Sui diritti civili non potrà mai fare un nulla al cubo per nessuno, diciamo che anche se non ne parla è meglio: se metti Alfano, Lupi, il democristiano all'ambiente ecc. non vedo cosa puoi tirar fuori. Per ciò che riguarda la scuola io sono davvero molto preoccupato, una con mentalità alla Scelta Civica è l'opposto di ciò che serve in questo momento. Io spero di sbagliarmi e di lei non so nulla, ma se questa ragiona come Monti per la scuola potrebbe fare anche peggio della Gelmini.falbravv ha scritto:Discorso al senato di cui condivido fortemente solo l'obiettivo di onvestire sulla scuola.
in paese allo stremo come il nostro può ripartire solo dell'istruzione.
Le scuole cadono a pezzi e studiare nel degrado è impresa impossibile.
Oltre tutto mettere mano all'edilizia scolastica vorrebbe dire ridare fiato a tutto un settore delle costruzioni. Ovviamente poi servirà ridare la giusta dignità aglo insegnanti della scuola pubblica che in cambio dovrebbero accettare di sottoporsi maggiormente a criteri valutativi,
deludente invece matteo fonzies sui diritti civili dimostrandosi tipico cerchiobottista
(O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cacchio
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Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
Osservandola, perfino Ratzinger si convincerebbe di quanto sia necessario l'uso dei contraccettivi ( Matt Z Bass ).
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Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
Che voglia di dittatura (illuminata possibilmente) mi sta venendo...
Sogna una carne sinteticanuovi attributi eunmicrochipemozionale
Sogna di un bisturi amico che faccia dileiqualcosafuoridalnormale
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Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
Il Fatto starà pure sulle palle a molti, però...
Da “Ambizione” a “Zero”, tutto Renzi dalla A alla Z
Ogni statista, vero o presunto, ha la sua narrazione. Ce l’ha Vendola e ce l’ha Renzi. Entrambi sono accomunati da un aspetto decisivo: non essere di sinistra, cosa che riguarda solo Vendola, ma il rifugiarsi nella supercazzola. Ipercolta in Nichi, ipercool in Matteo. Dalla A alla Z, ecco tutto il mondo di Matteo.
A come “auto”, semplice e comune per suscitare empatia con l’elettore: dunque Smart, o al limite Giulietta. “A” come “ambizione”, dichiaratamente “smisurata”. E “A” come “alibi”, che non esiste più: “Questo governo risponde solo a me. Se sbagliamo è colpa mia, solo mia. Se c’è una responsabilità è mia, punto. Non ci sono più alibi”.
B come “baldanza”, parola che non si sentiva dai tempi di Badoglio, ma che Renzi ha sfoderato presentando la lista di ministri. B come “bolle”, l’effetto che suscitava in Renzi il sentir parlare di rimpasto (poi ha cambiato idea: ogni tanto gli capita). E “B” come “bomba”, il soprannome con cui lo chiamavano i compagni di classe per la propensione a spararle grosse. Almeno in questo non è cambiato: coerente in niente, se non nella bugia.
C come “cazzaro”. “Resta il numero uno, è in forma strepitosa, un cazzaro insuperabile”. Renzi parlava del suo maestro Berlusconi, ma forse recensiva anche se stesso.
D come “discontinuità”, che Renzi voleva sottolineare con la scelta di Gratteri alla Giustizia: “È il segnale più importante della discontinuità che intendo dare al mio esecutivo”. Quel segnale non c’è stato. E “D” come “De Gasperi”, l’unico che ha guidato un governo con meno ministri (“Ma non è una competizione, nessuno gli si può paragonare”).
E come “esci (da questo blog)”. L’unica trovata mediatica forte di Renzi nel duello con Grillo.
F come “fareeeee”, pronunciato rigorosamente alla Crozza. “Ce la faremo. Un impegno: rimanere noi stessi, liberi e semplici”. E un altro impegno, quello sì mai disatteso: non dire niente, ma dirlo bene.
G come “Gratteri” e “Giustizia”. Era la sfida più grande di Renzi a Napolitano: è andata male. Respinto con perdite, e un misero gol della bandiera chiamato Mogherini.
H come hashtag. Twitter è per Renzi il regno supremo della supercazzola del cambiamento. Qualche esempio: #cambiareverso, #proviamoci, #cominciamoildomani, #lavoltabuona. E soprattutto #comefosseantani.
I come “Italia”. “Un paese semplice e coraggioso”. Che sia coraggioso, è acclarato. Che sia semplice, lo pensa solo Renzi.
