Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)

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GeishaBalls
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)

#6286 Messaggio da GeishaBalls »

Gargarozzo ha scritto:
29/11/2025, 9:41
Geisha io sintetizzo (ci provo...) il mio punto di vista, che non vuole e NON PUO' essere omnicomprensivo, perché un conto ovviamente è scrivere qua, un conto è affrontare caso per caso.

La mia posizione è che la necessità del consenso dovrebbe essere ovvia ma, siccome evidentemente per qualche bestia del cazzo non lo è, a me fa solo piacere se viene ribadito e sottolineato.
Aggiungo che andare a letto non è una situazione in cui schiacci il pulsante ed è tutto finito: ci sono tanti micro-momenti, dal corteggiamento eventuale, il flirt più esplicito, gli sguardi, l'ascolto dell'altro. Cose ovvie? No, proprio per un cazzo.
A me sta molto bene che si dica che una persona DEBBA avere la possibilità sacrosanta di dire:"fermiamoci qui". E quella deve essere un'intenzione magica. Personalmente, con qualcuno che vuole tirarsi indietro non mi verrebbe più neanche duro. Stiamo parlando di persone, di esseri viventi. Non di bambole di pezza.
Fino a qui credo e spero che non ci siano obiezioni da parte di semplificatori o provocatori a vario titolo, o di incels frustrati di cui, purtroppo, temo l'esistenza copiosa anche in questo forum nato con ben altri intenti.

La criticità arriva quando, pur in presenza di un consenso esplicito o perfino implicito ossia, in assenza di "fermiamoci qui" esplicitato in modi comunicativamente efficaci, la persona che nella sua testa non voleva (legittimamente) continuare più, e non l'ha fatto, sulla scorta dell'esperienza vuota o brutta dica: quest'esperienza brutta è uno stupro.
Mi spiace, ma questa è una potenziale e neanche tanto remota possibilità. Non bisogna approcciarsi a queste tematiche col pregiudizio e la convinzione che una persona, a seconda del suo genere, del suo aspetto e della sua situazione generale, sia più credibile dell'altra persona. E' pericolosissimo, è un'arma.
NON sto tirando in ballo la malafede, ma - lo so per ragioni ampiamente accertate - esistono persone che vivono in una propria realtà e che, senza cattive intenzioni, non ci stanno molto con la testa. Bene, se una persona squilibrata è convinta di aver subito uno stupro, retrospettivamente, è francamente assurdo che questa sua percezione acquisisca la forma di quasi-certezza e che vengano a mancare tutte le cautele del caso, del tipo: a dare dello stupratore (o della stupratrice, se ad esempio parliamo di 2 lesbiche, ed ho avuto testimonianze dirette anche di casi del genere) ci vuole pochissimo, anche perché la maggioranza delle persone ha una propensione altissima a credere sulla parola, senza la necessaria cautela, soprattutto per cose così delicate.
Invece, a togliere l'etichetta di stupratore/stupratrice, a qualcuno che invece è stato scagionato/a, non basta una vita. E questo fattore prescinde perfino dalla legislazione, è a monte di ogni possibile legislazione che viene fatta anche con le migliori intenzioni possibili, è culturale ed è etico.
Capisco, comprendo e tuttavia mi chiedo quale sia l’alternativa migliore. La psiche umana potrebbe tramutare un consenso iniziale ad una esperienza rivelatasi brutta come “non ho mai dato consenso”, lo capisco. Ma resta più grande il problema opposto.

Se il consenso tu lo dai per scontato, puoi vedere che qualcuno è scandaloso sentir dire “nel dubbio, si astenga”. Ma a me se non sono certo che quella mi desideri, che voglia trombare con me, mi cascano i maroni. Nel dubbio puoi usare le parole, puoi parlare, puoi invitarla a fare un passo per vedere se lo fa. Se rimane congelata dalla sua parte e a domanda non risponde ASTIENITI.

Ma io funziono con il desiderio femminile, desidero il desiderio, non un buco. Altri hanno altre leve e non giudico, a me “nel dubbio, si astenga” sembra scontato, ad altri scandalizza.

giorgiograndi
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)

#6287 Messaggio da giorgiograndi »

GeishaBalls ha scritto:
28/11/2025, 23:23
giorgiograndi ha scritto:
28/11/2025, 20:18
GeishaBalls ha scritto:
28/11/2025, 15:33
giorgiograndi ha scritto:
28/11/2025, 15:24


Certo che capita. Si prende una pausa e si ragiona, eventualmente si smette: tutti a casa.

