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Giancarlo Nigro
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Penthouse

#1 Messaggio da Giancarlo Nigro »

Penthouse è una delle riviste per adulti più famose e discusse della storia editoriale globale, nata con l'obiettivo di sfidare direttamente il monopolio nel settore softcore di Playboy, rivista fondata da Hugh Hefner 12 anni prima (con il primo numero datato 1953 che propose Mailyn Monroe in copertina), provando a batterla proponendo un erotismo più esplicito e un giornalismo d'impatto e senza filtri. Fondata da Bob Guccione nel 1965 che, nel primo periodo di ristrettezze economiche, scattò personalmente le foto delle modelle, creando uno stile visivo del brand che si differenziava volutamente dal patinato di Playboy. Dalle sue origini cartacee fino alla sua transizione digitale, Penthouse ha attraversato trionfi commerciali immensi e clamorosi fallimenti finanziari. Nasce a Londra, la nuova creatura di Guccione debutta nel Regno Unito nel marzo del 1965, ed ha subito un gran successo, dovuto sopratutto al fatto che si differenzia da Playboy per la scelta delle modelle, che non sono "le ragazze della porta accanto" in Hefner Style, ma figure più sensuali e conturbanti. Il 1969 è l'anno dello sbarco negli Stati Uniti, Guccione lancia l'edizione USA che diventa subito un successo planetario, rompe progressivamente i tabù dell'editoria mostrando per prima il nudo integrale frontale. Penthouse raggiunge vendite record che superano i 5 milioni di copie al mese, tutti gli anni 70 e i primi anni 80 sono la sua "golden age", ma nrlla seconda metà degli 80 cambia tutto, a causa della "concorrenza" delle prime vhs porno, si registra un calo mercato del settore cartaceo, calo che continua per oltre un decennio, finchè, con l'avvento di internet, fra la fine degli anni 90 e i primi anni 2000, diventa un crollo. Per far fronte ai nuovi desideri della clientela, Penthouse ha iniziato a fornire contributi e contenuti digitali nel 1995, anno in cui ha lanciato il suo sito web, sito che a fine secolo, grazie al diffondersi di internet fra le masse ha riscosso enorme successo , diventando rapidamente uno dei 25 siti web più visitati in assoluto sulla rete in quel periodo. I contenuti extra, sempre più spinti, decreterano quindi in poco tempo il passaggio di Penthouse da rivista softcore a studio di produzione hard a tutti gli effetti. Un cambio di platea che fece vivere al brand una sorta di seconda giovinezza, e fece soppiantare la formula originaria, al punto che a partire dal 2005 il sitoha introdotto versioni sfogliabili e formati digitali strutturati della rivista cartacea, che continuava ad andare in edicola, ma era ormai marginale nei confronti del Penthouse via web. Questo portò, nel gennaio 2016 l'editore a cessare del tutto la storica pubblicazione cartacea negli Stati Uniti per trasformare Penthouse in un brand esclusivamente digitale.

Le modelle centrali della rivista, protagoniste anche in copertina, venivano battezzate Penthouse Pet on The Month, e ogni anno i lettori eleggevano la Penthouse Pet of the Year. Il titolo di Penthouse Pet of the Year (lanciato ufficialmente nel 1970) non era solo un riconoscimento simbolico, ma un vero e proprio traguardo economico e professionale di altissimo livello. Durante l'età dell'oro della rivista (anni '70, '80 e primi '90), la modella vincitrice otteneva pacchetti di premi straordinari, contratti esclusivi e una forte esposizione mediatica. Il pacchetto includeva un montepremi complessivo che variava dai 100.000 ai 300.000 dollari dell'epoca (equivalenti a cifre superiori al milione di dollari attuali se rivalutati), auto di lusso personalizzate, gioielli di valore (tra cui la celebre e preziosa collana con il ciondolo della chiave di Penthouse) e viaggi premio in resort di lusso. Inoltre la Penthouse Pet of The Year diventava il volto pubblico del brand nel mondo. Partecipava a talk show televisivi, eventi di gala, inaugurazioni di casinò e firmava autografi nei tour promozionali. : Con la nascita della divisione Penthouse Video negli anni '80 e '90, il contratto includeva la produzione e la percentuale sui profitti di un intero lungometraggio erotico incentrato su di lei, oltre a copertine e servizi fotografici dedicati.

