Guarda che sto dicendo il contrarioGeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 15:10Ah, beh, credo ci sia da qualche parte nel codice penale: “quando la testimonianza è rilasciata da un soggetto di sesso femminile l’elemento non costituisce prova”. Mamma mia, che penacicciuzzo ha scritto: ↑28/11/2025, 9:27Ho detto che giuridicamente non sta in piedi che la parola di una donna sia già prova. Lo ripetiamo da giorni. Nel dubbio l'uomo si astenga ha detto il più importante magistrato di milano. Stai in campana se c'è qualche problema con la tua compagna, attrezzati, salva messaggi, fai video. Oppure ammazzati di pugnette. Ti è chiaro o devo farti un disegno?GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 8:55chi ha detto che il pronunciamento del consenso non sia informale, o anche amicale? Cioè ad una che si spoglia di fronte a te e ti slaccia la patta dei pantaloni pensi di dover far firmare un consenso scritto? O poveri no, se è così, signora mia, dove andremo a finirecicciuzzo ha scritto: ↑28/11/2025, 0:05Quando ci chiedono un consenso, che so io, sulla privacy come lo esprimiamo? Con una firma, con un flag, con una spunta, con un tasto del telefono. In modo formale, esplicito, chiaro, inoppugnabile. Con questa legge, che per fortuna ancora legge non è, si basa sull'assenza di un pronunciamento formale e può essere ritrattato senza tanti mal di pancia a distanza di tempo
Ma non vi sovviene che siamo di fronte ad una porcheria giuridica immonda?
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
Certo che capita. Si prende una pausa e si ragiona, eventualmente si smette: tutti a casa.GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 15:14Esatto, il concetto di libero e “attuale” va incontro anche a quei casi in cui c’è consenso per qualcosa ma non per altrogiorgiograndi ha scritto: ↑28/11/2025, 10:35Una che dice:
“uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, apposto, venite con me”
non sta solo dando il consenso, è una scena da film porno ed è evidentemente abbastanza lucida da contare e scegliere. Che poi dopo succeda qualcosa che non è gradito alla signorina e non voglia più continuare con la gang bang è una cosa più che ragionevole ma che andrebbe vista come tale (cioè il consenso c’è ma poi qualcosa è cambiato)
Ma nell’industria cosa succede, capitano i casi che succede qualcosa di non gradito e la ragazza non vuole continuare. Tu cosa fai? Dici di continuare o fermi in attesa di capire se puoi procedere?
Ma una cosa sono dei professionisti o presunti tali e una cosa sono dei ragazzini arrapati. Sono cose diverse che non possono essere viste nella stessa ottica o con la stessa ottica. A quel punto subentra la stupidità, che è una cosa diversa dall’intenzione di fare del male a una persona.
Se mi inviti in camera tua e poi non ti fai tirare giù la gonna è una cosa, ma se mi inviti in camera tua e poi hai male perché ho il cazzo grosso è nel mezzo del coito mi spingi via, per la LEGGE è stupro se io do ancora 4 botte per sborrare?
È una domanda seria
non può essere lo Stato a decidere cosa è stupro e cosa non lo è, è la figa che ha l’ultima parola, ma quell’ultima parola non è legge, va confutata, contestualizzata partendo dal presupposto che l’imputato è innocente
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Oscar: Quello che i miei studi non mi hanno ancora detto con certezza e’ se sono gli italiani a generare PD (senza articolo davanti come sinonimo di sostanza di scarto) o se e’ il PD a generare gli italiani.
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
Ah, saperlo, non lo so ma aggiungo altri esempigiorgiograndi ha scritto: ↑28/11/2025, 15:24Certo che capita. Si prende una pausa e si ragiona, eventualmente si smette: tutti a casa.GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 15:14Esatto, il concetto di libero e “attuale” va incontro anche a quei casi in cui c’è consenso per qualcosa ma non per altrogiorgiograndi ha scritto: ↑28/11/2025, 10:35Una che dice:
“uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, apposto, venite con me”
non sta solo dando il consenso, è una scena da film porno ed è evidentemente abbastanza lucida da contare e scegliere. Che poi dopo succeda qualcosa che non è gradito alla signorina e non voglia più continuare con la gang bang è una cosa più che ragionevole ma che andrebbe vista come tale (cioè il consenso c’è ma poi qualcosa è cambiato)
Ma nell’industria cosa succede, capitano i casi che succede qualcosa di non gradito e la ragazza non vuole continuare. Tu cosa fai? Dici di continuare o fermi in attesa di capire se puoi procedere?
