[OT] Signore e signori: la guerra.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Qualcuno può interpretare questo periodo apparentemente turbolento come un liberi tutti e forse già lo fa.
Io sostengo da tempo che noialtri italiani dovremmo rientrare nell’ordine di idee di avere una relazione speciale con qualche paese povero ma ricco di risorse. Noi lo armiamo e lo difendiamo e lo assistiamo contro qualche rivale regionale e loro ci danno risorse minerarie a buon mercato. Qualcosa come la relazione fra USA ed Arabia Saudita o Cina ed Africa o Francia ed Africa o Russia ed Iran o Libia. Una volta avevamo la Libia. Avevo pensato sia all’Argentina che al chicchieratissimo Venezuela che sono gia’ di per sé italiani ed italianofoni.Ma la mia idea è flessibile e puo’ adattarsi pure a realtà come Romania e/o Albania. In realtà non è una grande idea, ciòe non è un idea ne nuova ne originale ma lanciata in Italia appare folle. C’è il piano Mattei che furbescamente non è esplicito e la prende molto alla lontana.L’ostacolo principale e’ la mentalità’ italiana dove vai con Sclein o Lupi ? Comunque se non ti incammini verso una strada di questo tipo senza materie prime non vai da nessuna parte specie se hai pure rinunciato al nucleare.
Io sostengo da tempo che noialtri italiani dovremmo rientrare nell’ordine di idee di avere una relazione speciale con qualche paese povero ma ricco di risorse. Noi lo armiamo e lo difendiamo e lo assistiamo contro qualche rivale regionale e loro ci danno risorse minerarie a buon mercato. Qualcosa come la relazione fra USA ed Arabia Saudita o Cina ed Africa o Francia ed Africa o Russia ed Iran o Libia. Una volta avevamo la Libia. Avevo pensato sia all’Argentina che al chicchieratissimo Venezuela che sono gia’ di per sé italiani ed italianofoni.Ma la mia idea è flessibile e puo’ adattarsi pure a realtà come Romania e/o Albania. In realtà non è una grande idea, ciòe non è un idea ne nuova ne originale ma lanciata in Italia appare folle. C’è il piano Mattei che furbescamente non è esplicito e la prende molto alla lontana.L’ostacolo principale e’ la mentalità’ italiana dove vai con Sclein o Lupi ? Comunque se non ti incammini verso una strada di questo tipo senza materie prime non vai da nessuna parte specie se hai pure rinunciato al nucleare.
Barabino libero!
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Anche questo è falso perchè ammazzare quelli che non si fan comprare è una abitudine vaccara consolidata come pagare una tizio (per riprendere il tuo alato paragone) o fotterlo a forza ,il risultato è identico quello che per te muta son solo gli aspetti propagandistici non la sostanza della prevaricazione e delle continue ingerenze statunitensi ,il fatto di dare gli spiccioli in beneficenza o propaganda non cambia un cazzoGeishaBalls ha scritto: ↑06/01/2026, 7:01L’affermazione imbecille, che non sorprende venendo da te, è che dici che sia falsa una cosa perché ne è vera un’altra che non è in contraddizione.dostum ha scritto: ↑06/01/2026, 3:41Si perchè ciò che affermi è completamente FALSO:GeishaBalls ha scritto: ↑05/01/2026, 13:14Per non perdere l’abitudine a fare commenti imbecilli. Se fosse il terzo o il quarto tentativo non smentisce niente di quel che dicevodostum ha scritto: ↑05/01/2026, 3:38
Chiamala Vaselina e non soft power che rende meglio la cosa E siccome la memoria continua a mancarti in modo intermittente ti ricordo che questo è il TERZO tentativo di golpe yankee in venezuela in 20 anni
https://en.wikipedia.org/wiki/2002_Vene ... up_attempt
https://www.internazionale.it/notizie/2 ... -venezuela
1) Quali sarebbero stati gli anni del soft power ? Quelli di Klinton con una guerra dopo l'altra? O quelli kennediani (Vietnam,Baia dei Porci,repubblica dominicana) e si il finanziamento occulto del maidan,degli italioti servili e di altri lestofanti consimili per avere i risultati "giusti" cè sempre stato
https://it.wikipedia.org/wiki/Attivit%C ... _in_Italia
2) Il ruolo dell'usaid :
https://www.sinistrainrete.info/geopoli ... power.html
3) fake news e vere frottole propagandistiche
https://www.sinistrainrete.info/articol ... lonna.html
4) A differenza della tua percezione non ti ritengo imbecille ma in assoluta malafede
Io dico che è meglio che gli USA usassero il soft power degli aiuti umanitari invece che i cannoni, consapevoli che lo facevano per avere più influenza e potere. Non pretendevo di aver detto chissà quale cosa intelligente e inarrivabile, mi sembrava una banalità eppure c’è chi non ci arriva. Deve essere la modalità di chi pensa che sedurre una donna o stuprarla sia la stessa cosa.
Per Dostum gli aiuti umanitari non ci sono stati perché nel 1963 c’è stato lo sbarco alla baia de porci. Questa è la logica da usare pur di non condannare Trump. E sempre e comunque è tutto uguale, bombardieri o medicinali contro l’Aids è lo stesso. Anzi piace più Trump perché gli dà ragione, gli dà soddisfazione: vedi? Lo dicevo io! Meglio lui che lo fa vedere che gli altri che lo facevano di nascosto, che nemmeno sinistrainrete se ne accorgeva!
cmq
aiuti umanitari 2024
n Fiscal Year (FY) 2024, the U.S. provided significant humanitarian aid, with data from ForeignAssistance.gov, USAFacts, and the Congressional Research Service (CRS) indicating figures around $15.3 billion to over $19.5 billion for humanitarian assistance, part of total foreign aid exceeding $72 billion for that year. The ForeignAssistance.gov dashboard shows humanitarian assistance at $15.3 billion, while a CRS report details enacted FY2024 figures including approximately $19.5 billion for humanitarian assistance, with variations depending on reporting and inclusion of development components.
spese militari
The U.S. military spent approximately $997 billion in 2024, making it the world's largest defense spender, accounting for nearly 40% of global military expenditure, with significant portions allocated to the Air Force and Navy, reflecting continued investment in modernization against rising global tensions, notes {https://www.statista.com/statistics/262 ... -spending/ Statista https://www.statista.com/statistics/262 ... -spending/}.
