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BARI, 19 MAR - ''Credo che si debba sempre fare chiarezza sui temi, Berlusconi l'ha fatto ieri con molto coraggio, ottenendo anche largo consenso dagli imprenditori italiani''. Lo ha detto il ministro alle Attivita' Produttive, Claudio Scajola, partecipando stamani a Bari ad un incontro elettorale, a proposito dell' intervento del presidente del Consiglio all'assemblea di Confindustria. Rispondendo alla domanda se l'Italia e' in crisi oppure no, Scajola ha detto: ''Sicuramente viviamo un periodo di stagnazione economico in Europa. I dati ci dicono che e' il piu' lungo periodo di stagnazione economica del dopoguerra in tutta Europa. La crescita e' molto bassa''. ''In questa situazione di crescita bassa - ha proseguito - si e' comunque riusciti a mantenere un sistema economico imprenditoriale positivo che ha aumentato le esportazioni verso il resto del pianeta, pur nelle condizioni difficili di una concorrenza con i nuovi paesi emergenti''. ''A proposito, ad esempio, della bolletta energetica che pesa moltissimo sui costi del sistema imprenditoriale e quindi anche sui costi della bilancia dei pagamenti, dobbiamo considerare - ha affermato Scajola - che noi abbiamo preso il governo del Paese quando il barile era a 19 dollari e oggi il barile e' a 60 dollari: certamente questo non e' imputabile al governo, ma alle condizioni economiche mondiali che sono cambiate''. Quindi - ha continuato Scajola - ''se noi facciamo tutte queste considerazioni non possiamo che dire che il sistema economico Italia e' un sistema che ha delle positivita', che funziona, che e' economicamente florido, tanto e' vero che sono aumentati anche gli occupati nel sistema industriale''. Certo - ha anche aggiunto - ''non e' un periodo di boom economico per l' Italia perche' siamo in una fase difficile dell' economia mondiale, che sta pero' recuperando: i dati del primo trimestre del 2006 ci fanno dire, come ha detto anche la Banca Mondiale, come ha detto l'Europa, che si avvia un periodo di ripresa economica per l' Europa e per l'Italia, tanto e' vero che i nostri conti recentemente in Ecofin sono stati approvati con l' apprezzamento dell' Europa mentre invece non c'e' stata la stessa cosa nei confronti della Germania''. ''Si prevede - ha concluso Scajola - che nel 2006 ci sara' un Pil in crescita dell' 1 e mezzo, per la prima volta dopo parecchi anni, quindi una inversione che dara' piu' risorse da distribuire''.
ROMA, 19 MAR - ''La cosa migliore sarebbe non inseguire Berlusconi nelle sue acrobazie se non per capire che siamo davanti ad un uomo che ha interiorizzato la sconfitta''. Cosi' Fausto Bertinotti, a margine di un incontro della sezione italiana della Sinistra europea, commenta l'intervento del premier ieri davanti all'assemblea di Confindustria. ''Le sue apparizioni - prosegue - rendono evidente che l'era Berlusconi e' alla fine ed e' ora che si prenda coscienza che per il bene del paese questo periodo va terminato''.
ROMA, 19 MAR - Una ''orgogliosa manifestazione che ci da' molti punti in piu'''. E' il parere dell'ex ministro Storace sulla partecipazione di ieri di Berlusconi, a Vicenza all'incontro con la Confindustria. Quando i giornalisti gli hanno fatto notare che Alemanno, pochi minuti prima, ha rilasciato una dichiarazione in senso opposto, Storace ha aggiunto: ''Adesso ci parlero'. Credo si possano avere opinioni diverse''.
MESSINA, 19 MAR - ''Ho visto ieri alla tv una scena indimenticabile. Il melodrammone italiano si arricchisce di nuove pagine lamentose: dopo la 'cieca di Sorrento', la 'muta di Portici' e lo 'smemorato di Collegno', arriva anche lo 'sciancato di Arcore'. Lo ha affermato Daniele Capezzone, segretario dei Radicali italiani, intervenendo a Messina a un' assemblea della Rosa nel pugno e commentando l' intervento del premier ieri a Vicenza al convegno biennale di Confindustria. ''Fuor di scherzo - ha detto Capezzone - Berlusconi appare patetico. Le riforme liberali che invoca sono quelle che gli italiani gli avevano chiesto, affidandogli per questo una maggioranza parlamentare enorme. Ma lui ha sciupato questa opportunita' e tradito quelle speranze. Di che si lamenta?'' ''Anche per questo - ha sostenuto l' esponente radicale, che fa parte della segreteria nazionale della Rnp - occorre che non si affidi il Governo a Berlusconi per altri cinque anni, e che poi, nel centrosinistra, si dia una forza particolare alla Rosa nel pugno, il soggetto politico che terra' insieme la lotta per i diritti civili e quella per la modernizzazione economica e sociale''.
