[OT] Signore e signori: la guerra.

Scatta il fluido erotico...

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Fred Connelly
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#151 Messaggio da Fred Connelly »

La fiamma perenne è alimentata a grasso animale (Homo Sapiens Sapiens).

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nik978
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#152 Messaggio da nik978 »

settimane per conquistare un isolato


ma almeno lentamente avanzano. (ma senza close air support e' motlo piu' diffiicile)
E' la vecchia guardia e i suoi interventi sul darkside sono imprescindibili, affronta il lato oscuro del sesso estremo con l'approccio dostojeschiano dell'uomo che soffre, mitizza e somatizza.UN DEMONE
Now I lay me down to sleep,Pray the lord my soul to keep.And if I die before I wake pray the lord my soul to take.

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gi.kappa.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#153 Messaggio da gi.kappa. »

nik ma chi sono sti pazzi che fanno le riprese?
Sogna una carne sinteticanuovi attributi eunmicrochipemozionale
Sogna di un bisturi amico che faccia dileiqualcosafuoridalnormale

Stickman
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Re:

#154 Messaggio da Stickman »

Drogato_ di_porno ha scritto:"E se qualcuno chiedesse perchè siamo morti
dite, per le menzogne dei nostri padri, i loro torti." (Rudyard Kipling)
Questa citazione è è è :blowkiss: Drogato fai un giro su fb.

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Blif
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#155 Messaggio da Blif »

E' de Kipli!!!

Immagine
Ille ego, Blif, ductus Minervæ sorte sacerdos (ბლუფ)

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nik978
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#156 Messaggio da nik978 »

gi.kappa. ha scritto:nik ma chi sono sti pazzi che fanno le riprese?
gente che dovrebbe prendere il pulitzer e che mangia in testa al peter harnett (quello della prima guerra del golfo)

Mai nella storia un conflitto à stato seguito a questo modo...
http://anna-news.info/

Hanno prodotto dei video pazzeschi.
2 dei molti




se per caso dovessi girare un film (ho un mio film in testa), sicuramente prenderei spunto da loro su alcuni aspetti.
Comunque c'è tantissimo materiale su questo conflitto che è anche molto mediatico. da ambo le parti si gira molto e si usa molto la rete.
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nik978
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#157 Messaggio da nik978 »

gli hai tirato la gufata :-?
[Scopri]Spoiler
Guerra mediatica. ora che i terroristi perdono terreno e non possono più postare video trionfali come all'inizio, si deve colpire chi mostre la loro ritirata.....
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#158 Messaggio da Mr. G »

Fortunatissimi :o


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cicciuzzo
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#159 Messaggio da cicciuzzo »

http://reportage.corriere.it/esteri/201 ... el-regime/

bel reportage

detto questo, sapete che mi stanno un pò sul cazzo questi "rivoltosi" ucraini ?
Il sentimento più sincero rimane sempre l'erezione

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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#160 Messaggio da federicoweb »

Chi non ha mai posseduto un cane, non sa cosa significhi essere amato ( Arthur Schopenhauer )
" Ste sgallettate che non sanno fare un cazzo e non partoriscono un concetto nemmeno sotto tortura
sono sacchi a pelo per il cazzo " ( Cit. ZETA )

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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#161 Messaggio da OSCAR VENEZIA »

Per me Russi e Ucraini nel giro di qualche giorno si pigliano a mazzate.
Il rischio c'è tutto anche se gli Ucraini li ho visti un po' lenti a reagire .
Sono comunque destinati a prendere una bella lezione a meno di interventi esterni ( nato , coalizioni varie) al momento ancora improbabili.
Bello scenario aperto a diversi sviluppi nel medio lungo periodo

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Maurizzio33
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#162 Messaggio da Maurizzio33 »

ucraina contro russia,è come assistere ad un incontro di boxe tra malgioglio e mike tyson...
Obama che utilizza la calma e analizza le parole che deve dire 100 volte,se cera bush già era scoppiata la terza guerra mondiale,per fortuna non ce più,purtroppo il caro Putin può fare il prepotente con chiunque che nessuno si azzarda a muovere un dito,sembra tornata la guerra fredda,siamo nel 2014 e la democrazia ancora non si è diffusa sull'intero pianeta,governi autoritari che schiavizza il popolo,rivolte e guerriglia,repressione e genocidi,questo è quello che ancora siamo costretti ad assistere,nella fantomatica era moderna,purtroppo l'umanità ancora non ha imparato dagli errori del passato e continua a cadere nella vergogna macchiando col sangue dei propri figli questa terra.