Il legame tra l'Italia e la rivista è sempre stato forte, sia per le origini italiane di Guccione, sia perchè come molte altre nazioni l'Italia ebbe un edizione locale in Penthouse Italia, una sorta di Penthouse in Franchsing che proponeva le modelle locali nei propri paesi di appartenenza e che, per qualche anno, si affiancò all'edizione globale (quella americana) affiancandola nelle edicole a livello locale. Ovviamente tantissime modelle e celebrità italiane hanno posato per Penthouse Italia, solo due donne italiane invece ebbero l'onore della copertina su Penthouse Usa, quella che veniva distribuita in tutto il mondo! La prima fu Isabella Ardigo, una modella romana che fu Penthouse Pet of The Month ad Aprile del 1979, e che a fine anno vinse il titolo di Penthouse Pet of The Year 1980. La seconda italiana a finire in copertina su Penthouse è stata Valentina Nappi (all'epoca giovanissima, a inizio carriera e poco conosciuta) incoronata Penthouse Pet of the Month di Novembre 2013.

Lo scopo del thread, oltre che di ricordare la storia di questa iconica rivista/casa di produzione, è quello di stimolare discussioni in merito, e di inserire in questa discussione foto di Penthouse storici, degli albori, della golden age etc, e di aggiornare anche con i servizi attuali, del Penthouse online, che comunque ancora oggi rappresenta uno dei punti di riferimento del settore.

Voglio iniziare postando le scan degli albori, ossia di un servizio datato proprio l'anno in cui Guccione lanciò la rivista americana. La protagonista degli scatti è Ulla Lindstrom, modella tedesca di origini svedesi, Penthouse Pet of The Month di Novembre 1969. Ulla Lindstorm è stata la prima "Page 3 Girl" nella storia del The Sun, anche se lo sanno in pochi, su questo voglio condividere una curiosità: Rupert Murdoch acquistò il The Sun nel 1969 per rilanciarlo in formato tabloid e cambiò la linea editoriale iniziando un apolitica aggressiva, sexy e popolare per competere con il rivale Daily Mirror. Fu lui a dichiarare che la pagina 3 doveva essere lo spazio del giornale dedicato a mostrare belle donne, mentre fu il Direttore Editoriale Larry Lamb a proporre il nome di Ulla Lindstrom e a piazzarla a pagina 3 nel primissimo numero del 17 novembre 1969 per catturare subito l'attenzione dei lettori. La Lindstrom era all'apice della popolarità nel mondo delle riviste per adulti: era stata infatti eletta "Penthouse Pet del mese" e compariva come paginone centrale (centerfold) proprio nel numero di quel mese della ormai celebre rivista, sebbene su Penthouse la modella apparisse nuda, per il debutto sul quotidiano nazionale si scelse un'immagine più "morbida". Ulla posò con una camicia bianca sbottonata in modo ammiccante, che lasciava intendere ma non mostrava Ulla Lindstrom fuu di fatti la prima 3 Page Girl del Sun, ma questa cosa è poco nota, poichè dall'anno successivo il Sun iniziò a proporre modelle in topless a pagina 3, per cui rimase famosa la prima modella che posò a seno nudo nella celebre Page 3 del tabloid, ovvero Stephanie Rahn, ritratta il 17 novembre 1970. Erroneamente la Rahn viene considerata la prima 3 Page Girl del Sun, mentre fu la prima a posare in topless sulla terza pagina del tabloid britannico, mentre la prima 3 Page Girl fu la "nostra" Ulla.