Chi minaccia la pace mondiale allora?
E le guerre americane non le ha inventate il "cattivo" Trump ma sono una costante,in aumento dopo il 1989 perchè non cè più il freno della potenza militare sovietica

P.S.
Fai come DDP documentati invece di ripetere ritornelli propagandistici a pappagallo
Ultima modifica di dostum il 07/01/2026, 3:58, modificato 1 volta in totale.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
non è detto che si tratti di un accordo a tre e concordo pienamente che NON CI SI DEBBA FIDARE DEI VACCARI mi limitavo a riportare l'opinione dell'articolista condivisa da alcuni e smentita da altri.Drogato_ di_porno ha scritto: ↑06/01/2026, 11:24l'articolo è pieno di errori dos. l'import russo di petrolio dal Venezuela è nullo (forse si confonde con l'India), mentre la Cina importa appena il 5% (da Caracas).dostum ha scritto: ↑06/01/2026, 3:57i prossimi mesi diranno se ciò è esatto o meno (io dei vaccari non mi fido minimamente) anche se in effetti ciò che russi e cinesi potessero fare per salvare il Chavismo era piuttosto ridotto:
https://www.affaritaliani.it/esteri/pan ... 97109.html
la storia degli accordi per spartirsi il mondo è un'altra fregnaccia, Trump ha appena venduto 11 billions di armi a Taiwan: https://www.bbc.com/news/articles/c7095g45p1po
e anche in Ucraina non molleranno l'osso.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Tutti voglion solo tagliar la cordaMilk ha scritto: ↑06/01/2026, 12:56[Scopri]Spoilerdostum ha scritto: ↑06/01/2026, 4:29https://tg24.sky.it/mondo/2026/01/05/gu ... io-diretta
P.S.
https://www.huffingtonpost.it/esteri/20 ... -20869285/
IL molise come conquista non lo auguro a nessuno
Cosa ti perplime del Molise?![]()
https://www.forchecaudine.com/povero-molise/
https://www.primopianomolise.it/attuali ... -in-fondo/
non ci ho mai trovato nessuno a Ferrazzano è sempre deserto.
https://www.gambatesanews.it/?p=81090
IMHO in Calabria hanno + soldi
gli abitanti son gli stessi del ticino (le analogie finiscono qui)

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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Hai un tono arrogante (e faticoso) per cui ad ogni intervento devi emettere sentenze.dostum ha scritto: ↑07/01/2026, 3:30
Anche questo è falso perchè ammazzare quelli che non si fan comprare è una abitudine vaccara consolidata come pagare una tizio (per riprendere il tuo alato paragone) o fotterlo a forza ,il risultato è identico quello che per te muta son solo gli aspetti propagandistici non la sostanza della prevaricazione e delle continue ingerenze statunitensi ,il fatto di dare gli spiccioli in beneficenza o propaganda non cambia un cazzo
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…
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Gli americani, per fare i loro interessi, nella mia analogia metterlo nel culo a qualcuno, usano il soft power oppure la violenza. Ho osservato che ci sono periodi in cui preferiscono seguire le regole internazionali, lo Stato di diritto, fare affari e… nell’analogia lo mettono nel culo a chi ha piacere e lo prende volontariamente.
Nella tua prosopopea, nel tuo piedistallo di giudice della Storia vuoi emettere la sentenza che gli americani sono cattivi, che hanno eserciti e spendono più in armi che in aiuti. E sticazzi?
Il Venezuela per 25 anni ha preferito seguire la gloriosa via del comunismo moscovita ed ha ridotto sul lastrico il paese (cose viste con i miei occhi).
Per 25 anni la seduzione non ha funzionato, poi è arrivato Trump che ha usato la violenza.
Per me è diverso Trump che usa la violenza da Bush, Obama o Biden che non l’hanno usata. Sono cose diverse
Per te che sei un giudice della corte suprema della Storia è tutto uguale, l’abbiamo capito
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
“I felt that everything from my chest down was completely gone, I waited to die, I threw my hand back and felt my legs still there, I couldn’t feel them but they were still there, I was still alive and for some reason I started believing I might not die, I might make it out of there and live and feel and go back home again, I could hardly breathe and I was taking short little sucks with the one lung that I still had left, the blood was rolling off my flak jacket, from the hole in my shoulder and I couldn’t feel the pain in my foot anymore, I couldn’t even feel my body, I was frightened to death, I didn’t think about praying, all I could feel I was cheated, all I could feel was the worthlessness of dying right here in this place at this moment for nothing.” (Ron Kovic)
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Hai la spocchia congenita.GeishaBalls ha scritto: ↑07/01/2026, 7:22Hai un tono arrogante (e faticoso) per cui ad ogni intervento devi emettere sentenze.dostum ha scritto: ↑07/01/2026, 3:30
Anche questo è falso perchè ammazzare quelli che non si fan comprare è una abitudine vaccara consolidata come pagare una tizio (per riprendere il tuo alato paragone) o fotterlo a forza ,il risultato è identico quello che per te muta son solo gli aspetti propagandistici non la sostanza della prevaricazione e delle continue ingerenze statunitensi ,il fatto di dare gli spiccioli in beneficenza o propaganda non cambia un cazzo
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Gli americani, per fare i loro interessi, nella mia analogia metterlo nel culo a qualcuno, usano il soft power oppure la violenza. Ho osservato che ci sono periodi in cui preferiscono seguire le regole internazionali, lo Stato di diritto, fare affari e… nell’analogia lo mettono nel culo a chi ha piacere e lo prende volontariamente.
Nella tua prosopopea, nel tuo piedistallo di giudice della Storia vuoi emettere la sentenza che gli americani sono cattivi, che hanno eserciti e spendono più in armi che in aiuti. E sticazzi?