Ma una cosa sono dei professionisti o presunti tali e una cosa sono dei ragazzini arrapati. Sono cose diverse che non possono essere viste nella stessa ottica o con la stessa ottica. A quel punto subentra la stupidità, che è una cosa diversa dall’intenzione di fare del male a una persona.
Se mi inviti in camera tua e poi non ti fai tirare giù la gonna è una cosa, ma se mi inviti in camera tua e poi hai male perché ho il cazzo grosso è nel mezzo del coito mi spingi via, per la LEGGE è stupro se io do ancora 4 botte per sborrare?
È una domanda seria
non può essere lo Stato a decidere cosa è stupro e cosa non lo è, è la figa che ha l’ultima parola, ma quell’ultima parola non è legge, va confutata, contestualizzata partendo dal presupposto che l’imputato è innocente
Se lei vuole trombare e tu glie lo metti nel culo è stupro? E se ti ha detto che vuole usare il preservativo e dopo un po’ tu te lo sfili, ma perché senti meglio e vuoi sborrare, è caso di mancato consenso? E se voleva essere schizzata tra le tette e invece glie lo metti in faccia?
Se vuoi possiamo continuare con casi simili per tutta la sera ma credo che siano casi in cui sarebbe un giudice a dover decidere dove era consenso, dove no, come poteva fare l’imputato a realizzare il cambio di disponibilità della donna, ecc.
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
hai ragione, stavi dicendo che ci vorrebbe una norma come quella sopra: le testimonianze delle donne non dovrebbero essere prove, ma purtroppo lo sono.cicciuzzo ha scritto: ↑28/11/2025, 15:22Guarda che sto dicendo il contrarioGeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 15:10Ah, beh, credo ci sia da qualche parte nel codice penale: “quando la testimonianza è rilasciata da un soggetto di sesso femminile l’elemento non costituisce prova”. Mamma mia, che penacicciuzzo ha scritto: ↑28/11/2025, 9:27Ho detto che giuridicamente non sta in piedi che la parola di una donna sia già prova. Lo ripetiamo da giorni. Nel dubbio l'uomo si astenga ha detto il più importante magistrato di milano. Stai in campana se c'è qualche problema con la tua compagna, attrezzati, salva messaggi, fai video. Oppure ammazzati di pugnette. Ti è chiaro o devo farti un disegno?GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 8:55chi ha detto che il pronunciamento del consenso non sia informale, o anche amicale? Cioè ad una che si spoglia di fronte a te e ti slaccia la patta dei pantaloni pensi di dover far firmare un consenso scritto? O poveri no, se è così, signora mia, dove andremo a finire
Faccio ironia ma capisco il tuo punto: essendo la testimonianza una prova sufficiente ad avviare un processo si può essere esposti almeno ad un processo. Ma non vedo che si possano ignorare le denunce senza altre prove che le dichiarazioni
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
Certo, ma la domanda è diversa. È lo Stato a decidere cosa è stupro o è la donna?GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 15:33Ah, saperlo, non lo so ma aggiungo altri esempigiorgiograndi ha scritto: ↑28/11/2025, 15:24Certo che capita. Si prende una pausa e si ragiona, eventualmente si smette: tutti a casa.GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 15:14Esatto, il concetto di libero e “attuale” va incontro anche a quei casi in cui c’è consenso per qualcosa ma non per altrogiorgiograndi ha scritto: ↑28/11/2025, 10:35Una che dice:
“uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, apposto, venite con me”
non sta solo dando il consenso, è una scena da film porno ed è evidentemente abbastanza lucida da contare e scegliere. Che poi dopo succeda qualcosa che non è gradito alla signorina e non voglia più continuare con la gang bang è una cosa più che ragionevole ma che andrebbe vista come tale (cioè il consenso c’è ma poi qualcosa è cambiato)
Ma nell’industria cosa succede, capitano i casi che succede qualcosa di non gradito e la ragazza non vuole continuare. Tu cosa fai? Dici di continuare o fermi in attesa di capire se puoi procedere?