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Giancarlo Nigro
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Riley Reign

#2 Messaggio da Giancarlo Nigro »

What to do when the MILF Riley Reign sits on top of you? - Release 10 Giugno 2026

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Re: Penthouse

#3 Messaggio da Len801 »

Bob Guccione non imparo' nulla nel voler passare da una rivista mensile alla alta produzione cinematografica.
Playboy ci fece le spese con MACBETH (1971) con un budget di US $3 milioni. Affidarono la regia a Roman Polanski (vi ricordate di lui?), durata di quasi 2 ore e mezzo.
Francesca Annis nel ruolo di Laqdy Macbeth, che nessuno conosceva, e che fu "obbligata" a fornire una scena di nudo
(che poi lei riapparira negli anni 80 con il flop monumentale DUNE (1984) nel ruolo di Lady Jessica.
MACBETH fu un flop commerciale (malgrado il fatto che Playboy ne fece molta pubblicita' a quel tempo)

Guccione volle fare di piu' e spese molto tempo e denaro a metter in su il suo "waterloo" con CALIGOLA (1979)---$17 milioni spesi !!!!!!!!!!,
che ora esiste in piu' di una una ventina di versioni che ci vuole un libbro di 1500 pagine per spiegare il contenuto
e varie versioni differenti (che cono apparsi in TV, video, DVD, etc).
A Penthouse non gliene fregava se una "pet" girava film porno o no. Invece Playboy era permalosa come se fosse il Disney delle riviste per uomini (men's magazine)... :roll: :roll:
Volete sapere una cosa? Nei barber shops a quei tempi, dove la clientela era 100% maschile, il proprietario acquistava ogni mese la rivista Playboy,
ma le riviste Penthouse non si trovavano--perche' erano troppe spinte...

Giancarlo Nigro
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Re: Penthouse

#4 Messaggio da Giancarlo Nigro »

Len801 ha scritto:
23/06/2026, 1:55
Bob Guccione non imparo' nulla nel voler passare da una rivista mensile alla alta produzione cinematografica.
Playboy ci fece le spese con MACBETH (1971) con un budget di US $3 milioni. Affidarono la regia a Roman Polanski (vi ricordate di lui?), durata di quasi 2 ore e mezzo.
Francesca Annis nel ruolo di Laqdy Macbeth, che nessuno conosceva, e che fu "obbligata" a fornire una scena di nudo
(che poi lei riapparira negli anni 80 con il flop monumentale DUNE (1984) nel ruolo di Lady Jessica.
MACBETH fu un flop commerciale (malgrado il fatto che Playboy ne fece molta pubblicita' a quel tempo)

Guccione volle fare di piu' e spese molto tempo e denaro a metter in su il suo "waterloo" con CALIGOLA (1979)---$17 milioni spesi !!!!!!!!!!,
che ora esiste in piu' di una una ventina di versioni che ci vuole un libbro di 1500 pagine per spiegare il contenuto
e varie versioni differenti (che cono apparsi in TV, video, DVD, etc).
A Penthouse non gliene fregava se una "pet" girava film porno o no. Invece Playboy era permalosa come se fosse il Disney delle riviste per uomini (men's magazine)... :roll: :roll:
Volete sapere una cosa? Nei barber shops a quei tempi, dove la clientela era 100% maschile, il proprietario acquistava ogni mese la rivista Playboy,
ma le riviste Penthouse non si trovavano--perche' erano troppe spinte...
Hai toccato un tasto scottante! Il legame tra l'editoria per adulti e il grande cinema d'autore degli anni '70 rappresenta uno dei capitoli più affascinanti e rischiosi della Hollywood dell'epoca. Mentre Bob Guccione avrebbe in seguito dilapidato fortune imponenti con il famigerato Caligola, Hugh Hefner anticipò questa transizione finanziando Macbeth (1971) con un budget di ben 3,1 milioni di dollari, trasformando la neonata Playboy Productions in una casa cinematografica ad alto rischio. Il film infatti si rivelò un colossale flop commerciale che costò a Playboy una perdita netta di 3,5 milioni di dollari, quasi affondando l'intera compagnia!

Al contrario di quanto si credesse all'epoca, a causa della martellante pubblicità fatta in pompa magna da Hefner, l'attrice ventiseienne Francesca Annis non fu scelta da Playboy, ma dal regista. La nudità nella celebre scena del sonnambulismo ("Via, macchia maledetta!") era stata concepita da Polanski e dal co-sceneggiatore Kenneth Tynan ben prima dell'arrivo dei fondi di Hefner. sta di fatto che i critici delll'epoca stroncarono la scena ritenendola una bieca mossa pubblicitaria di Playboy. Molti bollarono ingiustamente la Annis come "una coniglietta ossessionata dalle macchie di sangue".