J come “Jovanotti”, amico e guru di Renzi, e la sua grande chiesa che come noto “parte da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa”. E magari, già che c’è, passa anche da Rignano sull’Arno.
K come “Keating”, il professore de L’Attimo fuggente. Una delle citazioni preferite di Renzi, insieme (quando vuole darsi un tono) a Righeira e Moncler.
L come Letta. Molto gioioso il passaggio di consegne di ieri, non si vedeva un tale affetto reciproco dai tempi di Caino e Abele. Per quanto disastroso, l’ex Premier non ha però tutti i torti a non “stare sereno”. I voltafaccia di Renzi non si contano più: “Mai al governo senza il voto”, “Non farò le scarpe a Letta”, “Mai più ricatti dai piccoli partiti”, “Basta Alfano nella squadra”, “Dureremo fino al 2018”. Eccetera.
M come “Movimento 5 Stelle”. Il vero nemico di Renzi. Dopo lo streaming ha twittato: “Mi spiace tanto per chi ha votato 5Stelle. Meritate di più, amici. Ma vi prometto che cambieremo l’Italia, anche per voi”. Metà Italia lo ha applaudito, l’altra metà ha contattato un avvocato per sporgere querela per diffamazione (l’insulto risiederebbe nella parola “amici”).
N come “Napolitano”, che Renzi vorrebbe in cuor suo rottamare ma al momento pare il contrario. E dunque “N” come “nuovo”, cioè come “niente”.
O come Orlando. Il neo-ministro della Giustizia. L’ennesimo inchino a Re Giorgio. L’ennesimo regalo a Berlusconi.
P come “palude”, espressione democristiana per una narrazione 2.0 che non disdegna stilemi dorotei. E “P” come “Peppa Pig”, una delle fondamenta intellettuali di alcuni renziani. Così Marianna Madia, subito dopo la nomina a Ministro della Pubblica Amministrazione: “Non ho seguito i commenti politici, stavo guardando Peppa Pig”. Parole forti.
Q come “quota rosa”. Renzi, attentissimo alla pagliuzza affinché essa ridimensioni la trave, ha abbassato come nessuno l’età media di un governo e portato al 50% la presenza di donne. È un aspetto su cui fa leva anche quando si rivolge agli elettori. Prima le donne, poi gli uomini: “Italiane e italiani”, “Cittadine e cittadini” (“Compagne e compagni” è già più desueto).
R come “rifiuti”, che Renzi ha collezionato prima di scegliere i titolari: da Farinetti a Baricco, da Prodi ad Andrea Guerra. Anche per questo, fatti salvi rari casi, ha dovuto schierare panchina e tribuna. E “R” come “rivoluzione”. “Renzi mi è sempre piaciuto perché è un rivoluzionario come me e non nascondo che Berlusconi si rivede in lui”. Chi lo ha detto? Micaela Biancofiore. Auguri.
S come “speranza”, intesa sia come continua sottolineatura renziana di un lieto fine di là da venire (contrapposto al “cupismo pessimistico” dei 5 Stelle), sia come “Roberto Speranza”: in uno squadrone simile, un fenomeno di quella portata non avrebbe sfigurato.
T come “tapioca”, ovviamente prematurata e con scappellamento a destra.
U come “ultimi”, riferito non ai vinti e ai dimenticati ma “agli ultimi trent’anni”. Secondo Renzi, il suo è infatti il governo “più di sinistra” dall’84 a oggi. E in effetti, tra lobby di Cl, Coop e Confindustria, sembra davvero di essere circondati da Gramsci, Gobetti e Berlinguer.
V come “vento”, evocato per spiegare la pugnalata a Letta: “Se il rischio lo dobbiamo correre anche noi, la disponibilità a correre il rischio deve essere presa con il vento in faccia“.
W come “Walt Whitman”, sparato per rimarcare il proprio coraggio: “Due strade trovai nel bosco e io, io scelsi quella meno battuta”. Pare però improbabile che il poeta si riferisse qui alla conferma di Lupi e Franceschini. Va poi aggiunto come quei versi, scoperti ne L’attimo fuggente e pure mal citati, non siano di Whitman ma di Robert Frost. Renzi ha detto che sono i suoi versi preferiti: figuriamoci gli altri.
Z come “zero”. L’attuale livello di coerenza e novità denotato da Renzi dopo l’elezione a segretario Pd. Più che stare sereno, forse è il caso che cambi rotta: #matteocambiaverso.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02 ... -z/891944/

Da “Ambizione” a “Zero”, tutto Renzi dalla A alla Z
Ogni statista, vero o presunto, ha la sua narrazione. Ce l’ha Vendola e ce l’ha Renzi. Entrambi sono accomunati da un aspetto decisivo: non essere di sinistra, cosa che riguarda solo Vendola, ma il rifugiarsi nella supercazzola. Ipercolta in Nichi, ipercool in Matteo. Dalla A alla Z, ecco tutto il mondo di Matteo.