Ma una cosa sono dei professionisti o presunti tali e una cosa sono dei ragazzini arrapati. Sono cose diverse che non possono essere viste nella stessa ottica o con la stessa ottica. A quel punto subentra la stupidità, che è una cosa diversa dall’intenzione di fare del male a una persona.
Se mi inviti in camera tua e poi non ti fai tirare giù la gonna è una cosa, ma se mi inviti in camera tua e poi hai male perché ho il cazzo grosso è nel mezzo del coito mi spingi via, per la LEGGE è stupro se io do ancora 4 botte per sborrare?
È una domanda seria

non può essere lo Stato a decidere cosa è stupro e cosa non lo è, è la figa che ha l’ultima parola, ma quell’ultima parola non è legge, va confutata, contestualizzata partendo dal presupposto che l’imputato è innocente
Ah, saperlo, non lo so ma aggiungo altri esempi

Se lei vuole trombare e tu glie lo metti nel culo è stupro? E se ti ha detto che vuole usare il preservativo e dopo un po’ tu te lo sfili, ma perché senti meglio e vuoi sborrare, è caso di mancato consenso? E se voleva essere schizzata tra le tette e invece glie lo metti in faccia?

Se vuoi possiamo continuare con casi simili per tutta la sera ma credo che siano casi in cui sarebbe un giudice a dover decidere dove era consenso, dove no, come poteva fare l’imputato a realizzare il cambio di disponibilità della donna, ecc.

Certo che se ti dico “mi fai male, smetti!” e tu non smetti mi sa che sia violenza
Certo, ma la domanda è diversa. È lo Stato a decidere cosa è stupro o è la donna?
Se una donna si ubriaca e scopa con qualcuno e, ipotesi ridicola, un funzionario di stato la sta guardano, deve chiamare la polizia perché chiavare una donna che non si regge in piedi è stupro? anche se alla donna sta bene così ?
Io di donne a cui piace sia scompare da ubriache che da sballate ne conosco a iosa, è la donna a decidere se è stata stuprata o lo Stato?
Abbiamo lo Stato etico che ci dice come possiamo scopare? Perché la direzione è questa: la regolamentazione del sesso.

Il consenso “attuale”, cazzo vuol dire?
Tutto diventa stupro istantaneamente quando manca il consenso? Ma consenso a cosa? A una specifica pratica sessuale non concordata prima? E se durante il sesso l’uomo chiede alla donna di succhiargli il cazzo e lei non vuole, cosa succede? Finisce tutto lì oppure la dinnna si sente violata solo per la richiesta? Se va in questura e racconta che gli è stato chiesto di fare un pompino e la cosa l’ha scioccata c’è una indagine?
Se uno paga una donna per fare una cosa che lei normalmente non farebbe, è stupro?

Troppe regole non fanno altro che complicare le cose.
La donna viene costretta (forza, parole) a fare una cosa che non vuole? Ok si indaga, ma tutto il resto non può avere senso e con la legge attuale invece c’è sempre l’indagine
Dici la parola Stato come se fosse un signore che decide come gli gira, non è così

Lo Stato con il popolo vota il parlamento, lo Stato con il parlamento fa le leggi dove sono espressi dei concetti generali, lo Stato con le procure e la polizia persegue i crimini e sempre lo Stato con la magistratura e l’avvocatura da la possibilità agli accusati di difendersi e di venire giudicati dignitosamente, si spera.

Lo Stato ha messo dei leggi più rigide su alcune cose: se trombi una femmina entusiasta ma che ha 13 anni sei un criminale pedofilo. Il consenso non basta, perché si presuppone la non maturità delle persone a quell’età. Sugli altri casi che dici sarà un giudice.
Lo Stato si occupa di cose di cui non dovrebbe, in primis cosa fanno le persone in camera da letto.
La signorina siciliana, un paio di giorni dopo aver denunciato di essere stata “stuprata”, è tornata in questura per dire che forse la sua reazione è stata esagerata
A quel punto, lo stato ha deciso che il fatto che la signorina ritrattasse andava ignorato.
Lo stato ha condannato quei ragazzi per una cosa che la stessa vittima ha sostanzialmente detto che non è avvenuta così come è intesa dallo stato

