INTORNO ALLA STRANA CRISI DEL PORNO. SU FIERE ED ALTRO
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INTORNO ALLA STRANA CRISI DEL PORNO. SU FIERE ED ALTRO
Cari amici del forum, consentitemi una riflessione articolata (spero non troppo noiosa). Tema, prendendo a spunto la polemica sollevata da Natasha Kiss a proposito del DDV dello scorso week-end a Torino, gli eventi fieristici del settore porno.
Ho già ha detto, in altri post, che ho solo fugacemente visitato il Torinosex, perchè troppo impegnato con il lavoro. In più, mi preme rimarcare subito la grande disponibilità dimostratemi, con accredito concesso anche alla mia amica e ampia libertà di movimento, dall’organizzazione. In particolare mi pare che l’Ufficio Stampa (è quello del giornalista il mio mestiere, quindi credo di poter esprimere un giudizio adeguatamente fondato) ha superato bene la prova, riuscendo nell’impresa di far parlare di porno tutti i giornali di una città solitamente grigia come Torino. In questo, obiettivamente, aiutato dal clima più giocoso che ha la città vive in questi giorni olimpici.
Fatte queste (dovute) premesse - e ritenendo di non poter far passare in cavalleria le critiche di una che dell’hard ha fatto una seria industria della trasgressione come Natasha – veniamo al merito della riflessione. Riflessione che è il tentativo di rispondere ad una domanda: è praticabile, anche sotto il profilo dell’opportunità economica, oltre che dell’armonica riuscita secondo le migliori intenzioni, un evento meramente hard-fieristico? Ancora più dettagliando: cosa si puó mantenere della schiettezza libertina e libertaria del porno in simili occasioni e quali mediazioni con la mere pratiche e mentalità spettacolistiche è plausibile fare, senza finire per snaturarsi (senza essere degli sfigati, insomma).
Che il porno sia un prodotto di consumo credo non scandalizzi alcuno, se non una ristretta cerca di segaioli incalliti (parafrasando la saggezza popolare: chi ci sa dare lo fa, chi no insegna e recensisce). Lo è anche il sesso, ed è una sana liberazione di istinti ed energie. Il porno è ultra-moderno, forte nell’essere senza messaggi ed epurato da ideologie o credi. Il sesso, vissuto in questo senso, in qualunque contesto affettivo, diviene concreto strumento di liberazione.
Il porno, che è un fatto culturale e pratica di vita, puó essere diffuso attraverso ed in spazi macropubblici d’intrattenimento o presentazione? Oppure, rimane debitore di spazi angusti e carbonari (prive, cinema, giri di coppie e singoli) ?
Ancora, e forse è una questione più urgente, non è il caso di superare il Palasport e scegliere luoghi più accoglienti?
So che molti dei frequentatori di questa community da tempo disertano gli eventi fieristici, nemici di una elitarietà che (forse) il porno porta seco.
Parlando con la mia amica più porno che c’è (Aidi) abbiamo fatto delle considerazioni sulla deriva nazional-popolare dell’hard tricolore, che non punta ne sulle trame celebrali nè sulle pratiche estreme (con poche eccezioni, io Nat ce la inserirei tra queste). Probabilmente queste fiere non aiutano (sicuramente non sono i Centocelle a risollevare le sorti di un comparto che potrebbe rivelarsi – pornotax a parte – interessanti per guadagni e ruolo civile), ma è altrettanto vero che danno una visibilità e facilitano l’accettazione sociale del porno.
La verità vera, probabilmente, è che servono energie ed intelligenze nuove. Allora ben vengano le fiere.
Ho già ha detto, in altri post, che ho solo fugacemente visitato il Torinosex, perchè troppo impegnato con il lavoro. In più, mi preme rimarcare subito la grande disponibilità dimostratemi, con accredito concesso anche alla mia amica e ampia libertà di movimento, dall’organizzazione. In particolare mi pare che l’Ufficio Stampa (è quello del giornalista il mio mestiere, quindi credo di poter esprimere un giudizio adeguatamente fondato) ha superato bene la prova, riuscendo nell’impresa di far parlare di porno tutti i giornali di una città solitamente grigia come Torino. In questo, obiettivamente, aiutato dal clima più giocoso che ha la città vive in questi giorni olimpici.
Fatte queste (dovute) premesse - e ritenendo di non poter far passare in cavalleria le critiche di una che dell’hard ha fatto una seria industria della trasgressione come Natasha – veniamo al merito della riflessione. Riflessione che è il tentativo di rispondere ad una domanda: è praticabile, anche sotto il profilo dell’opportunità economica, oltre che dell’armonica riuscita secondo le migliori intenzioni, un evento meramente hard-fieristico? Ancora più dettagliando: cosa si puó mantenere della schiettezza libertina e libertaria del porno in simili occasioni e quali mediazioni con la mere pratiche e mentalità spettacolistiche è plausibile fare, senza finire per snaturarsi (senza essere degli sfigati, insomma).
Che il porno sia un prodotto di consumo credo non scandalizzi alcuno, se non una ristretta cerca di segaioli incalliti (parafrasando la saggezza popolare: chi ci sa dare lo fa, chi no insegna e recensisce). Lo è anche il sesso, ed è una sana liberazione di istinti ed energie. Il porno è ultra-moderno, forte nell’essere senza messaggi ed epurato da ideologie o credi. Il sesso, vissuto in questo senso, in qualunque contesto affettivo, diviene concreto strumento di liberazione.
Il porno, che è un fatto culturale e pratica di vita, puó essere diffuso attraverso ed in spazi macropubblici d’intrattenimento o presentazione? Oppure, rimane debitore di spazi angusti e carbonari (prive, cinema, giri di coppie e singoli) ?
Ancora, e forse è una questione più urgente, non è il caso di superare il Palasport e scegliere luoghi più accoglienti?
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La verità vera, probabilmente, è che servono energie ed intelligenze nuove. Allora ben vengano le fiere.
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Re: INTORNO ALLA STRANA CRISI DEL PORNO. SU FIERE ED ALTRO
In genere questa è l'opinione di chi non vive a Torino.tettonemaniaco ha scritto: una città solitamente grigia come Torino.
No, perchè se ci vivi e ti muovi un minino (cioè ti guardi attorno) vedi che è tutt'altro che grigia.
E le olimpiadi (con l'attenzione internazionale conseguente) lo stanno dimostrando.
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Re: INTORNO ALLA STRANA CRISI DEL PORNO. SU FIERE ED ALTRO
tettonemaniaco ha scritto:Ancora più dettagliando: cosa si puó mantenere della schiettezza libertina e libertaria del porno in simili occasioni e quali mediazioni con la mere pratiche e mentalità spettacolistiche è plausibile fare, senza finire per snaturarsi (senza essere degli sfigati, insomma).




