Il Venezuela per 25 anni ha preferito seguire la gloriosa via del comunismo moscovita ed ha ridotto sul lastrico il paese (cose viste con i miei occhi).
Per 25 anni la seduzione non ha funzionato, poi è arrivato Trump che ha usato la violenza.
Per me è diverso Trump che usa la violenza da Bush, Obama o Biden che non l’hanno usata. Sono cose diverse
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Non rigirare la frittata come al solito: In quali anni di quale secolo gli imperialisti americani hanno seguito le regole? Perchè le stesse porcate se le fanno i democratici non sono più tali? Obama (Libia e Siria,Ucraina) e Biden han fatto carne di porco.Non sono "cattivi" ma incalliti criminali recidivi.Quando cazzo hanno usato la seduzione? In Vietnam?In Afghanistan? A Hiroshima?
Aspetto risposta (certo che non venga come tuo costume abituale)
La cosa tristemente divertente è che i pretesti fasulli e le panzane propagandistiche (che tu ami tanto) son sempre le stesse
Manifest Destiny
Questa definizione fornì una giustificazione per la conquista di vaste aree del continente Nord-Americano, sottraendole al dominio di altre nazioni sulla base dell'idea che solo l'annessione agli Stati Uniti potesse garantire a quei popoli la possibilità di auto-governarsi. Da questa definizione rimanevano escluse le stirpi di origine non europea, come gli Indiani d'America, in quanto ritenute incapaci di auto-governo.
La guerra contro il Messico (1846-1848), al termine della quale gli Stati Uniti annetterono Texas, California e New Mexico (che comprendeva gli Stati che oggi compongono il Sud-Ovest), segnò il coronamento della dottrina del "Manifest Destiny". La propaganda che precedette e accompagnò la guerra affermava che la classe politica del Messico, che contendeva agli Stati Uniti il governo dei territori in questione, non era in grado di garantire libertà e democrazia ai popoli. Gli Stati Uniti avevano dunque il dovere morale di annetterli per offrire loro libertà e giustizia. Se il giornalista e studioso Walter Lippman definì la teoria del Manifest Destiny « villainy clad in the armor of a righteous cause», il poeta Walt Whitman giustificò la guerra accettando in sostanza le premesse della dottrina: che il Messico e i messicani fossero incapaci, immorali e governati da un tiranno, e che gli Stati Uniti fossero investiti di una missione benefica di fronte alla quale non potevano esitare: « What has miserable, inefficient Mexico--with her superstition, her burlesque upon freedom, her actual tyranny by the few over the many--what has she to do with the great mission of peopling the new world with a noble race? Be it ours, to achieve that mission!».
La dottrina servì anche a cementare il consenso all'interno della classe politica e dell'opinione pubblica statunitense. Harle riferisce che il presidente James K. Polk, nell'annunciare l'inizio della guerra contro il Messico, non utilizzò riferimenti alla "lotta tra il bene e il male", affermando candidamente che l'obiettivo dell'operazione era l'annessione della California. Secondo Harle, «questa franchezza causò una forte reazione morale contro la guerra, e i Democratici persero la maggioranza nelle elezioni successive» (V. Harle, The enemy with a thousand faces: The tradition of the other in western political thought and history , Westport: Praeger, 2000, 86). Presentata come un'operazione espansionistica e utilitaristica, la guerra perdeva il manto di legittimazione e giustizia che la superiorità di una missione morale le poteva invece garantire.

P.S.
In quanto ai satelliti europei han dimostrato abituale abiezione e servilismo superando in stupidità feroce i loro padroni
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
oddio han scritto qualcosa di sensato
https://ilmanifesto.it/ucraina-volenter ... lla-guerra
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Hai vinto, è tutto uguale. Non aggredire il Venezuela è uguale ad averlo aggredito, fermare petroliere nel mezzo all’oceano è una pratica normale, non è cambiato nulladostum ha scritto: ↑08/01/2026, 3:35Hai la spocchia congenita.GeishaBalls ha scritto: ↑07/01/2026, 7:22Hai un tono arrogante (e faticoso) per cui ad ogni intervento devi emettere sentenze.dostum ha scritto: ↑07/01/2026, 3:30
Anche questo è falso perchè ammazzare quelli che non si fan comprare è una abitudine vaccara consolidata come pagare una tizio (per riprendere il tuo alato paragone) o fotterlo a forza ,il risultato è identico quello che per te muta son solo gli aspetti propagandistici non la sostanza della prevaricazione e delle continue ingerenze statunitensi ,il fatto di dare gli spiccioli in beneficenza o propaganda non cambia un cazzo
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Per 25 anni la seduzione non ha funzionato, poi è arrivato Trump che ha usato la violenza.
Per me è diverso Trump che usa la violenza da Bush, Obama o Biden che non l’hanno usata. Sono cose diverse
Per te che sei un giudice della corte suprema della Storia è tutto uguale, l’abbiamo capito
Non rigirare la frittata come al solito: In quali anni di quale secolo gli imperialisti americani hanno seguito le regole? Perchè le stesse porcate se le fanno i democratici non sono più tali? Obama (Libia e Siria,Ucraina) e Biden han fatto carne di porco.Non sono "cattivi" ma incalliti criminali recidivi.Quando cazzo hanno usato la seduzione? In Vietnam?In Afghanistan? A Hiroshima?
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Ma se l'europa avesse fatto la stessa cosa con una delle petroliere "fantasma" russe che vanno tranquillamente in giro nel mediterraneo, quanti avrebbero festeggiato?
https://www.avvenire.it/attualita/cosa- ... lia_102992
Ma come mai nessuno si e' altrettanto indignato per il piu' grande attacco terroristico dopo la seconda guerra mondiale? Attacco perpetuato dagli ucraini, probabilmente con il supporto di americani e polacchi, ai danni di aziende europee (e dei cittadini europei) quando hanno fatto saltare il gasdotto nord-stream?
Misteri dell'europeo borghese medio probabilmente.
https://www.avvenire.it/attualita/cosa- ... lia_102992
Ma come mai nessuno si e' altrettanto indignato per il piu' grande attacco terroristico dopo la seconda guerra mondiale? Attacco perpetuato dagli ucraini, probabilmente con il supporto di americani e polacchi, ai danni di aziende europee (e dei cittadini europei) quando hanno fatto saltare il gasdotto nord-stream?