Ma una cosa sono dei professionisti o presunti tali e una cosa sono dei ragazzini arrapati. Sono cose diverse che non possono essere viste nella stessa ottica o con la stessa ottica. A quel punto subentra la stupidità, che è una cosa diversa dall’intenzione di fare del male a una persona.
Se mi inviti in camera tua e poi non ti fai tirare giù la gonna è una cosa, ma se mi inviti in camera tua e poi hai male perché ho il cazzo grosso è nel mezzo del coito mi spingi via, per la LEGGE è stupro se io do ancora 4 botte per sborrare?
È una domanda seria
non può essere lo Stato a decidere cosa è stupro e cosa non lo è, è la figa che ha l’ultima parola, ma quell’ultima parola non è legge, va confutata, contestualizzata partendo dal presupposto che l’imputato è innocente
Se lei vuole trombare e tu glie lo metti nel culo è stupro? E se ti ha detto che vuole usare il preservativo e dopo un po’ tu te lo sfili, ma perché senti meglio e vuoi sborrare, è caso di mancato consenso? E se voleva essere schizzata tra le tette e invece glie lo metti in faccia?
Se vuoi possiamo continuare con casi simili per tutta la sera ma credo che siano casi in cui sarebbe un giudice a dover decidere dove era consenso, dove no, come poteva fare l’imputato a realizzare il cambio di disponibilità della donna, ecc.
Certo che se ti dico “mi fai male, smetti!” e tu non smetti mi sa che sia violenza
Se una donna si ubriaca e scopa con qualcuno e, ipotesi ridicola, un funzionario di stato la sta guardano, deve chiamare la polizia perché chiavare una donna che non si regge in piedi è stupro? anche se alla donna sta bene così ?
Io di donne a cui piace sia scompare da ubriache che da sballate ne conosco a iosa, è la donna a decidere se è stata stuprata o lo Stato?
Abbiamo lo Stato etico che ci dice come possiamo scopare? Perché la direzione è questa: la regolamentazione del sesso.
Il consenso “attuale”, cazzo vuol dire?
Tutto diventa stupro istantaneamente quando manca il consenso? Ma consenso a cosa? A una specifica pratica sessuale non concordata prima? E se durante il sesso l’uomo chiede alla donna di succhiargli il cazzo e lei non vuole, cosa succede? Finisce tutto lì oppure la dinnna si sente violata solo per la richiesta? Se va in questura e racconta che gli è stato chiesto di fare un pompino e la cosa l’ha scioccata c’è una indagine?
Se uno paga una donna per fare una cosa che lei normalmente non farebbe, è stupro?
Troppe regole non fanno altro che complicare le cose.
La donna viene costretta (forza, parole) a fare una cosa che non vuole? Ok si indaga, ma tutto il resto non può avere senso e con la legge attuale invece c’è sempre l’indagine
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
Sì, ma ora il rischio di inversione dell'onere della prova è maggiore. Prima "bastava" dimostrare che non si era proceduti ad esercitare coercizione, inganno o abuso della propria posizione verso una persona debole o poco lucida (non concordo con GG sul discorso delle donne poco sobrie, sono situazioni borderline e da evitare). Ora è possibile che una donna dopo un giorno, una settimana, un mese o un anno dica che non era così convinta di quello che stava facendo e un'indagine, anche nel caso si concluda con un'archiviazione, è sufficiente a rovinare la vita di una persona.GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 8:52Stai concordando con me. Il rischio paventato è che la dichiarazione di una donna in malafede sia sufficiente a condannare un presunto violentatore. Possibile con la nuova formulazione ma anche con la vecchia, come stai dicendo anche tu.
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
Dici la parola Stato come se fosse un signore che decide come gli gira, non è cosìgiorgiograndi ha scritto: ↑28/11/2025, 20:18Certo, ma la domanda è diversa. È lo Stato a decidere cosa è stupro o è la donna?GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 15:33Ah, saperlo, non lo so ma aggiungo altri esempigiorgiograndi ha scritto: ↑28/11/2025, 15:24Certo che capita. Si prende una pausa e si ragiona, eventualmente si smette: tutti a casa.GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 15:14
Esatto, il concetto di libero e “attuale” va incontro anche a quei casi in cui c’è consenso per qualcosa ma non per altro
Ma nell’industria cosa succede, capitano i casi che succede qualcosa di non gradito e la ragazza non vuole continuare. Tu cosa fai? Dici di continuare o fermi in attesa di capire se puoi procedere?