A come “auto”, semplice e comune per suscitare empatia con l’elettore: dunque Smart, o al limite Giulietta. “A” come “ambizione”, dichiaratamente “smisurata”. E “A” come “alibi”, che non esiste più: “Questo governo risponde solo a me. Se sbagliamo è colpa mia, solo mia. Se c’è una responsabilità è mia, punto. Non ci sono più alibi”.
B come “baldanza”, parola che non si sentiva dai tempi di Badoglio, ma che Renzi ha sfoderato presentando la lista di ministri. B come “bolle”, l’effetto che suscitava in Renzi il sentir parlare di rimpasto (poi ha cambiato idea: ogni tanto gli capita). E “B” come “bomba”, il soprannome con cui lo chiamavano i compagni di classe per la propensione a spararle grosse. Almeno in questo non è cambiato: coerente in niente, se non nella bugia.
C come “cazzaro”. “Resta il numero uno, è in forma strepitosa, un cazzaro insuperabile”. Renzi parlava del suo maestro Berlusconi, ma forse recensiva anche se stesso.
D come “discontinuità”, che Renzi voleva sottolineare con la scelta di Gratteri alla Giustizia: “È il segnale più importante della discontinuità che intendo dare al mio esecutivo”. Quel segnale non c’è stato. E “D” come “De Gasperi”, l’unico che ha guidato un governo con meno ministri (“Ma non è una competizione, nessuno gli si può paragonare”).
E come “esci (da questo blog)”. L’unica trovata mediatica forte di Renzi nel duello con Grillo.
F come “fareeeee”, pronunciato rigorosamente alla Crozza. “Ce la faremo. Un impegno: rimanere noi stessi, liberi e semplici”. E un altro impegno, quello sì mai disatteso: non dire niente, ma dirlo bene.
G come “Gratteri” e “Giustizia”. Era la sfida più grande di Renzi a Napolitano: è andata male. Respinto con perdite, e un misero gol della bandiera chiamato Mogherini.
H come hashtag. Twitter è per Renzi il regno supremo della supercazzola del cambiamento. Qualche esempio: #cambiareverso, #proviamoci, #cominciamoildomani, #lavoltabuona. E soprattutto #comefosseantani.
I come “Italia”. “Un paese semplice e coraggioso”. Che sia coraggioso, è acclarato. Che sia semplice, lo pensa solo Renzi.
J come “Jovanotti”, amico e guru di Renzi, e la sua grande chiesa che come noto “parte da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa”. E magari, già che c’è, passa anche da Rignano sull’Arno.
K come “Keating”, il professore de L’Attimo fuggente. Una delle citazioni preferite di Renzi, insieme (quando vuole darsi un tono) a Righeira e Moncler.
L come Letta. Molto gioioso il passaggio di consegne di ieri, non si vedeva un tale affetto reciproco dai tempi di Caino e Abele. Per quanto disastroso, l’ex Premier non ha però tutti i torti a non “stare sereno”. I voltafaccia di Renzi non si contano più: “Mai al governo senza il voto”, “Non farò le scarpe a Letta”, “Mai più ricatti dai piccoli partiti”, “Basta Alfano nella squadra”, “Dureremo fino al 2018”. Eccetera.
M come “Movimento 5 Stelle”. Il vero nemico di Renzi. Dopo lo streaming ha twittato: “Mi spiace tanto per chi ha votato 5Stelle. Meritate di più, amici. Ma vi prometto che cambieremo l’Italia, anche per voi”. Metà Italia lo ha applaudito, l’altra metà ha contattato un avvocato per sporgere querela per diffamazione (l’insulto risiederebbe nella parola “amici”).
N come “Napolitano”, che Renzi vorrebbe in cuor suo rottamare ma al momento pare il contrario. E dunque “N” come “nuovo”, cioè come “niente”.
O come Orlando. Il neo-ministro della Giustizia. L’ennesimo inchino a Re Giorgio. L’ennesimo regalo a Berlusconi.
P come “palude”, espressione democristiana per una narrazione 2.0 che non disdegna stilemi dorotei. E “P” come “Peppa Pig”, una delle fondamenta intellettuali di alcuni renziani. Così Marianna Madia, subito dopo la nomina a Ministro della Pubblica Amministrazione: “Non ho seguito i commenti politici, stavo guardando Peppa Pig”. Parole forti.