Misteri dell'europeo borghese medio probabilmente.
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L’unico comunista o marxista buono, è quello in una tomba senza nome
--
Linegoco: "...e se anche fosse (il fallimento della produzione pornografica) chi se ne importa? Nessuno sano di mente si mette a pagare qualcuno solo perché altrimenti fallisce...è ridicolo, ci si dovrebbe impoverire per arricchire altri?"
--
"Usare questo o quello studio come bandiera per sostenere una tesi piuttosto che l'altra è sbagliato."
--
Oscar: Quello che i miei studi non mi hanno ancora detto con certezza e’ se sono gli italiani a generare PD (senza articolo davanti come sinonimo di sostanza di scarto) o se e’ il PD a generare gli italiani.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
“I felt that everything from my chest down was completely gone, I waited to die, I threw my hand back and felt my legs still there, I couldn’t feel them but they were still there, I was still alive and for some reason I started believing I might not die, I might make it out of there and live and feel and go back home again, I could hardly breathe and I was taking short little sucks with the one lung that I still had left, the blood was rolling off my flak jacket, from the hole in my shoulder and I couldn’t feel the pain in my foot anymore, I couldn’t even feel my body, I was frightened to death, I didn’t think about praying, all I could feel I was cheated, all I could feel was the worthlessness of dying right here in this place at this moment for nothing.” (Ron Kovic)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
“I felt that everything from my chest down was completely gone, I waited to die, I threw my hand back and felt my legs still there, I couldn’t feel them but they were still there, I was still alive and for some reason I started believing I might not die, I might make it out of there and live and feel and go back home again, I could hardly breathe and I was taking short little sucks with the one lung that I still had left, the blood was rolling off my flak jacket, from the hole in my shoulder and I couldn’t feel the pain in my foot anymore, I couldn’t even feel my body, I was frightened to death, I didn’t think about praying, all I could feel I was cheated, all I could feel was the worthlessness of dying right here in this place at this moment for nothing.” (Ron Kovic)
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Non vinco un bel nulla ti desse la III Guerra Mondiale a cui tanto aneli saresti il primo ad applaudire.I bei tempi dei "dritti umani"GeishaBalls ha scritto: ↑08/01/2026, 6:28
Hai vinto, è tutto uguale. Non aggredire il Venezuela è uguale ad averlo aggredito, fermare petroliere nel mezzo all’oceano è una pratica normale, non è cambiato nulla
Anzi Trump lo ha lasciato vivo (per il momento) potrebbe esser suicidato come Milosevic o Epstein
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Putin ha ucciso Babbo Natale: come funziona la guerra cognitiva NATO e come liberarcene
di Clara Statello
090843358 09a7fc0a e3bb 4a2f 83fc 7a74ee148796.jpgQuesto Natale i bambini potrebbero non ricevere regali a Natale. La colpa è di Putin: i suoi lupi (con DNA russo) sconfinano in Lapponia perché tutti i cacciatori sono stati mandati in guerra, anche se in Russia non c’è la mobilitazione forzata. Lo rivela un reportage della CNN, con tanto di interviste al proprietario di renne e a presunti scienziati finlandesi.
Dal ratto delle Sabine, al ratto delle babushke: soldati russi entrano in un villaggio ucraino e rapiscono 50 vecchie. E ancora: filmati di soldati russi a cavallo, sul cammello, in monopattino, in motorino, in bicicletta: hanno finito gli equipaggiamenti/i carri armati/le pale. Putin ha un sosia, anzi no è malato terminale, anzi no, è già morto. Inutili i bagni nel sangue di corno di cervo. L’esercito russo è un’armata rotta e ha finito i carri armati ma ci invaderà entro il 2029. Anzi ci sta muovendo guerra ibrida con i droni russi.
In un’UE che dichiara guerra alle fake news e alla disinformazione, questo è il tenore delle notizie che finiscono sulla nostra stampa. Non su beceri tabloid, ma su testate prestigiose come Repubblica, la Stampa, a firma di autorevoli professionisti dell’informazione.
Non si tratta semplicemente di notizie demenziali che strappano una risata o titoli clickbite per ottenere visual facili. Si tratta di guerra cognitiva. Una guerra condotta dalle classi dominanti per mezzo di giornalisti assoldati, politici o personalità note. Il terreno di conquista è la nostra mente. L’obiettivo è quello di mobilitare i cittadini europei e irreggimentarne il pensiero, per uniformare il consenso (e dunque annientare il dissenso) riguardo un determinato impegno bellico, diretto o indiretto, che comporta sacrifici alla popolazione e dunque potrebbe essere percepito come impopolare.
Come si costruisce il nemico
Il momento principale della guerra cognitiva è la costruzione del nemico. Il processo si articola con la diffusione di narrazioni di vario genere, che potremmo suddividere nelle seguenti categorie, in base alla loro funzione:
Disumanizzazione: il nemico è una pura espressione del Male. Ad esempio Putin è un dittatore, Putin come Hitler, anzi come Stalin anzi come lo Zar. Pertanto non si può discutere con lui, si può solo combattere.
Discreditare l’avversario: il nemico è debole, se uniti possiamo sconfiggerlo. Es.: la Russia è una tigre di carta, ha finito i carri armati, l’armata rotta, l’economia russa è debole, anche oggi fallirà domani.
Minaccia: il nemico rappresenta una minaccia esistenziale e immanente. Es.: la Russia non sta più fallendo ma minaccia di invadere l’Europa (ovviamente noi siamo l’Europa, la Russia non è più Europa, secondo questa narrazione), sabota il gps di Ursula von der Leyen, viola il nostro spazio aereo, ci invia droni, etc. Dobbiamo armarci e prepararci a un confronto diretto che ormai sembra inevitabile.