- tettonemaniaco
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1) Vero che Torino non è grigia - ci vivo e lavoro, nel mio piccolo per colorarla un poco - ma non ha mai avuto una consapevolezza tanto vasta di sè come adesso (non è più una faccenda underground il calore ed il calore).
2) Forse gli studi di filosofia mi hanno portato (guy)debordare un pó. Per dirla in modo pià semplice: una grande fiera non rischia di togliere al porno il suo aspetto vitale, contaminandolo di passività ?
2) Forse gli studi di filosofia mi hanno portato (guy)debordare un pó. Per dirla in modo pià semplice: una grande fiera non rischia di togliere al porno il suo aspetto vitale, contaminandolo di passività ?
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Lo so che a volte sono uno snob di merda.
Ma la compagnia di centinaia di zombies sudaticci che cercano di toccare la bernarda di una plasticosa modella sul palco è veramente una cosa che manda in visibilio tutti ?
Le fiere erotiche sono interessanti solo per gli addetti ai lavori, i cultori del porno (ma neanche poi tanto...) e gli zombies.
Con i primi due gruppi che fanno il loro circolino ristretto da portinaie dell'eros (spettegolando di questo e di quella) e gli ultimi che fanno cadere una pesante cappa di ulteriore squallore sul tutto.
Quanto all'affermazione che, in pieno clima olimpico, del DdV ne parli tutta la città , la trovo esagerazione tipica del tronfio modo di agire degli Uffici Stampa, che conosco anch'io essendo del mestiere
Non bastano un paio di comunicati pubblicati pigramente sulle pagine locali de LaStampa o sui giornali gratuiti dei tram, per poter pensare che siamo di fronte ad un evento mediatico... giustamente la città è concentrata su ben altri divertimenti e pure gli ospiti stranieri se ne battono il belino di quello che accade nel Mazdapalace.
Per fortuna, aggiungo. E certo non per moralismo.
PS
Squirto, ma di quanti secoli fa è quella foto ?
Che piaccia o meno, da ormai diversi anni Torino è avanguardia culturale, musicale e artistica assieme a pochissime altre città in Italia. Mentre Roma e Milano sono sempre più prigioniere del loro autocompiacimento e vittime della loro assenza di idee.
Ma la compagnia di centinaia di zombies sudaticci che cercano di toccare la bernarda di una plasticosa modella sul palco è veramente una cosa che manda in visibilio tutti ?
Le fiere erotiche sono interessanti solo per gli addetti ai lavori, i cultori del porno (ma neanche poi tanto...) e gli zombies.
Con i primi due gruppi che fanno il loro circolino ristretto da portinaie dell'eros (spettegolando di questo e di quella) e gli ultimi che fanno cadere una pesante cappa di ulteriore squallore sul tutto.
Quanto all'affermazione che, in pieno clima olimpico, del DdV ne parli tutta la città , la trovo esagerazione tipica del tronfio modo di agire degli Uffici Stampa, che conosco anch'io essendo del mestiere