Ma una cosa sono dei professionisti o presunti tali e una cosa sono dei ragazzini arrapati. Sono cose diverse che non possono essere viste nella stessa ottica o con la stessa ottica. A quel punto subentra la stupidità, che è una cosa diversa dall’intenzione di fare del male a una persona.
Se mi inviti in camera tua e poi non ti fai tirare giù la gonna è una cosa, ma se mi inviti in camera tua e poi hai male perché ho il cazzo grosso è nel mezzo del coito mi spingi via, per la LEGGE è stupro se io do ancora 4 botte per sborrare?
È una domanda seria
non può essere lo Stato a decidere cosa è stupro e cosa non lo è, è la figa che ha l’ultima parola, ma quell’ultima parola non è legge, va confutata, contestualizzata partendo dal presupposto che l’imputato è innocente
Se lei vuole trombare e tu glie lo metti nel culo è stupro? E se ti ha detto che vuole usare il preservativo e dopo un po’ tu te lo sfili, ma perché senti meglio e vuoi sborrare, è caso di mancato consenso? E se voleva essere schizzata tra le tette e invece glie lo metti in faccia?
Se vuoi possiamo continuare con casi simili per tutta la sera ma credo che siano casi in cui sarebbe un giudice a dover decidere dove era consenso, dove no, come poteva fare l’imputato a realizzare il cambio di disponibilità della donna, ecc.
Certo che se ti dico “mi fai male, smetti!” e tu non smetti mi sa che sia violenza
Se una donna si ubriaca e scopa con qualcuno e, ipotesi ridicola, un funzionario di stato la sta guardano, deve chiamare la polizia perché chiavare una donna che non si regge in piedi è stupro? anche se alla donna sta bene così ?
Io di donne a cui piace sia scompare da ubriache che da sballate ne conosco a iosa, è la donna a decidere se è stata stuprata o lo Stato?
Abbiamo lo Stato etico che ci dice come possiamo scopare? Perché la direzione è questa: la regolamentazione del sesso.
Il consenso “attuale”, cazzo vuol dire?
Tutto diventa stupro istantaneamente quando manca il consenso? Ma consenso a cosa? A una specifica pratica sessuale non concordata prima? E se durante il sesso l’uomo chiede alla donna di succhiargli il cazzo e lei non vuole, cosa succede? Finisce tutto lì oppure la dinnna si sente violata solo per la richiesta? Se va in questura e racconta che gli è stato chiesto di fare un pompino e la cosa l’ha scioccata c’è una indagine?
Se uno paga una donna per fare una cosa che lei normalmente non farebbe, è stupro?
Troppe regole non fanno altro che complicare le cose.
La donna viene costretta (forza, parole) a fare una cosa che non vuole? Ok si indaga, ma tutto il resto non può avere senso e con la legge attuale invece c’è sempre l’indagine
Lo Stato con il popolo vota il parlamento, lo Stato con il parlamento fa le leggi dove sono espressi dei concetti generali, lo Stato con le procure e la polizia persegue i crimini e sempre lo Stato con la magistratura e l’avvocatura da la possibilità agli accusati di difendersi e di venire giudicati dignitosamente, si spera.
Lo Stato ha messo dei leggi più rigide su alcune cose: se trombi una femmina entusiasta ma che ha 13 anni sei un criminale pedofilo. Il consenso non basta, perché si presuppone la non maturità delle persone a quell’età. Sugli altri casi che dici sarà un giudice.
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
Hai ragione, è un rischio.Floppy Disk ha scritto: ↑28/11/2025, 23:03Sì, ma ora il rischio di inversione dell'onere della prova è maggiore. Prima "bastava" dimostrare che non si era proceduti ad esercitare coercizione, inganno o abuso della propria posizione verso una persona debole o poco lucida (non concordo con GG sul discorso delle donne poco sobrie, sono situazioni borderline e da evitare). Ora è possibile che una donna dopo un giorno, una settimana, un mese o un anno dica che non era così convinta di quello che stava facendo e un'indagine, anche nel caso si concluda con un'archiviazione, è sufficiente a rovinare la vita di una persona.GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 8:52Stai concordando con me. Il rischio paventato è che la dichiarazione di una donna in malafede sia sufficiente a condannare un presunto violentatore. Possibile con la nuova formulazione ma anche con la vecchia, come stai dicendo anche tu.