Suprematismo: noi siamo il “giardino fiorito” fuori dal quale c’è la “giungla”. Serve a legittimare sempre e comunque le nostre politiche, a giustificare la nostra ingerenza estera e la nostra guerra. È un approccio intrinsecamente razzista in contraddizione con gli stessi principi democratici. Per superare questo paradosso, il suprematismo ci viene offerto da intellettuali della sinistra, come Roberto Benigni. Inoltre serve a superare le voci critiche: “bisogna sopportare sacrifici, a costo di peggiorare le nostre vite, per difendere democrazia” (ovvero il diritto di votare per il centrodestra o il centrosinistra ogni tot anni). “Loro non ce l’hanno”. “Viviamo pur sempre nel migliore dei mondi possibili”. “Chi non è d’accordo può andare a vivere in Russia, o in Cina o a Cuba”. Questa sono i ritornelli che i “democratici” ripetono a pappagallo. E questo è il peggior pregiudizio da cui dobbiamo emanciparci per costruire un mondo di pace.
Amare la guerra
L’obiettivo della costruzione del nemico è quello di irreggimentare l’opinione pubblica e normalizzare la guerra. Per accettare l’orrore della guerra, della sua distruzione, della sua disumanità, l’opinione pubblica deve credere che sia “Dio stesso a volerla”, cioè che sia Santa. Più il popolo odia il nemico, più impara ad amare la guerra.
La guerra santa: per la propaganda la nostra guerra è sempre più giusta, più umana, più necessaria di quella degli altri. Anzi è una guerra di difesa. Anzi, non è neanche una guerra: è un’esportazione della democrazia, è una missione umanitaria, una lotta per la libertà. Anzi: i popoli oppressi dai dittatori ci chiedono di bombardarli per diventare come noi. Solo i folli o i malvagi non vogliono diventare come noi. Le nostre bombe non uccidono, sono intelligenti. Le vittime? Effetti collaterali. Come i milioni di bambini uccisi in Afghanistan, Iraq, Jugoslavia, Palestina. E prima ancora in Vietnam, Corea, etc. E’ vero che le stesse categorie adesso sono utilizzate da Mosca, ma forse è proprio questo che preoccupa le elite imperialiste occidentali: la perdita dell’eccezionalità. E così la NATO ha trovato un altro modo per condurre la guerra contro il suo nemico storico (che – attenzione – è diverso dal nemico strategico degli USA): rendere il conflitto invisibile, agendo attraverso una proxy, l’Ucraina. Noi non siamo in guerra, ma sosteniamo la difesa di un paese che è “una giovane democrazia imperfetta” che resiste a “un’aggressione assolutamente non provocata e ingiustificata” da parte di una dittatura autoritaria e autocratica
Lo spauracchio di Putin
Peccato per noi che non sia così. La guerra cognitiva dell’Occidente contro la Russia precede la guerra in Ucraina. Anzi, precede addirittura il Maidan. In pochi ricorderanno che le prime “pallottole” del conflitto invisibile sono state sparate ai tempi delle primavere arabe.
Già nel 2012, il Cremlino spaventava il “mondo civilizzato” con le sue armi micidiali: come le pistole psicotroniche che rendevano “zombie” gli oppositori. La notizia era stata diffusa dalla stampa inglese e poi replicata sulle riviste online italiane.
La macchina da guerra putiniana, secondo i nostri giornalisti, faceva ricorso persino al mondo animale: delfini e beluga utilizzati come spie. L’arma segreta di Putin? Il polpo gigante assassino. Secondo il Daily News, con il suo veleno paralizzava a 50 metri di distanza. Non sappiamo se si trattava di veline dell’MI6 o di notizie da dare in pasto al grande pubblico per aumentare le visual (o entrambe le cose), ma possiamo supporre che siano state funzionali nella costruzione di una percezione negativa della Russia. In sintesi, sono notizie che, per quanto stupide, condizionano e manipolano l’opinione pubblica.
Così come i gruppi di influenza creati ad hoc, ad esempio le pussy riot o le Femen, utilizzate per abbordare i movimenti della sinistra europea e creare un consenso antirusso, per preparare il terreno al secondo colpo di stato ucraino nel febbraio 2014. Il primo grosso attacco ibrido per mezzo di una campagna informativa e di attivismo politico, avvenne proprio nel 2012 durante gli europei di calcio, per screditare e demonizzare l’ex presidente Yanukovic. Si parlò di sterminio di cani randagi per mezzo di forni crematori portatili. Le notizie si rivelarono false ma intanto il seme della discordia era stato gettato.
Si potrebbe capire meglio la guerra in Ucraina rispondendo alla domanda: perché dal 2012 vennero lanciate queste campagne di disinformazione?
I nazisti buoni
Per amare la guerra ma non combatterla in prima persona, bisogna amare le nostre proxy. I “nostri” guerrieri per la libertà, che siano jihadisti, feroci tagliagole o ultrà nazisti, sono sempre giovani studenti che combattono contro un brutale dittatore. Che sia Gheddafi, Putin o Maduro.
Così, mentre la stampa trasformava i battaglioni neonazisti ucraini in “lettori di Kant”, truppe di fact checker sono stati assunti per spiegare che la svastica è in realtà un simbolo della tradizione nordica, o che i “filorussi” nella Casa dei Sindacati di Odessa il 2 maggio 2014 si sono dati fuoco da soli (per provocare l’invasione russa). La nostra propaganda ha sdoganato, giustificato o minimizzato il nazismo ucraino. Altrimenti sarebbe stato difficile spiegare che bisognava stare dalla parte ucraina e mandare armi a Kiev (cioè ai battaglioni nazisti).
Operazione empatia
Soprattutto all’inizio del conflitto diretto con la Russia, i media italiani hanno esaltato il popolo ucraino. Le tv hanno iniziato a diffondere trasmissioni di cultura ucraina (tg in ucraino, cartoni animati in lingua ucraina, la serie Netflix “Servitore del Popolo” con Zelensky). Le radio trasmettevano canzoni patriottiche ucraine, come “Oi u luzi chervona kalyna”. ONG e associazioni facevano la spola tra l’Italia e le regioni ucraine occidentali per portare aiuti umanitari o raccogliere profughi. A questo proposito, gli ucraini ottennero un canale preferenziale per entrare in UE, oltre che sussidi e aiuti. Nell’operazione vennero coinvolti tutti gli apparati ideologici di stato, persino le scuole primarie e dell’infanzia, dove spesso veniva esposta la bandiera ucraina od organizzate iniziative di solidarietà e aiuto.