Q come “quota rosa”. Renzi, attentissimo alla pagliuzza affinché essa ridimensioni la trave, ha abbassato come nessuno l’età media di un governo e portato al 50% la presenza di donne. È un aspetto su cui fa leva anche quando si rivolge agli elettori. Prima le donne, poi gli uomini: “Italiane e italiani”, “Cittadine e cittadini” (“Compagne e compagni” è già più desueto).
R come “rifiuti”, che Renzi ha collezionato prima di scegliere i titolari: da Farinetti a Baricco, da Prodi ad Andrea Guerra. Anche per questo, fatti salvi rari casi, ha dovuto schierare panchina e tribuna. E “R” come “rivoluzione”. “Renzi mi è sempre piaciuto perché è un rivoluzionario come me e non nascondo che Berlusconi si rivede in lui”. Chi lo ha detto? Micaela Biancofiore. Auguri.
S come “speranza”, intesa sia come continua sottolineatura renziana di un lieto fine di là da venire (contrapposto al “cupismo pessimistico” dei 5 Stelle), sia come “Roberto Speranza”: in uno squadrone simile, un fenomeno di quella portata non avrebbe sfigurato.
T come “tapioca”, ovviamente prematurata e con scappellamento a destra.
U come “ultimi”, riferito non ai vinti e ai dimenticati ma “agli ultimi trent’anni”. Secondo Renzi, il suo è infatti il governo “più di sinistra” dall’84 a oggi. E in effetti, tra lobby di Cl, Coop e Confindustria, sembra davvero di essere circondati da Gramsci, Gobetti e Berlinguer.
V come “vento”, evocato per spiegare la pugnalata a Letta: “Se il rischio lo dobbiamo correre anche noi, la disponibilità a correre il rischio deve essere presa con il vento in faccia“.
W come “Walt Whitman”, sparato per rimarcare il proprio coraggio: “Due strade trovai nel bosco e io, io scelsi quella meno battuta”. Pare però improbabile che il poeta si riferisse qui alla conferma di Lupi e Franceschini. Va poi aggiunto come quei versi, scoperti ne L’attimo fuggente e pure mal citati, non siano di Whitman ma di Robert Frost. Renzi ha detto che sono i suoi versi preferiti: figuriamoci gli altri.
Z come “zero”. L’attuale livello di coerenza e novità denotato da Renzi dopo l’elezione a segretario Pd. Più che stare sereno, forse è il caso che cambi rotta: #matteocambiaverso.
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Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
L'edilizia scolastica è un'altra panzana che Renzi aveva scientificamente programmato nei giorni scorsi. Avevo già postato il 15 febbraio quello che avrebbe detto oggi: viewtopic.php?f=2&t=22356&p=1870594&hil ... a#p1870594
ormai sono in grado di prevedere in anticipo quello che diranno o faranno i politici. la colpa è nostra, che siamo babbioni minkioni creduloni.
la vera maggioranza è formata da PD e FI che puntano alla legge elettorale per votare l'anno prossimo in culo alle stronzate sul 2018.
ormai sono in grado di prevedere in anticipo quello che diranno o faranno i politici. la colpa è nostra, che siamo babbioni minkioni creduloni.
la vera maggioranza è formata da PD e FI che puntano alla legge elettorale per votare l'anno prossimo in culo alle stronzate sul 2018.
non so niente, non mi importa niente, non mi occupo di niente, non credo niente e non voglio niente
Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
si, ma dopo un anno di palle renziane tornerà a vincere forza italia
giustamente
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Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
Letta è stato eliminato da Renzi e dal congresso PD, non dalla Merkel. Se la Merkel fosse quel Grande Vecchio onnisciente e Onnipotente che bisogno c'era di sostituire Letta?dostum ha scritto:Se ciò significa che Draghi/Merkler non intendono certo limitarsi ai soli BOT ma intendono colpire tutti i beni (singola casa di proprietà inclusa che la cosa più semplice da individuare) sono daccordo.Quando avranno finito di limonarci a dovere butteranno via sia il Babbeo che la Mummia Quirinalizia come hanno fatto con Letta e Monti.
La Merkel è in campagna elettorale, prenditela con gli elettori tedeschi che credono di non spendere per salvare i greci. Il contribuente tedesco pensa che votando la Merkel non dovrà metter mano al portafogli...poveri idioti. La Merkel dopo il voto allarga regolarmente i cordoni.
A Ballarò quel vecchio rincoglionito di Scalfari dice che Renzi ha fatto fuori Letta perché la crescita PIL segnava +0,1 e Renzi temeva che Letta avesse imboccato la va del successo



Scalfari dimentica la richiesta di Squinzi e Camusso di levarsi dalle palle il nipote di Gianni Letta, i dati ISTAT su disoccupazione e povertà...e che nonostante il +0,1 il crollo del PIL resta pesante.