Però anche quello di dover dimostrare che non volevi e sei stata costretta è una schifezza. Giuridicamente si rischia l’inversione dell’onere della prova, ma umanamente verrebbe proprio da dire basta agli interrogatori alle vittime
Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
come li accerti i fatti allora?Oltretutto dovrebbe valere per OGNI tipo di violenza:pestaggio,bullismo,rapina,sequestro di persona.....................GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 23:26Hai ragione, è un rischio.Floppy Disk ha scritto: ↑28/11/2025, 23:03Sì, ma ora il rischio di inversione dell'onere della prova è maggiore. Prima "bastava" dimostrare che non si era proceduti ad esercitare coercizione, inganno o abuso della propria posizione verso una persona debole o poco lucida (non concordo con GG sul discorso delle donne poco sobrie, sono situazioni borderline e da evitare). Ora è possibile che una donna dopo un giorno, una settimana, un mese o un anno dica che non era così convinta di quello che stava facendo e un'indagine, anche nel caso si concluda con un'archiviazione, è sufficiente a rovinare la vita di una persona.GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 8:52Stai concordando con me. Il rischio paventato è che la dichiarazione di una donna in malafede sia sufficiente a condannare un presunto violentatore. Possibile con la nuova formulazione ma anche con la vecchia, come stai dicendo anche tu.
Però anche quello di dover dimostrare che non volevi e sei stata costretta è una schifezza. Giuridicamente si rischia l’inversione dell’onere della prova, ma umanamente verrebbe proprio da dire basta agli interrogatori alle vittime
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Baalkaan hai la machina targata Sassari?
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
Non solo. Questa proposta di legge, quantomeno ansiogena, va a inserirsi in un contesto sociale e culturale che offre la crisi delle relazioni affettive come un primo piano della più generale crisi delle relazioni interpersonali. Grandissimo è il numero di ragazzi che già non accedono alla sessualità per vari motivi e il legislatore ve ne aggiunge uno siffatto in un Paese che ha tra i suoi principali problemi un calo demografico mostruoso.OSCAR VENEZIA ha scritto: ↑27/11/2025, 14:14Se un soggetto impegnato in un amplesso sta per venire e la femmina un attimo prima comincia ad urlare : “ Nego il consenso ! Nego il consenso !” Cosa fare ? Se il maschio , che non era preparato ad un coitus interruptus riesce a controllarsi e’ meglio ovviamente estrarre il pene ed evitare di sborrare addosso alla Partner perché il consenso non c’è più.
Nel silenzio della norma personalmente evinco che il consenso negato poco prima di venire non configuri stupro retroattivo.
Il mio pensiero preoccupato va a quanti per ottenere l’erezione hanno bisogno di tranquillità. Non è il mio caso ma il problema per molti sussiste
Non seguire le orme degli antichi, ma quello che essi cercarono. (Matsuo Basho,1685) - fa caldo l'Italia è sull'orlo di un baratro e non scopo da mesi (cimmeno 2009) - ...stai su un forum di segaioli; dove pensavi di stare, grande uomo? (sunday silence,2012)
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
Infatti vale per ogni tipo di reato, se una vittima denuncia il reo viene indagato. E l’accertamento dei fatti avviene in giudizio. Fin qui nulla cambia.dostum ha scritto: ↑29/11/2025, 3:18come li accerti i fatti allora?Oltretutto dovrebbe valere per OGNI tipo di violenza:pestaggio,bullismo,rapina,sequestro di persona.....................GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 23:26Hai ragione, è un rischio.Floppy Disk ha scritto: ↑28/11/2025, 23:03Sì, ma ora il rischio di inversione dell'onere della prova è maggiore. Prima "bastava" dimostrare che non si era proceduti ad esercitare coercizione, inganno o abuso della propria posizione verso una persona debole o poco lucida (non concordo con GG sul discorso delle donne poco sobrie, sono situazioni borderline e da evitare). Ora è possibile che una donna dopo un giorno, una settimana, un mese o un anno dica che non era così convinta di quello che stava facendo e un'indagine, anche nel caso si concluda con un'archiviazione, è sufficiente a rovinare la vita di una persona.GeishaBalls ha scritto: ↑28/11/2025, 8:52Stai concordando con me. Il rischio paventato è che la dichiarazione di una donna in malafede sia sufficiente a condannare un presunto violentatore. Possibile con la nuova formulazione ma anche con la vecchia, come stai dicendo anche tu.
