Rapporti con il fidanzatino della figlia: madre condannata a 15 anni
Per mesi ha molestato il ragazzo che usciva con la figlia con la scusa di volergli insegnare i segreti della seduzione. Kathy Tompa, residente ad Alpharetta, in Georgia (Stati Uniti), è stata condannata a trascorrere 15 anni di carcere.
Heather Dunn, il procuratore della contea di Forsyth, ha raccontato al giudice come Kathy avesse tutto ben chiaro in testa, iniziando ad adescare l’adolescente appena iniziò a frequentare la casa. Qualche mese prima dell’arresto la Tompa fu fermata, ma subito rilasciata per mancanza di prove. Ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati i genitori del 15enne. L’atteggiamento era molto diverso dal solito e i voti a scuola peggioravano sempre di più. Inevitabile quindi, come spesso accade in circostanze simili, il sequestro dei dispositivi elettronici.
Le chat e i social si sono infatti rivelati elementi fondamentali per risolvere la situazione. Il controllo delle attività online ha rivelato che lo scandaloso rapporto andava avanti da sei mesi e che la Tompa aveva regalato al ragazzo uno smartphone con Facebook e Snapchat installati per poter comunicare indisturbatamente.
“Lei gli insegnava a giocare con la figlia, a sedurla, a trovare il momento giusto per togliersi la camicia e toccarle le natiche”, sostiene il procuratore Dunn. Inoltre, approfittando dell’assenza del marito, Kathy Tompa invitava il ragazzo a casa sua, a notte fonda, per avere dei rapporti completi. La Tompa si sarebbe anche sottoposta ad un intervento per ingrandire il seno e invogliare il ragazzo.
La madre del ragazzo ha dichiarato: “Ha rubato l’innocenza di mio figlio, la sua infanzia. Sono arrabbiata con lei e con me stessa”. Per l’umiliazione subita l’intera famiglia del ragazzo si è trasferita altrove.

“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)