Naturalmente non ci sarebbe nulla di male nell’aiutare un popolo sotto attacco, anzi! La solidarietà, però, è stata strumentale. L’operazione empatia, invece, è servita all’ucrainizzazione del’opinione pubblica e a formare un consenso totale sull’invio di armi a Zelensky.
Adesso che gli ucraini scappano, rischiando di morire annegati nel Tibisco, pur di non andare al fronte, non solo non ci sono corridoi umanitari, ma i governi europei valutano con Kiev azioni di rimpatrio degli uomini in età di leva. Altro che accoglienza!
Derussificazione della cultura
La cancellazione e boicottaggio della cultura russa è complementare all’ucrainizzazione. In Italia non siamo arrivati a bruciare o mandare al macero i libri russi, come invece accaduto in Ucraina, ma sono stati cancellati spettacoli, concerti, mostre di artisti russi, vivi o addirittura morti. Sono stati sospesi i programmi di ricerca scientifica con le università russe, sono addirittura stati cancellati i corsi su Dostoievskij. Tutto ciò è avvenuto con una palese ingerenza di gruppi ucraini, probabilmente agitati dall’ambasciata in Italia.
Tutt’ora esistono pressioni per cambiare i libri di storia delle scuole primarie e medie inferiori, accusati di essere “putinisti”. Anche questa è una fase importante della guerra cognitiva.
Il totalitarismo di guerra
Questa architettura cognitiva sta in piedi soltanto se si riduce la complessità della realtà a due dimensioni: i buoni contro i cattivi. Il pluralismo dei punti di vista si è trasformato nel pluralismo dei media che ripetono lo stesso punto di vista. Il divieto dei media russi è servito a cancellare tutti i punti di vista differenti da quello della NATO.
E cos’è il totalitarismo se non un sistema in cui è ammesso un unico punto di vista nel campo del pensabile?
L’informazione irreggimentata è stata uno dei principali strumenti di costruzione della Verità di stato, di mobilitazione generale dell’opinione pubblica. Chiunque abbia mostrato dubbi od opposto critiche, è stato immediatamente stigmatizzato come “filorusso” o addirittura inserito in liste di proscrizione.
Abbiamo tutti gli ingredienti del totalitarismo: la verità di stato, il fronte interno, il nemico del popolo, la caccia alle streghe e la santa inquisizione (mediatica).
In quest’ultima operazione sono stati impegnati non soltanto i giornalisti mainstream, che periodicamente sottopongono il filorusso di turno a gogne mediatiche coordinate e su larga scala, ma anche squadracce del web, in azione soprattutto sui social. Come ad esempio i NAFO, gruppi di utenti – reali o bot – che hanno come avatar un cane, la bandierina dell’Ucraina e una sfegatata devozione per Kaja Kallas e Pina Picierno. La loro funzione è quella di bullizzare chi la pensa diversamente. Questa è la loro democrazia.
Decostruire il nostro pensiero
Per fuggire alla tempesta propagandistica occorre prima di tutto recuperare ciò che la guerra cognitiva ci ha tolto: un punto di vista autonomo e indipendente. Ciò è possibile riammettendo nel nostro campo i punti di vista messi al bando. Soprattutto i punti di vista dei popoli che l’Occidente ha colonizzato.
Da queste nuove premesse, dobbiamo sottoporre le nostre narrazioni a una critica radicale. Capovolgere le sante verità propinate dagli apparati ideologici di stato, verso i quali dovremmo imparare a mantenere un sobrio scetticismo, verificare le notizie, andare sul posto, ascoltare le altre campane. Recuperare una dimensione storica, relativizzare i nostri valori.
Demistificata la propaganda, probabilmente, troveremo una brutta sorpresa: da sempre utilizziamo la nostra ideologia come paravento per portare guerra nel mondo e soggiogare gli altri popoli. Prima esportando il cristianesimo, poi la “civiltà”, adesso la democrazia. L’obiettivo dei nostri governi non è distruggere la tirannia. Gli imperialisti, guerrafondai, genocidi siamo noi europei. E stiamo facendo combattere gli ucraini nel disperato tentativo di mantenere la nostra egemonia in mondo sempre più multipolare. Tutto il resto è propaganda.

di Clara Statello
090843358 09a7fc0a e3bb 4a2f 83fc 7a74ee148796.jpgQuesto Natale i bambini potrebbero non ricevere regali a Natale. La colpa è di Putin: i suoi lupi (con DNA russo) sconfinano in Lapponia perché tutti i cacciatori sono stati mandati in guerra, anche se in Russia non c’è la mobilitazione forzata. Lo rivela un reportage della CNN, con tanto di interviste al proprietario di renne e a presunti scienziati finlandesi.
Dal ratto delle Sabine, al ratto delle babushke: soldati russi entrano in un villaggio ucraino e rapiscono 50 vecchie. E ancora: filmati di soldati russi a cavallo, sul cammello, in monopattino, in motorino, in bicicletta: hanno finito gli equipaggiamenti/i carri armati/le pale. Putin ha un sosia, anzi no è malato terminale, anzi no, è già morto. Inutili i bagni nel sangue di corno di cervo. L’esercito russo è un’armata rotta e ha finito i carri armati ma ci invaderà entro il 2029. Anzi ci sta muovendo guerra ibrida con i droni russi.
In un’UE che dichiara guerra alle fake news e alla disinformazione, questo è il tenore delle notizie che finiscono sulla nostra stampa. Non su beceri tabloid, ma su testate prestigiose come Repubblica, la Stampa, a firma di autorevoli professionisti dell’informazione.