Però anche quello di dover dimostrare che non volevi e sei stata costretta è una schifezza. Giuridicamente si rischia l’inversione dell’onere della prova, ma umanamente verrebbe proprio da dire basta agli interrogatori alle vittime
Quello che cambia è che c’è un pestaggio si può cercare di vedere i lividi sul viso della vittima o le abrasioni sulle mani del picchiatore, si possono cercare prove su qualcosa che c’è stato cioè la violenza del pestaggio.
Con questa formulazione dovresti provare qualcosa che manca, cioè il consenso, con tutte le difficoltà a dimostrare l’invisibile. Strano che Pan non abbia ancora parlato della prova ontologica dell’esistenza di Dio.
Nella pratica c’è il rischio, ed è l’inversione dell’onere della prova, che dovrebbe essere il presunto reo a dover dimostrare il consenso
Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
Io pensavo di averle viste tutte, ma qui andiamo oltre l'immaginazione. Ribadisco, quel "nel dubbio l'uomo si astenga" è un manifesto programmatico sanzionatorio che fa accaponare la pelle. Neanche ai tempi dell'aids si è seminato così tanto terrore.pan ha scritto: ↑29/11/2025, 6:17Non solo. Questa proposta di legge, quantomeno ansiogena, va a inserirsi in un contesto sociale e culturale che offre la crisi delle relazioni affettive come un primo piano della più generale crisi delle relazioni interpersonali. Grandissimo è il numero di ragazzi che già non accedono alla sessualità per vari motivi e il legislatore ve ne aggiunge uno siffatto in un Paese che ha tra i suoi principali problemi un calo demografico mostruoso.OSCAR VENEZIA ha scritto: ↑27/11/2025, 14:14Se un soggetto impegnato in un amplesso sta per venire e la femmina un attimo prima comincia ad urlare : “ Nego il consenso ! Nego il consenso !” Cosa fare ? Se il maschio , che non era preparato ad un coitus interruptus riesce a controllarsi e’ meglio ovviamente estrarre il pene ed evitare di sborrare addosso alla Partner perché il consenso non c’è più.
Nel silenzio della norma personalmente evinco che il consenso negato poco prima di venire non configuri stupro retroattivo.
Il mio pensiero preoccupato va a quanti per ottenere l’erezione hanno bisogno di tranquillità. Non è il mio caso ma il problema per molti sussiste
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Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
Geisha io sintetizzo (ci provo...) il mio punto di vista, che non vuole e NON PUO' essere omnicomprensivo, perché un conto ovviamente è scrivere qua, un conto è affrontare caso per caso.
La mia posizione è che la necessità del consenso dovrebbe essere ovvia ma, siccome evidentemente per qualche bestia del cazzo non lo è, a me fa solo piacere se viene ribadito e sottolineato.
Aggiungo che andare a letto non è una situazione in cui schiacci il pulsante ed è tutto finito: ci sono tanti micro-momenti, dal corteggiamento eventuale, il flirt più esplicito, gli sguardi, l'ascolto dell'altro. Cose ovvie? No, proprio per un cazzo.
A me sta molto bene che si dica che una persona DEBBA avere la possibilità sacrosanta di dire:"fermiamoci qui". E quella deve essere un'intenzione magica. Personalmente, con qualcuno che vuole tirarsi indietro non mi verrebbe più neanche duro. Stiamo parlando di persone, di esseri viventi. Non di bambole di pezza.
Fino a qui credo e spero che non ci siano obiezioni da parte di semplificatori o provocatori a vario titolo, o di incels frustrati di cui, purtroppo, temo l'esistenza copiosa anche in questo forum nato con ben altri intenti.
La criticità arriva quando, pur in presenza di un consenso esplicito o perfino implicito ossia, in assenza di "fermiamoci qui" esplicitato in modi comunicativamente efficaci, la persona che nella sua testa non voleva (legittimamente) continuare più, e non l'ha fatto, sulla scorta dell'esperienza vuota o brutta dica: quest'esperienza brutta è uno stupro.