Non bastano un paio di comunicati pubblicati pigramente sulle pagine locali de LaStampa o sui giornali gratuiti dei tram, per poter pensare che siamo di fronte ad un evento mediatico... giustamente la città è concentrata su ben altri divertimenti e pure gli ospiti stranieri se ne battono il belino di quello che accade nel Mazdapalace.
Per fortuna, aggiungo. E certo non per moralismo.
PS
Squirto, ma di quanti secoli fa è quella foto ?
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"Mentre Roma e Milano sono sempre più prigioniere del loro autocompiacimento e vittime della loro assenza di idee."
autocompiaciuti noi???


quanto all'assenza di idee...
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“Quando il treno dei tuoi pensieri sferraglia verso il passato e le urla si fanno insopportabili, ricorda che c’è sempre la follia. La follia è l’uscita d’emergenza!”
Alan Moore the killing joke
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donegal ha scritto:
Le fiere erotiche sono interessanti solo per gli addetti ai lavori, i cultori del porno (ma neanche poi tanto...) e gli zombies.
Donegal, anche stavolta ha ragione, io ritengo di appartenere al secondo gruppo e devo dire che le fiere non sono fatte per "pubblicizzare" il porno ma bensì per monetizzare...

Non fosse stato per Fiat e gli altri sarei stato a casa...
"BEATA LA MIA PRIMA DONNA CHE M'HA PRESO ANCORA VERGINE"
"MIO FRATELLO E' FIGLIO UNICO PERCHE' E' CONVINTO CHE CHINAGLIA NON PUO' PASSARE AL FROSINONE"
"Nessuno muore mai completamente, qualche cosa di lui rimane sempre.....vivo dentro di noi"
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- tettonemaniaco
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Bisogna, peró, trovare un equilibrio tra qualità e denaro. Mica è lo sterco del demonio la moneta, come ci insegnano gli anarcoliberisti è nel mercato che si realizza la rivoluzione
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tettonemaniaco ha scritto:Bisogna, peró, trovare un equilibrio tra qualità e denaro. Mica è lo sterco del demonio la moneta, come ci insegnano gli anarcoliberisti è nel mercato che si realizza la rivoluzione
Mica ho detto che è merda, ho solo constatato il fatto che le fiere sono per la maggior parte dei casi, dedicate alla "raccolta fondi"

poi che sia giusto o sbagliato è un altro discorso.
apprezzerei molto fiere che fossero più dedicate alle produzioni, che incentrate sulle chiappe di tizia e le tetta di caia.
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dai, done, mi piaceva il cielo "grigio" di Torino, e a quello mi riferivo, non mi dirai che avete il sole del Sud (avevo messo la faccinadonegal ha scritto:PS
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non conosco benissimo Milano, ma su Roma concordo con te... rispetto alle altre capitali europee, è un mortorio che vive di nostalgia e di clientele. dal punto di vista culturale, a parte alcune eccezioni, di interessante o innovativo c'è ben poco...
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