Non si tratta semplicemente di notizie demenziali che strappano una risata o titoli clickbite per ottenere visual facili. Si tratta di guerra cognitiva. Una guerra condotta dalle classi dominanti per mezzo di giornalisti assoldati, politici o personalità note. Il terreno di conquista è la nostra mente. L’obiettivo è quello di mobilitare i cittadini europei e irreggimentarne il pensiero, per uniformare il consenso (e dunque annientare il dissenso) riguardo un determinato impegno bellico, diretto o indiretto, che comporta sacrifici alla popolazione e dunque potrebbe essere percepito come impopolare.
Come si costruisce il nemico
Il momento principale della guerra cognitiva è la costruzione del nemico. Il processo si articola con la diffusione di narrazioni di vario genere, che potremmo suddividere nelle seguenti categorie, in base alla loro funzione:
Disumanizzazione: il nemico è una pura espressione del Male. Ad esempio Putin è un dittatore, Putin come Hitler, anzi come Stalin anzi come lo Zar. Pertanto non si può discutere con lui, si può solo combattere.
Discreditare l’avversario: il nemico è debole, se uniti possiamo sconfiggerlo. Es.: la Russia è una tigre di carta, ha finito i carri armati, l’armata rotta, l’economia russa è debole, anche oggi fallirà domani.
Minaccia: il nemico rappresenta una minaccia esistenziale e immanente. Es.: la Russia non sta più fallendo ma minaccia di invadere l’Europa (ovviamente noi siamo l’Europa, la Russia non è più Europa, secondo questa narrazione), sabota il gps di Ursula von der Leyen, viola il nostro spazio aereo, ci invia droni, etc. Dobbiamo armarci e prepararci a un confronto diretto che ormai sembra inevitabile.
Suprematismo: noi siamo il “giardino fiorito” fuori dal quale c’è la “giungla”. Serve a legittimare sempre e comunque le nostre politiche, a giustificare la nostra ingerenza estera e la nostra guerra. È un approccio intrinsecamente razzista in contraddizione con gli stessi principi democratici. Per superare questo paradosso, il suprematismo ci viene offerto da intellettuali della sinistra, come Roberto Benigni. Inoltre serve a superare le voci critiche: “bisogna sopportare sacrifici, a costo di peggiorare le nostre vite, per difendere democrazia” (ovvero il diritto di votare per il centrodestra o il centrosinistra ogni tot anni). “Loro non ce l’hanno”. “Viviamo pur sempre nel migliore dei mondi possibili”. “Chi non è d’accordo può andare a vivere in Russia, o in Cina o a Cuba”. Questa sono i ritornelli che i “democratici” ripetono a pappagallo. E questo è il peggior pregiudizio da cui dobbiamo emanciparci per costruire un mondo di pace.
Amare la guerra
L’obiettivo della costruzione del nemico è quello di irreggimentare l’opinione pubblica e normalizzare la guerra. Per accettare l’orrore della guerra, della sua distruzione, della sua disumanità, l’opinione pubblica deve credere che sia “Dio stesso a volerla”, cioè che sia Santa. Più il popolo odia il nemico, più impara ad amare la guerra.
La guerra santa: per la propaganda la nostra guerra è sempre più giusta, più umana, più necessaria di quella degli altri. Anzi è una guerra di difesa. Anzi, non è neanche una guerra: è un’esportazione della democrazia, è una missione umanitaria, una lotta per la libertà. Anzi: i popoli oppressi dai dittatori ci chiedono di bombardarli per diventare come noi. Solo i folli o i malvagi non vogliono diventare come noi. Le nostre bombe non uccidono, sono intelligenti. Le vittime? Effetti collaterali. Come i milioni di bambini uccisi in Afghanistan, Iraq, Jugoslavia, Palestina. E prima ancora in Vietnam, Corea, etc. E’ vero che le stesse categorie adesso sono utilizzate da Mosca, ma forse è proprio questo che preoccupa le elite imperialiste occidentali: la perdita dell’eccezionalità. E così la NATO ha trovato un altro modo per condurre la guerra contro il suo nemico storico (che – attenzione – è diverso dal nemico strategico degli USA): rendere il conflitto invisibile, agendo attraverso una proxy, l’Ucraina. Noi non siamo in guerra, ma sosteniamo la difesa di un paese che è “una giovane democrazia imperfetta” che resiste a “un’aggressione assolutamente non provocata e ingiustificata” da parte di una dittatura autoritaria e autocratica
Lo spauracchio di Putin
Peccato per noi che non sia così. La guerra cognitiva dell’Occidente contro la Russia precede la guerra in Ucraina. Anzi, precede addirittura il Maidan. In pochi ricorderanno che le prime “pallottole” del conflitto invisibile sono state sparate ai tempi delle primavere arabe.
Già nel 2012, il Cremlino spaventava il “mondo civilizzato” con le sue armi micidiali: come le pistole psicotroniche che rendevano “zombie” gli oppositori. La notizia era stata diffusa dalla stampa inglese e poi replicata sulle riviste online italiane.
La macchina da guerra putiniana, secondo i nostri giornalisti, faceva ricorso persino al mondo animale: delfini e beluga utilizzati come spie. L’arma segreta di Putin? Il polpo gigante assassino. Secondo il Daily News, con il suo veleno paralizzava a 50 metri di distanza. Non sappiamo se si trattava di veline dell’MI6 o di notizie da dare in pasto al grande pubblico per aumentare le visual (o entrambe le cose), ma possiamo supporre che siano state funzionali nella costruzione di una percezione negativa della Russia. In sintesi, sono notizie che, per quanto stupide, condizionano e manipolano l’opinione pubblica.
Così come i gruppi di influenza creati ad hoc, ad esempio le pussy riot o le Femen, utilizzate per abbordare i movimenti della sinistra europea e creare un consenso antirusso, per preparare il terreno al secondo colpo di stato ucraino nel febbraio 2014. Il primo grosso attacco ibrido per mezzo di una campagna informativa e di attivismo politico, avvenne proprio nel 2012 durante gli europei di calcio, per screditare e demonizzare l’ex presidente Yanukovic. Si parlò di sterminio di cani randagi per mezzo di forni crematori portatili. Le notizie si rivelarono false ma intanto il seme della discordia era stato gettato.
Si potrebbe capire meglio la guerra in Ucraina rispondendo alla domanda: perché dal 2012 vennero lanciate queste campagne di disinformazione?