Mi spiace, ma questa è una potenziale e neanche tanto remota possibilità. Non bisogna approcciarsi a queste tematiche col pregiudizio e la convinzione che una persona, a seconda del suo genere, del suo aspetto e della sua situazione generale, sia più credibile dell'altra persona. E' pericolosissimo, è un'arma.
NON sto tirando in ballo la malafede, ma - lo so per ragioni ampiamente accertate - esistono persone che vivono in una propria realtà e che, senza cattive intenzioni, non ci stanno molto con la testa. Bene, se una persona squilibrata è convinta di aver subito uno stupro, retrospettivamente, è francamente assurdo che questa sua percezione acquisisca la forma di quasi-certezza e che vengano a mancare tutte le cautele del caso, del tipo: a dare dello stupratore (o della stupratrice, se ad esempio parliamo di 2 lesbiche, ed ho avuto testimonianze dirette anche di casi del genere) ci vuole pochissimo, anche perché la maggioranza delle persone ha una propensione altissima a credere sulla parola, senza la necessaria cautela, soprattutto per cose così delicate.
Invece, a togliere l'etichetta di stupratore/stupratrice, a qualcuno che invece è stato scagionato/a, non basta una vita. E questo fattore prescinde perfino dalla legislazione, è a monte di ogni possibile legislazione che viene fatta anche con le migliori intenzioni possibili, è culturale ed è etico.
La mia posizione è che la necessità del consenso dovrebbe essere ovvia ma, siccome evidentemente per qualche bestia del cazzo non lo è, a me fa solo piacere se viene ribadito e sottolineato.
Aggiungo che andare a letto non è una situazione in cui schiacci il pulsante ed è tutto finito: ci sono tanti micro-momenti, dal corteggiamento eventuale, il flirt più esplicito, gli sguardi, l'ascolto dell'altro. Cose ovvie? No, proprio per un cazzo.
A me sta molto bene che si dica che una persona DEBBA avere la possibilità sacrosanta di dire:"fermiamoci qui". E quella deve essere un'intenzione magica. Personalmente, con qualcuno che vuole tirarsi indietro non mi verrebbe più neanche duro. Stiamo parlando di persone, di esseri viventi. Non di bambole di pezza.
Fino a qui credo e spero che non ci siano obiezioni da parte di semplificatori o provocatori a vario titolo, o di incels frustrati di cui, purtroppo, temo l'esistenza copiosa anche in questo forum nato con ben altri intenti.
La criticità arriva quando, pur in presenza di un consenso esplicito o perfino implicito ossia, in assenza di "fermiamoci qui" esplicitato in modi comunicativamente efficaci, la persona che nella sua testa non voleva (legittimamente) continuare più, e non l'ha fatto, sulla scorta dell'esperienza vuota o brutta dica: quest'esperienza brutta è uno stupro.
Mi spiace, ma questa è una potenziale e neanche tanto remota possibilità. Non bisogna approcciarsi a queste tematiche col pregiudizio e la convinzione che una persona, a seconda del suo genere, del suo aspetto e della sua situazione generale, sia più credibile dell'altra persona. E' pericolosissimo, è un'arma.
NON sto tirando in ballo la malafede, ma - lo so per ragioni ampiamente accertate - esistono persone che vivono in una propria realtà e che, senza cattive intenzioni, non ci stanno molto con la testa. Bene, se una persona squilibrata è convinta di aver subito uno stupro, retrospettivamente, è francamente assurdo che questa sua percezione acquisisca la forma di quasi-certezza e che vengano a mancare tutte le cautele del caso, del tipo: a dare dello stupratore (o della stupratrice, se ad esempio parliamo di 2 lesbiche, ed ho avuto testimonianze dirette anche di casi del genere) ci vuole pochissimo, anche perché la maggioranza delle persone ha una propensione altissima a credere sulla parola, senza la necessaria cautela, soprattutto per cose così delicate.
Invece, a togliere l'etichetta di stupratore/stupratrice, a qualcuno che invece è stato scagionato/a, non basta una vita. E questo fattore prescinde perfino dalla legislazione, è a monte di ogni possibile legislazione che viene fatta anche con le migliori intenzioni possibili, è culturale ed è etico.
Amicus Plato,
sed magis amica veritas.
sed magis amica veritas.
Re: Politically Correct: punto di non ritorno? (OT)
Stavo pensando esattamente la stessa cosa. Quella dichiarazione è aberrante.
*** Guardo solo porno lesbo! ***

