giorgiograndi ha scritto: ↑01/03/2026, 18:30
Secondo me alla maggior parte delle monarchie del golfo farebbe solo piacere un ri-bilanciamento dell’amministrazione iraniana e qualche esplosione quì e là è un prezzo che sono disposti ad accettare
Detto questo: sparare alla cazzo sui palazzi dei civili e dei turisti a Dubai é da cialtroni sfigati alla canna del gas. Perché non mirano alla casa del principe e di suoi figlio? (Che sono in due isole lì proprio sul lungo mare ai fianco della “palma”, bersagli semplici)
“retaliation” contro gli alleati usa mi sembra una parola grossa (e la Cina si é guardata bene dallo schierarsi formalmente)
Credo che invece l’Iran possa semplicemente capitolare, ma il fondamentalismo islamico può solo diventare un problema maggiore (sopratutto per noi che ci siamo riempiti di svalvolati)
Non è da cialtroni, è strategicamente utile allo scopo. Se questi Paesi arabi affiliati agli USA hanno come principale status symbol l’attrarre i ricchi che vanno lì per il relax, perdere la percezione di “sicurezza” significa perdere anche la loro principale fonte di attrattiva. Questo farà dubitare questi alleati della protezione americana, soprattutto perché la coperta è corta. L’Iran vuole far aprire gli occhi a questi Paesi. l’Impero è debole se non può proteggere i propri alleati.
Purtroppo non credo che il regime iraniano capitolerà, soprattutto se si cerca di agire con “guanti bianchi” senza mettere scarponi sul terreno. La dipendenza da strumenti indiretti come droni, missili, cyberattacchi o forze proxy può colpire obiettivi selettivi, ma non garantisce un controllo stabile del territorio o del potere politico. Senza truppe sul terreno, il cambiamento rischia di essere temporaneo o di generare vuoti di potere, e nel peggiore dei casi può alimentare il rischio di una guerra civile e creare fazioni ancora peggiori, e poi non sai con chi devi accordarti o appoggiare come da altre parti...
I costi di difendere gli alleati, respingere rappresaglie e mantenere sistemi di difesa avanzati sono enormi. Un attacco “a distanza” può logorare finanziariamente e politicamente chi lo promuove, tipo il cittadino medio americano tra qualche settimana avrà le palle girate di spendere soldi in questa minkiata. Inoltre, le popolazioni locali o altri attori regionali possono reagire in modi imprevedibili, aumentando instabilità, proliferazione di gruppi armati e rischi per gli interessi economici e politici. Aumento di attentati nei Paesi guidati da cialtroni che si sono schierati in questa cazzata ecc
Colpire senza presenza diretta spesso non basta a ottenere obiettivi concreti come un cambio di regime, perché il potere interno rimane intatto o si riorganizza rapidamente, come sta già accadendo in Iran.
In sintesi, usare troppe risorse a distanza senza scarponi sul terreno è rischioso, perché il paradosso è che aumenta i costi, riduce il controllo e può produrre effetti contrari agli obiettivi dichiarati. È una strategia efficace SOLO se l’obiettivo è pressione, instabilità e logoramento, non un cambio di regime stabile.
Di conseguenza, l’operazione rischia di fallire nel breve termine. Quando si vedrà che lo sforzo non può essere sostenuto, ci saranno due opzioni:
Coinvolgere alleati europei già impegnati altrove (ad esempio in Ucraina), ma la loro capacità economica e militare non sarebbe sufficiente.
La soluzione più realistica che quella a cui penso in uno scenario di crisi economica dove non puoi reggere un lungo scontro, è quello negoziare un accordo con un nuovo "finto" regime meno ostile, (sono sempre quelli di prima che ereditano) il regime resterà comunque al potere. Questa soluzione sarebbe temporanea, Trump potrebbe dire che ha vinto la guerra ma di fatto senza aver vinto ma solo cambiato la facciata del regime, una facciata più democratica, dare una giacca e cravatta al tizio estremista che eredita la guida suprema, e farlo stare buono per un paio di anni, ma gli attori regionali e proxy si riarmerebbero pronti a colpire di nuovo, questa opzione ricorda anche ( "abbiamo debellato la minaccia nucleare quando a Giugno attaccarono i così detti siti nucleari) la così detta guerra dei 12 giorni... che invece era una cazzata perché anche lì si era capito che non era sostenibile. Alla fine si generanno nuovi cicli di instabilità, come un cane che si morde la coda. Quindi questa seconda opzione è fattibile ma è difficile da farla accettare ad Israele che sta guidando questa scellerata operazione abbastanza discutibile.
poi ci sta l'opzione che fai il duro e metti i scarponi sul terreno e fai come in Afghanistan, ma non credo che trump riesca perché cade prima a causa di Impeachment.