Questo è lo stato etico, lo stesso tipo di Stato per sui lo stupro era un reato contro la morale (ma all’estremo apposto)


L’esempio della 13enne non ha senso. È una minore, non puoi applicare la stessa logica. Tra l’altro, l’età del consenso è 14 anni. Tu 50enne panzone puoi scopare una 14enne se non la paghi e non la ricatti e non sei un suo insegnate o parente. Quella sarebbe la legge da modificare (portare almeno l’età del consenso per il sesso tra minorenni e maggiorenni a 16 anni).
Ma niente, ci si fissa su stronzate per non andare a toccare i tasti dolenti.

Credi che ci sono più donne che negano il consenso e vengono chiavate comunque, o più 15enni che lo prendono in culo strafatte di coca da panzoni 50enni?

La sinistra sta facendo la stessa cosa che ha fatto anni fa per la legge zan, si impuntano su una cosa in cui la loro superiorità morale gli impedisce di avere qualunque dubbio e chi invece ha giustamente dei dubbi (da salvini a procuratori affermati) viene semplicemente additato come protettore degli stupratori.
È una roba da perderci il senno per quanto una certa sinistra è letteralmente arrogante e, consequenzialmente, ignorante

C’è una cosa che si chiama legge, deve essere uguale per tutti, donne e uomini. Gli imputati come gli accusatori vanno interrogati e quello che dicono verificato. Se le donne non sono in grado di reggere il peso del processo, non so che dirti.
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)

#6288 Messaggio da cicciuzzo »

Geisha, guarda che anche io funziono se c'è reciproca complicità. Il problema è una legge che alimenta la vendetta. Un uomo (ma solo un uomo, per la donna non sarebbe così) che faccia ghosting (cosa che io ho fatto nel 2007) potrebbe essere vittima non di 3 giorni di stalking (come mi avvenne) ma di un semplice ingresso nella caserma dei carabinieri più vicina: abbiamo fatto sesso senza consenso. Ecco cicciuzzo rovinato. Lo stato sta dicendo con una sua legge che devo stare lontano dalle squinternate, anche se aprono le cosce.
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Django
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)

#6289 Messaggio da Django »

Scusate se vado a battere sempre lì, ma adesso chissà quante prenderanno la palla al balzo e denunceranno a destra e a manca solo per poterlo poi raccontare sui social.
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)

#6290 Messaggio da Capitanvideo »

Io non scopo da tempo pur avendo la disponibilità di un discreto numero di donne. (sono bello e simpatico)

In realtà non scopo perché il gioco non vale la candela (rotture di coglioni prima e dopo)

Ora che si aggiunge questa (remota) possibilità di aver dei casini giudiziari, posso attaccare il pisello al chiodo.
“Il più bravo, anche se è il più bravo e ne si ammiri il talento, non può prendersi tutto”

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Django
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)

#6291 Messaggio da Django »

Capitanvideo ha scritto:
29/11/2025, 12:46
Io non scopo da tempo pur avendo la disponibilità di un discreto numero di donne. (sono bello e simpatico)

In realtà non scopo perché il gioco non vale la candela (rotture di coglioni prima e dopo)

Ora che si aggiunge questa (remota) possibilità di aver dei casini giudiziari, posso attaccare il pisello al chiodo.
Remota mica tanto... se capiti la decerebrata malata di social sono cazzi amarissimi...
*** Guardo solo porno lesbo! ***

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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)

#6292 Messaggio da giorgiograndi »

Django ha scritto:
29/11/2025, 12:56
Capitanvideo ha scritto:
29/11/2025, 12:46
Io non scopo da tempo pur avendo la disponibilità di un discreto numero di donne. (sono bello e simpatico)

In realtà non scopo perché il gioco non vale la candela (rotture di coglioni prima e dopo)

Ora che si aggiunge questa (remota) possibilità di aver dei casini giudiziari, posso attaccare il pisello al chiodo.
Remota mica tanto... se capiti la decerebrata malata di social sono cazzi amarissimi...
Esatto, cazzi amarissimi al lavoro, in famiglia e via discorrendo, soprattutto per il nulla cosmico (non solo per violenza ma perfino per semplice atteggiamento)
I social, in mano a certe persone (soprattutto donne e trans) vengono usate come arma di lotta per trasformare i propri desideri in diritti
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