I nazisti buoni
Per amare la guerra ma non combatterla in prima persona, bisogna amare le nostre proxy. I “nostri” guerrieri per la libertà, che siano jihadisti, feroci tagliagole o ultrà nazisti, sono sempre giovani studenti che combattono contro un brutale dittatore. Che sia Gheddafi, Putin o Maduro.
Così, mentre la stampa trasformava i battaglioni neonazisti ucraini in “lettori di Kant”, truppe di fact checker sono stati assunti per spiegare che la svastica è in realtà un simbolo della tradizione nordica, o che i “filorussi” nella Casa dei Sindacati di Odessa il 2 maggio 2014 si sono dati fuoco da soli (per provocare l’invasione russa). La nostra propaganda ha sdoganato, giustificato o minimizzato il nazismo ucraino. Altrimenti sarebbe stato difficile spiegare che bisognava stare dalla parte ucraina e mandare armi a Kiev (cioè ai battaglioni nazisti).
Operazione empatia
Soprattutto all’inizio del conflitto diretto con la Russia, i media italiani hanno esaltato il popolo ucraino. Le tv hanno iniziato a diffondere trasmissioni di cultura ucraina (tg in ucraino, cartoni animati in lingua ucraina, la serie Netflix “Servitore del Popolo” con Zelensky). Le radio trasmettevano canzoni patriottiche ucraine, come “Oi u luzi chervona kalyna”. ONG e associazioni facevano la spola tra l’Italia e le regioni ucraine occidentali per portare aiuti umanitari o raccogliere profughi. A questo proposito, gli ucraini ottennero un canale preferenziale per entrare in UE, oltre che sussidi e aiuti. Nell’operazione vennero coinvolti tutti gli apparati ideologici di stato, persino le scuole primarie e dell’infanzia, dove spesso veniva esposta la bandiera ucraina od organizzate iniziative di solidarietà e aiuto.
Naturalmente non ci sarebbe nulla di male nell’aiutare un popolo sotto attacco, anzi! La solidarietà, però, è stata strumentale. L’operazione empatia, invece, è servita all’ucrainizzazione del’opinione pubblica e a formare un consenso totale sull’invio di armi a Zelensky.
Adesso che gli ucraini scappano, rischiando di morire annegati nel Tibisco, pur di non andare al fronte, non solo non ci sono corridoi umanitari, ma i governi europei valutano con Kiev azioni di rimpatrio degli uomini in età di leva. Altro che accoglienza!
Derussificazione della cultura
La cancellazione e boicottaggio della cultura russa è complementare all’ucrainizzazione. In Italia non siamo arrivati a bruciare o mandare al macero i libri russi, come invece accaduto in Ucraina, ma sono stati cancellati spettacoli, concerti, mostre di artisti russi, vivi o addirittura morti. Sono stati sospesi i programmi di ricerca scientifica con le università russe, sono addirittura stati cancellati i corsi su Dostoievskij. Tutto ciò è avvenuto con una palese ingerenza di gruppi ucraini, probabilmente agitati dall’ambasciata in Italia.
Tutt’ora esistono pressioni per cambiare i libri di storia delle scuole primarie e medie inferiori, accusati di essere “putinisti”. Anche questa è una fase importante della guerra cognitiva.
Il totalitarismo di guerra
Questa architettura cognitiva sta in piedi soltanto se si riduce la complessità della realtà a due dimensioni: i buoni contro i cattivi. Il pluralismo dei punti di vista si è trasformato nel pluralismo dei media che ripetono lo stesso punto di vista. Il divieto dei media russi è servito a cancellare tutti i punti di vista differenti da quello della NATO.
E cos’è il totalitarismo se non un sistema in cui è ammesso un unico punto di vista nel campo del pensabile?
L’informazione irreggimentata è stata uno dei principali strumenti di costruzione della Verità di stato, di mobilitazione generale dell’opinione pubblica. Chiunque abbia mostrato dubbi od opposto critiche, è stato immediatamente stigmatizzato come “filorusso” o addirittura inserito in liste di proscrizione.
Abbiamo tutti gli ingredienti del totalitarismo: la verità di stato, il fronte interno, il nemico del popolo, la caccia alle streghe e la santa inquisizione (mediatica).
In quest’ultima operazione sono stati impegnati non soltanto i giornalisti mainstream, che periodicamente sottopongono il filorusso di turno a gogne mediatiche coordinate e su larga scala, ma anche squadracce del web, in azione soprattutto sui social. Come ad esempio i NAFO, gruppi di utenti – reali o bot – che hanno come avatar un cane, la bandierina dell’Ucraina e una sfegatata devozione per Kaja Kallas e Pina Picierno. La loro funzione è quella di bullizzare chi la pensa diversamente. Questa è la loro democrazia.
Decostruire il nostro pensiero
Per fuggire alla tempesta propagandistica occorre prima di tutto recuperare ciò che la guerra cognitiva ci ha tolto: un punto di vista autonomo e indipendente. Ciò è possibile riammettendo nel nostro campo i punti di vista messi al bando. Soprattutto i punti di vista dei popoli che l’Occidente ha colonizzato.
Da queste nuove premesse, dobbiamo sottoporre le nostre narrazioni a una critica radicale. Capovolgere le sante verità propinate dagli apparati ideologici di stato, verso i quali dovremmo imparare a mantenere un sobrio scetticismo, verificare le notizie, andare sul posto, ascoltare le altre campane. Recuperare una dimensione storica, relativizzare i nostri valori.
Demistificata la propaganda, probabilmente, troveremo una brutta sorpresa: da sempre utilizziamo la nostra ideologia come paravento per portare guerra nel mondo e soggiogare gli altri popoli. Prima esportando il cristianesimo, poi la “civiltà”, adesso la democrazia. L’obiettivo dei nostri governi non è distruggere la tirannia. Gli imperialisti, guerrafondai, genocidi siamo noi europei. E stiamo facendo combattere gli ucraini nel disperato tentativo di mantenere la nostra egemonia in mondo sempre più multipolare. Tutto il resto è propaganda.

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