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SoTTO di nove
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#163 Messaggio da SoTTO di nove »

Ma quale intervento Nato, la Russia non cederà mai. O l'Ucraina rimane sotto la loro influenza o la Crimea (al limite anche tutta la zona ad Est) farà repubblica a se come successo in Georgia.
P.s. Speriamo che il braccio di ferro lo vinca Putin altrimenti ci tocca pagare a noi per farli entrare nell'Ue. (a vantaggio della sola geopolitica Usa)
P.p.s. Con il Kosovo (cuore dell'ex Jugoslavia) gli occidentali presero le parti della maggioranza albanese e del loro diritto all'autodeterminazione, ora si preoccupano di non smenbrare l'Ucraina anche sapendo che in Crimea (regalata agli ucraini quando ancora esisteva l'URSS) son tutti Russi e che non hanno intenzione di rimanere con i simpaticoni di Kiev.
Obama farà meglio a non interferire, Putin, anche a livello interno, non può permettersi di lasciar perdere.
Dòni, sa tirìa e cul indrìa, la capela la'n va avantei / Donne, se tirate il culo indietro, la cappella non va avanti. BITLIS
Quando la fatica supera il gusto e ora di lasciar perdere la Patacca e attaccarsi al lambrusco. Giacobazzi

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scb
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#164 Messaggio da scb »

Mi sa che stavolta la Germania, che stava per godere, se la prende al culo.

Ora pur tenendo sul cazzo i russi come pochi, mi farebbe piacere uno smacco ai danni dei crucchi e dell'euroculona come direbbe Dostum.

Spero solo si sbrighino, se no poi inculano anche noi col prezzo del gas
Per il mio ego può bastare che SCB mi citi nella sua firma, tutto il resto è noia.
Cicciuzzo 1.6.2016
Mi spiegate come postare le immagini, sono scemo oltre che cornuto
Furore 1.3.2017

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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#165 Messaggio da dostum »



Qui, nei i villaggi carboniferi russofoni gli echi della protesta di piazza Maidan a Kiev arrivano flebili e non sortiscono risultato alcuno, se non indifferenza e talvolta astio: mai, in oltre vent’anni di indipendenza, è stata così enorme la distanza tra le regioni occidentali e quelle centro- sudorientali dell’Ucraina, tanto da mettere a rischio l’unità stessa del Paese. Da queste parti ormai non è un mistero che se il presidente Yanukovic, che qui ha il suo feudo elettorale, dovesse capitolare e cedere il potere agli “europeisti”, la secessione delle regioni russofone da Kiev sarebbe inevitabile: i movimenti pan-russi di Sebastopoli, di Lushansk, di Donetsk (dove la lingua russa è parlata da oltre il 90 per cento della popolazione) hanno già pronta la dichiarazione di autodeterminazione delle oblast’ centrali e sudorientali ucraine, che confluirebbero nella federazione della Piccola Russia, o Malorossija.

A queste latitudini gli “europeisti” hanno poca voce in capitolo. Sono una minoranza sparuta, e temono per la loro sicurezza quando tengono i loro discorsi sulla democrazia e la libertà. I russofoni sono in maggioranza schiacciante, e l’Europa non la vogliono. Sottolineano come mentre loro stiano a spaccarsi la schiena nelle miniere, gli “europeisti” rimangano a bivaccare per la distruzione dell’Ucraina. “Dovrebbero sgombrare con la forza la piazza Maidan e obbligare quei perditempo a lavorare”, è la frase più ricorrente che capita di sentire in giro. Il lavoro, una merce rara che l’ingresso di Kiev nell’Ue potrebbe rendere ancor più introvabile: gli abitanti di questi villaggi sanno bene che a beneficiare dell’area di libero scambio sarebbero solo le regioni occidentali, quelle al confine con la Polonia, mentre nell’Est del Paese, quello dei bacini carboniferi e degli impianti siderurgici, l’assenza di un apparato produttivo minimamente competitivo significherebbe scivolare ancor di più lungo il crinale della miseria.

Yanukovic, che da queste parti ci è nato, a novembre aveva vincolato il suo sì all’Ue ad un maxiprestito da 167 miliardi di euro per ammodernare gli obsoleti complessi industriali ucraini di epoca sovietica, di cui l’Ucraina sudorientale è piena: ma l’enorme cifra, pari all’importo dei fondi strutturali concessi alla Polonia dopo il suo ingresso nell’Unione, è stata negata da Bruxelles. Tuttavia, nelle regioni orientali questo diniego sembra non aver scontentato nessuno, anzi. Forse perché da queste parti la gente i soldi Ue non li vuole, anche se farebbero comodo proprio ai tanti minatori che vivono in casupole grigie e affumicate, la cui unica nota di colore è data dalle bandiere arancioni dello Shakhtar Donetsk esposte alle finestre. Qui la parola ricchezza sembra riconducibile solo a questa squadra calcistica divenuta negli ultimi anni una potenza del football europeo, grazie agli investimenti milionari del presidente Rinat Akhmetov.