VICENZA, 19 MAR - Che i rapporti fra palazzo Chigi e Confindustria, fra il premier Berlusconi e il presidente Montezemolo viaggiassero sul filo del rasoio, lo si sapeva. Ma un'attacco cosi' forte, frontale, da parte del Presidente del Consiglio, non se lo aspettava nessuno. I primi minuti sono quasi di choc, ma basta poco ai vertici di Confindustria per ricompattarsi, malgrado gli applausi che il blitz di Berlusconi incassa nella platea degli imprenditori. ''Era in stato confusionale. Forse dettato dalla stanchezza'', dice il vice presidente Andrea Pininfarina, sforzandosi di tingere di ironia il suo commento. Mentre Montezemolo sceglie di non rispondere all'attacco: ''ho troppo rispetto come cittadino e come presidente della Confindustria, per le istituzioni e in particolare per il Presidente del Consiglio, per fare qualsiasi commento''. Del resto l'opera di delegittimazione dei vertici confindustriali, si sottolinea, il premier l'aveva iniziata nei giorni scorsi, con l'accusa a Montezemolo di non rappresentare gli industriali italiani e di essere un ''ingrato'' verso un Governo che ''ha accolto tutte le richieste ragionevoli'' fatte dalle imprese. Ma a Vicenza, Berlusconi, ha deciso di sparigliare: 'sente' la platea, sa di poter fare meglio, nel confronto a distanza, di Prodi. Molto meglio, e gli applausi che incassa gli confermano la giustezza di questa analisi. Gli bastano pochi minuti per salire in cattedra, quasi 'oscurando' il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che avrebbe dovuto sostituirlo. Berlusconi non ha perso tempo: spazio a un paio di domande, poi, microfono in mano, sguardo oltre la prima fila dove era seduto lo stato maggiore di viale dell'Astronomia, attacca. ''Certi imprenditori dovrebbero fare un po' meno vacanze. E dovrebbero andare un po' meno in Confindustria'', dice. Perche' ''se un imprenditore, che non e' fuori di testa, sostiene la sinistra o ha molti scheletri nell'armadio o ha tante cose da farsi perdonare. E si mette sotto il manto protettivo della sinistra e di Magistratura Democratica''. Della Valle, in prima fila fra Emma Marcegaglia e Maria Paola Merloni, scuote la testa e gli grida un ''vergognati''. Il premier scatta: ''Della valle scuote la testa - grida nel microfono - Ma si ricordi, il signor Della Valle, che quando si rivolge al Presidente del Consiglio deve dargli del lei, non del tu''. E il braccio di Berlusconi scatta in gesto di stizza. La risposta, Della Valle, arriva dopo, a freddo. Ed e' al veleno. ''Mi preoccupa - dice il patron della Tod's - lo stato in cui ho visto oggi Berlusconi. Tutte le persone che gli vogliono bene gli stiano vicino. L'aggressivita' che lo porta a dire questa grande quantita' di stupidaggini preoccupa, tenendo conto che e' l'uomo che governa il Paese''. ''Non rispondo a cose personali che sono assurde, per rispetto verso tutte le persone che assistevano al dibattito - aggiunge - Ma e' brutto vedere che qualcuno pensi che si possa disporre di tutto e di tutti, come fossero cose sue. Con mancanza di rispetto verso l'istituzione che lo ospitava, verso i giornalisti e, a parte una claque ben organizzata, verso gli imprenditori presenti. Sono cose - conclude - che non fanno bene al futuro del Paese''. Il difficile compito di portare a conclusione il convegno, dopo il ciclone-Berlusconi, e' spettato a Pininfarina. Che si e' trovato a fare i conti con una platea surriscaldata. ''Montezemolo - dice Pininfarina chiudendo i lavori - e' il nostro presidente. Il presidente di noi tutti. E quando parla, lo fa a nome di tutti noi''. Poi, rivolgendosi al premier, che gia' non e' piu' in sala, ritorna sul comportamento tenuto da Confindustria in questi mesi. ''Noi non siamo pessimisti, siamo realisti - dice rispondendo alle accuse del capo del Governo - E il fatto che Confindustria voglia conoscere le cifre vere della situazione economica e indichi i problemi, non e' disfattismo''. Una tesi su cui lo stesso Montezemolo, nel suo intervento di poco prima, aveva molto insistito. ''Noi - aveva detto infatti il presidente - abbiamo il massimo rispetto per chi si assume l'onere di