Inoltre la promozione martellante sulla rivista creò un enorme malinteso di target. Gli spettatori in cerca di erotismo trovarono fango, pioggia scozzese e orrore medievale; gli amanti del teatro classico boicottarono il film ritenendolo volgare a priori.Insomma un flop tatale per Hefner, sia a livello economico che cinematografico... ma, come abbiamo visto, Bob Guccione riuscì a fare di peggio!

Non mi metto proprio a parlare dettagliatamente del Caligo guccioniano, servirebbe, come giustamente scivi, davvero un intero libro per spiegarne il tutto

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Re: Penthouse

#5 Messaggio da Len801 »

Ho dimenticato di menzionare un'altro sperimento di Playboy, quando produssero
THE NAKED APE (1973) (uscita: Agosto 1973) che costo' circa $2 milioni.

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Scritturarono una newbie di nome Victoria Principal e il giovane Johnny Crawford (che qualcuno di voi si ricordera'
la serie televisiva western THE RIFLEMAN).
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Johnny spari nel nulla (come prima), e la Principal dovette accontentarsi di
qualche ruolo televisivo. Il film fu un flop artistico e commerciale, malgrado tutti i tentativi di Playboy di fare una pubblicita'
massiva e il fatto che Victoria aveva posato in servizi foto di nudo.
Gia' dal 1971 le vendite della rivista Playboy cominciarono a cadere, e poco a poco i Playboy club etc chiusero
Ma non imparando nulla, Playboy continuo' con produzioni cinematografiche erotiche una diecina d'anni dopo (che nessuno si ricorda ora della loro esistenza)
con BLAK VENUS (1983), FANNY HILL (1983), LADY LIBERTINE (1984), YOUNG LADY CHATTERLY (credo che ve ne furono 2 se non mi sbaglio).

Penthouse se non mi sbaglio produceva videos con contenuto piu' spinto (anni 90?). per esempio con Julie Strain.
Facendo delle ricerche, certe persone hanno indicato che Penthouse aveva distribuito in pochi numeri certe versioni piu' esplicite,
che sono ora difficilmente trovabili.

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Re: Penthouse

#6 Messaggio da Giancarlo Nigro »

Hai egregiamente documentato gli excursus di Hefner nel cinema, Bob Guccione invece, dopo il fallimentare esordiò non sfidò più la sorte, ma... creò una vera e propria divisione home video chiamata "Penthouse Video", molto attiva negli anni '80 e '90, questa etichetta produsse decine di filmati e documentari erotici, cavalcando il boom delle videocassette, enorme successo commerciale! Ecco, Bob trasse insegnamento dal fallimento nel cinema, Hugh invece perseverò.

All'inizio queste videocassette erano dedicate interamente alle Penthouse Pets del mese, e mostravano i dietro le quinte dei servizi fotografici erotici. A fine anno uscivano vere e proprie monografie incentrate sulle Penthouse Pet Of The Year, che univano interviste a contenuti espliciti, contenuti che con il passare degli anni, per continuare a vendere bene, divennero sempre più espliciti, spingendosi sempre più verso l'hard. Anche la rivista, con il passare del tempo, pur essendo stata sempre molto più spinta/esplicita (nei contenuti fotografici) di Playboy, con gli anni passo il limite che dal softcore porta a vero e proprio porno! Ecco spiegato il perchè il tuo barber shop proponeva sul tavolino la copia di Playboy, e non quella di Penthouse. A proposito di riviste "da barbiere", è degna di essere menzionata l'italianissima "Playmen" di Saro Balsamo, e della moglie Adelina Tattilo, che era la era risposta italiana a Playboy, con contenuti nello stesso stile.