Figlio di un minatore e ora influente oligarca a capo di una potente holding operante nel settore minerario e metallurgico, Akhmetov non lesina quattrini per i suoi “minatori” in casacca arancio-nera (shakhtar, o shakhtjor come dicono da queste parti, significa appunto “minatore”), a cui ha messo a disposizione uno stadio avveniristico, la “Donbass Arena”, e fatto costruire il centro sportivo di Kirsha, una delle strutture di allenamento più all’avanguardia a livello continentale. Anche qui il calcio è fenomeno sociale, che dà consenso e identità territoriale: il primo è tutto per Akhmetov, eletto parlamentare nelle fila del partito di Yanukovic, la seconda è quella dei ucraini russofoni che riconoscono alla sua squadra di calcio un collante identitario. Per questo non è forse un caso che tra le lingue del sito ufficiale dello Shakhtar il russo venga prima dell’ucraino.

Ma se gli investimenti milionari di Akhmetov hanno permesso al Donbass del calcio di diventare luogo di trionfi dei suoi “minatori” in calzoncini, nel Donbass del carbone gli equipaggiamenti obsoleti e i bassi standard di sicurezza troppo spesso hanno trasformato le miniere in trappole mortali: come accaduto a dicembre scorso a Svjato-Pokrovska, vicino a Donetsk, quando un’esplosione ha ucciso quattro minatori, o nel 2011 a Lushansk, dove ne morirono diciannove, o nel 2008 a Enakievo, persero la vita tredici operai, o l’anno prima ancora a Donetsk, nella miniera di Zasjadko, dove trovarono la morte ben 101 minatori. Un bollettino di guerra che colloca le miniere Ucraine, e soprattutto quelle della oblast’ di Donetsk, tra le più pericolose al mondo. Quelle stesse miniere che pesano per più del 25% sulle entrate di bilancio della nazione, ma che non possono sopravvivere senza le forniture energetiche russe e l’export verso Mosca.

Ed il timore, da queste parti, è che l’area di libero scambio con l’Ue porti automaticamente ad una rottura commerciale con la Russia, il che significherebbe un colpo mortale per queste comunità che vivono intorno alle deboli strutture produttive di questa regione, già fiaccate dalla recessione economica e dalla mancanza di lavoro. Se da un lato la stipula dell’accordo con Bruxelles potrebbe placare la rivolta a Kiev, dall’altro potrebbe invece far saltare il tappo della rabbia nelle aree orientali dell’Ucraina, dove, ammoniscono gli esponenti locali del partito di Yanukovic, “l’impatto sulla società, esposta al rischio di ulteriore povertà e disoccupazione, sarebbe esplosivo”. Una società che sembra ancora quella sovietica, dove il nemico viene sempre da occidente.

L’ipotesi che Kiev entri a far parte della nascente Unione doganale con Russia, Bielorussia e Kazakhstan piace molto qui nell’Est: “Sono sempre stati nostri fratelli, perché li dovremmo lasciare?”, si chiedono in tanti, consapevoli di esser parte di un ensemble geopolitico non ben definito che, ad ogni modo, è più vicino alla Russia che all’Europa comunitaria. Si tratta di coloro rimasti scottati dall’Ucraina a due velocità figlia della Rivoluzione Arancione del 2004, targata Yuschenko-Timoshenko. La modernizzazione e l’occidentalizzazione, promessi dieci anni fa, nelle regioni orientali hanno comportato solo un peggioramento delle condizioni di vita, con chiusura di fabbriche e miniere, e conseguente spopolamento dei villaggi circostanti. “Ma con la vittoria presidenziale di Yanukovic nel 2010 le cose hanno cominciato lentamente a migliorare”, ripetono gli abitanti del Donbass. Che adesso ascoltano preoccupati le notizie da Kiev. La loro paura di perdere quel poco che hanno è forte quasi quanto la voglia d’Europa urlata da piazza Maidan.
DEMENTIA JOE PRESIDENT OF FREEDONIA

Baalkaan hai la machina targata Sassari?

VE LA MERITATE GIORGIA

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