governare questo Paese'', ma questo ''non significa che dobbiamo stare zitti. Questo non vuol dire che dobbiamo solo affermare che tutto va bene, magari perche' chi ci governa in quel momento ha abbassato di un punto il costo del lavoro''. Critiche al governo erano venute dalla relazione che Montezemolo aveva letto prima del blitz di Berlusconi. ''In questa legislatura - aveva detto - per 214 leggi di semplificazione approvate, ce ne sono state 922 che hanno ulteriormente complicato la nostra vita. Per un ufficio pubblico chiuso 4 nuovi ne sono stati aperti. Non si puo' piu' andare avanti cosi'''. E ribadendo di condividere l'allarme sullo stato dell'economie e dei conti pubblici lanciato dal Governatore di Bankitalia Mario Draghi, aveva mutuato un'espressione da Formula 1 per lanciare una proposta al mondo delle imprese: ''serve un pit stop'', una ''fase costituente per scrivere una pagina nuova della Storia d'Italia'' e quindi, ''immediatamente dopo le elezioni proporremo alle altre organizzazioni imprenditoriali un'iniziativa forte, una mobilitazione comune''. Sottolineando come ''e' stato perso del tempo prezioso'', Montezemolo aveva pero' messo sul piatto anche lo sforzo degli imprenditori. ''Non siamo qui solo per chiedere - aveva detto -: siamo anche pronti a dare. Siamo disposti, contestualmente alla riduzione dei carichi fiscali sulla produzione, a rivedere il regime dei trasferimenti alle imprese. Meno aiuti per alcuni e meno imposte per tutto il sistema delle imprese: questa e' la formula con cui ci candidiamo a partecipare al cantiere delle riforme''. E ai due schieramenti elettorali aveva ribadito l'equidistanza: ''non abbiamo fatto e non faremo sconti a nessuno. Ne', tanto meno, daremo deleghe in bianco a chicchessia''.
VICENZA, 19 MAR - ''Mi preoccupa lo stato in cui l'ho visto oggi. Tutte le persone che gli vogliono bene gli stiano vicino. L'aggressivita' che lo porta a dire questa grande quantita' di stupidaggini preoccupa, tenendo conto che e' l'uomo che governa il Paese''. Cosi' Diego Della Valle replica all'attacco che gli ha sferrato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi davanti alla platea del convegno di primavera di Confindustria. ''Non rispondo a cose personali che sono assurde, per rispetto verso tutte le persone che assistevano al dibattito - ha detto Della Valle - Un dibattito civile e interessante da parte di tutti. E' brutto vedere che qualcuno pensi che si possa disporre di tutto e di tutti, come fossero cose sue. Con mancanza di rispetto verso l'istituzione che lo ospitava, verso i giornalisti e, a parte una claque ben organizzata, verso gli imprenditori presenti. Sono cose - ha concluso - che non fanno bene al futuro del Paese''.
LECCE, 19 MAR - ''Ha fatto bene Berlusconi ad andare a Confindustria e a prendere posizione''. Lo ha sottolineato il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, che oggi e' nel Salento per iniziative elettorali. ''Prodi - ha aggiunto Cesa - dopo essere andato alla Cgil ed aver preso la tessera onoraria di quel sindacato, e' andato in Confindustria a dire che andava bene il programma degli industriali. Non penso che Confindustria e Cgil la pensino allo stesso modo''. ''Ogni giorno - ha concluso Cesa - Prodi dice una cosa contraddittoria. Non puo' fare altrimenti con una coalizione cosi' eterogenea che va dall'estrema sinistra, no-global Caruso, a Mastella alla Margherita. Quindi non puo' dire nulla''.
ROMA, 19 MAR - ''C'e' imbarazzo da parte mia ''. Lo ha dichiarato il ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno stamani, riferendosi alla partecipazione di Berlusconi, ieri a Vicenza, al convegno biennale di Confindustria. ''Ritengo - ha aggiunto Alemmanno - che quando il presidente del Consiglio va a casa di qualcuno dovrebbe rispettarne le regole''.
Per il ministro Alemanno va fatta, pero', ''una grande riflessione perche' sicuramente il dato e' che gli industriali non vogliono andare a sinistra''. Alemanno ha parlato poi di ''esplosione di una serie di contraddizioni che sono maturate in questo periodo''.
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