) può trasformare il trauma che ne deriva in un'etica del lavoro che Confucio gli fa una raspa. Lavorerà e studierà ancora di più, anzi lavorerà e studierà contemporaneamente, tipo che mentre sta lavando i piatti incatenato nei sotterranei del ristorante risolve mentalmente le equazioni differenziali. Non è detto che facciano la Rivoluzione, la loro cultura li spinge a sacrificarsi ancora di più per migliorarsi. Se poi non riescono c'è sempre il suicidio.GiarneseUmnberto ha scritto:Ecco perché la cina è destinata ad implodere dall'interno.
I costi e i non detti della violenza. Ma Usa e Ue sono proprio aree di pace?
Insomma, se ‘la più grande democrazia del mondo’ investe tanto in ‘guerre’, a tal punto da accettare una certa tensione interna e un perenne stato di belligeranza, allora è probabile che ci siano motivi strutturali e macroeconomici piuttosto importanti. In altre parole, la guerra può diventare una forma d’investimento a medio termine e una soluzione per portare in pareggio o anche in saldo positivo la bilancia dei pagamenti e, in particolare, il conto delle partite correnti. Un esempio eclatante ci fa risalire agli anni della seconda guerra mondiale, anni che indubbiamente consacrarono gli USA come indiscussa potenza mondiale. Il PIL statunitense dal 1938 al 1944 crebbe addirittura del 110,94%, mentre il reddito pro capite passò da 663,20 dollari a 1.654, 06 dollari. La prima vera flessione si ebbe nel 1946, -0,36%, ma, esattamente 4 anni dopo, nel 1950, cominciò la guerra di Corea, che generò, fino al 1954, un altro balzo del 37,86%, mentre, nell’anno che precedette il conflitto, nel 1949, il PIL era calato dello 0,71%. Com’è noto, la guerra di Corea non fece in tempo neppure a concludersi che già era pronto un altro conflitto. Negli oltre vent’anni della guerra del Vietnam (1953-1875), il PIL statunitense crebbe a una media del 7,36%.
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