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Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
Notavo che dal novembre 2011 si sono susseguiti tre governi tutti tenuti in vita da una maggioranza composta da PD e PDL (ora Forza Italia e NCD).
Insomma se questi tirano almeno fino al prossimo novembre saranno tre anni pieni. Troppi.
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Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
Cheppalle Renzi, ci mancava la puntata extra di Ballarò. Mattonata sulle palle.
Simpatico Alfano che dice "Forza Italia voleva fare il governo con Renzi e non lo ha fatto, voleva andare subito al voto e non lo ha fatto, è Forza Italia il partito in difficoltà"
Mente sapendo di mentire.
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Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
Lo sapevo.Drogato_ di_porno ha scritto:Ma io voglio fare il ministro della propaganda!Salieri D'Amato ha scritto:[Ma cosa stai dicendo?! Stai ragionando con la logica ?! E' evidente che non potrai mai essere Ministro dell'Economia .... e di nessuna altro dicastero.... o poltrona ... o poltroncina .... semplicemente sei inadatto a qualsiasi ruolo politico!


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Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
Secondo me nello scrivere sti discorsi Renzi si scompiscia.
Ammesso che non lo abbia fatto scrivere a qualche assistente da 1000 euro al mese.
Quello che non capisco è come possa pronunciarlo senza ridere.
Ammesso che non lo abbia fatto scrivere a qualche assistente da 1000 euro al mese.
Quello che non capisco è come possa pronunciarlo senza ridere.
non so niente, non mi importa niente, non mi occupo di niente, non credo niente e non voglio niente
Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
anche perchè io penserei a Crozza al posto suo
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Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
Si respira lontano un miglio l'idea di un mega accordo sottobanco fra fonzie e il puffone.
avete mai visto il banana di arcore così sereno all'opposizione?
Ci stanno prendendo un'altra volta per culo
avete mai visto il banana di arcore così sereno all'opposizione?
Ci stanno prendendo un'altra volta per culo
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Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
il segnale era stato dato durante la campagna elettorale per il voto in Sardegna, quando Silvio non aveva mai citato Renzi. linea morbida verso il cucciolone fiorentinofalbravv ha scritto:Si respira lontano un miglio l'idea di un mega accordo sottobanco fra fonzie e il puffone.
avete mai visto il banana di arcore così sereno all'opposizione?
Ci stanno prendendo un'altra volta per culo
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Re: (O.T.) Renzi: sarà governo, governicchio governo del cac
Ma certo Adolfitlera è una benefattrice la Grecia aveva 50 miliardi di debito e ne ha dovuti sborsare solo 250 fino ad adesso senzaDrogato_ di_porno ha scritto:Letta è stato eliminato da Renzi e dal congresso PD, non dalla Merkel. Se la Merkel fosse quel Grande Vecchio onnisciente e Onnipotente che bisogno c'era di sostituire Letta?dostum ha scritto:Se ciò significa che Draghi/Merkler non intendono certo limitarsi ai soli BOT ma intendono colpire tutti i beni (singola casa di proprietà inclusa che la cosa più semplice da individuare) sono daccordo.Quando avranno finito di limonarci a dovere butteranno via sia il Babbeo che la Mummia Quirinalizia come hanno fatto con Letta e Monti.
La Merkel è in campagna elettorale, prenditela con gli elettori tedeschi che credono di non spendere per salvare i greci. Il contribuente tedesco pensa che votando la Merkel non dovrà metter mano al portafogli...poveri idioti. La Merkel dopo il voto allarga regolarmente i cordoni.
A Ballarò quel vecchio rincoglionito di Scalfari dice che Renzi ha fatto fuori Letta perché la crescita PIL segnava +0,1 e Renzi temeva che Letta avesse imboccato la va del successo![]()
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Scalfari dimentica la richiesta di Squinzi e Camusso di levarsi dalle palle il nipote di Gianni Letta, i dati ISTAT su disoccupazione e povertà...e che nonostante il +0,1 il crollo del PIL resta pesante.
nessun risultato.Adolfitlera pensa giustamente che il suo nuovo Toyboy Matteo con le sue promesse balorde e megalomaniache
spremerà i soldi dal limone italico fino a far schizzar via i semi.

P.S.
Gli elettori tedeschi sono i nipoti di quelli del 1933 come certi ucraini lo sono dei kapò dei lager nazisti
MEGLIO LICANTROPI CHE FILANTROPI
Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA
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