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Re: Penthouse

#7 Messaggio da Len801 »

Giancarlo Nigro ha scritto:
24/06/2026, 1:14
Hai egregiamente documentato gli excursus di Hefner nel cinema, Bob Guccione invece, dopo il fallimentare esordiò non sfidò più la sorte, ma... creò una vera e propria divisione home video chiamata "Penthouse Video", molto attiva negli anni '80 e '90, questa etichetta produsse decine di filmati e documentari erotici, cavalcando il boom delle videocassette, enorme successo commerciale! Ecco, Bob trasse insegnamento dal fallimento nel cinema, Hugh invece perseverò.

All'inizio queste videocassette erano dedicate interamente alle Penthouse Pets del mese, e mostravano i dietro le quinte dei servizi fotografici erotici. A fine anno uscivano vere e proprie monografie incentrate sulle Penthouse Pet Of The Year, che univano interviste a contenuti espliciti, contenuti che con il passare degli anni, per continuare a vendere bene, divennero sempre più espliciti, spingendosi sempre più verso l'hard. Anche la rivista, con il passare del tempo, pur essendo stata sempre molto più spinta/esplicita (nei contenuti fotografici) di Playboy, con gli anni passo il limite che dal softcore porta a vero e proprio porno! Ecco spiegato il perchè il tuo barber shop proponeva sul tavolino la copia di Playboy, e non quella di Penthouse. A proposito di riviste "da barbiere", è degna di essere menzionata l'italianissima "Playmen" di Saro Balsamo, e della moglie Adelina Tattilo, che era la era risposta italiana a Playboy, con contenuti nello stesso stile.
la distinzione tra Playboy e Penthouse era quella: il punto forte e maggiore di Playboy ere la publicazione di foto sexy/nudevdi famose attrici, cantanti, etc (Ursula Andress, Sylva Koscina, etc).
Playboy Non tollerava che le lore modelle facessero cose piu' spinte o pornografiche. Dovresti fare un sacco di ricerche per trovare una modella "Playboy" che fece porno.
Penthouse invece era piu' aperta, e ci sono un sacco di modelle e di Penthouse pet che hanno fatto porno.
Playboy si concentrava su video di contenuto sexy/erotico: Girls of Mardi Gras, Girls In Uniform, Asian Exotica, Girls of Reality TV, Girls of South Beach, College Girls, Girls Next Door, Pamela Anderson, Women of Wal-Mart. Cioe' piu' o meno una continuazione di quello che Playboy pubblicava su carta...
Piu' in la negli anni 90 credo che ci fu la sorella di Michael Jackson (Latoya), e la figlia (figliastra) (Patti Davis) del presidente Reagan che fecero dei video erotici per Playboy..
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Negli anni 90, i video club nella mia regione avevano una sezione riservata proprio per le cassette video di Playboy. Per me erano inutili... perche' pagare $3-$5 per un prodotto soft quando potevi spendere la stessa somma per un film porno?
Ma c'erano quelli che erano pronti a pagare per un video con la bomba bionda Anna Nicole Smith!!!
Penthouse invece faceva cose piu' spinte su video fino a fare porno.... Ricordo aver visto un video (non censurato) della Penthouse in cui Julie Strain si faceva inserire un baton di polizia come un dildo...

Giancarlo Nigro
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Coco Star (Penthouse Pet of The Month Giugno 2026)

#8 Messaggio da Giancarlo Nigro »

Coco Star è la Penthouse Pet di Giugno 2026. Nata nel 2002, a Tampa, in Florida, modella di nudo e content creator (è presente su varie piattaforme tra cui onlyfans), l'anno scorso aveva fatto dei servizi fotografici per Playboy, adesso è in copertina su Penthouse di Giugno 2026

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Re: Penthouse

#9 Messaggio da Giancarlo Nigro »

Come per Playboy, anche Penthouse aveva le riviste "locali", una sorta di franchsing, che chiaramente differivano dalla rivista internazionale, quella americana. Ed abbiamo avuto quindi, per qualcvhe anno anche un Penthouse Italia, che era quello che realmente si leggeva qui da noi, dove spesso le modelle erano italiane e/o europee.


ecco qualche copertina

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Eleonora Vallone, Ottobre 1982

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Ida Di Benedetto, Maggio 1983

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Cristiana Mancinelli (figlia di Elsa Martinelli), Aprile 1984

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